Prima la lotta, poi la pace: perché gli uomini sono più pronti a riconciliarsi

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Secondo un nuovo studio, gli uomini, come da tradizione, sono più aggressivi, ma sanno risolvere i loro conflitti e raggiungere un accordo finale. A differenza delle donne, che fanno fatica dopo uno scontro.

Un celebre libro pubblicato alcuni anni fa sosteneva la provenienza degli uomini da Marte e delle donne da Venere. Un modo per affermare una sostanziale differenza fra i due sessi che, indipendentemente dalle convinzioni personali o dai numerosi studi negli anni, è stata appena evidenziata da una ricerca apparsa sul giornale Current Biology, almeno in relazione a come si gestisce la fase successiva ad un conflitto o un diverbio.

Lo studio condotto dai professori Joyce Benenson e Richard Wrangham, prevedeva di osservare filmati di quattro sport (tennis, ping pong, badminton e pugilato), valutati in qualche modo come una sorta di surrogato moderno dello scontro fra persone. Dopo averne visionati numerosi provenienti da 44 paesi diversi, la conclusione raggiunta è stata che alla fine di ogni match gli uomini erano più propensi delle donne nel rasserenare i rapporti con l’avversario. Un risultato che, secondo quanto afferma Benenson, risulta in controtendenza con le nostre credenze comuni, che ci portano a considerare i maschi molto più competitivi ed aggressivi.

Sensi, ormoni, cervello. Uomini e donne, 10 differenze
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La maggiore presenza di testosterone rende gli uomini più aggressivi. Al contrario le donne hanno una minore propensione per il rischio.
Le differenze fra i due sessi (al di là della mera questione relativa agli organi riproduttivi) sono state spesso oggetto di indagine da parte degli studiosi, sia nel mondo animale in generale, sia con riferimento agli esseri umani in particolare. In realtà, esistono studi che sottolineano una sostanziale uguaglianza fra uomo e donna, mentre altri parlano di due mondi separati. In ogni caso, negli anni, diversi ricercatori hanno individuato varie difformità biologiche e comportamentali, offrendo una base scientifica a molte convinzioni maturate dal pensiero comune. Gli esempi potrebbero essere davvero numerosi, ecco alcuni tra i più significativi.

In ogni caso, la ricerca è nata da studi precedenti sugli scimpanzé e sul loro comportamento. Gli scienziati, infatti, a lungo hanno manifestato perplessità relativamente alla capacità degli scimpanzé di combattere fra di loro e successivamente mettere da parte le rivalità per cooperare in caso di lotta con gruppi esterni. Inoltre, avevano rilevato come la riconciliazione fosse tipica dei maschi e non delle femmine. A questo punto gli studiosi si sono interrogati circa la possibilità di effettuare un parallelo con l’uomo e per la loro ricerca hanno chiamato in causa lo sport, un modo semplice per valutare uno scontro tra individui dello stesso sesso ed esaminarne contestualmente le differenze. In realtà gli scienziati si sono concentrati nelle fasi post-partita per verificare come si svolgevano i saluti finali tra i contendenti, considerando che le mani possono essere strette in maniera più o meno veloce o si può addirittura giungere ad un abbraccio. Dalle numerose osservazioni hanno concluso che i contatti tra gli uomini erano senz’altro più calorosi, anche nel pugilato, sport particolarmente fisico in cui lo scontro può diventare molto duro.

Ovviamente gli studiosi si sono anche chiesti il perché di un comportamento che risulta inaspettato. La spiegazione fornita va molto indietro nel tempo, fino alle radici della storia e dell’evoluzione umana, ed è connessa con i tradizionali ruoli svolti dai due generi; infatti, sia gli scimpanzé, sia gli esseri umani vivevano in grandi comunità composte da individui di entrambi i sessi. Vi era però una differenza sostanziale: i maschi avevano un’ampia rete di contatti, mentre le femmine rivolgevano la propria attenzione all’interno della famiglia e magari verso pochi altri soggetti. E se l’intera comunità godeva di benefici dalla vittoria degli uomini nella loro totalità contro gruppi esterni, le donne traevano i loro vantaggi soprattutto dai membri della propria famiglia e da un numero limitato di persone in grado di offrire aiuto durante l’allevamento della prole. Di conseguenza, le femmine sarebbero più portate a riconciliarsi con una ristretta cerchia di individui, a differenza dei maschi che tenderebbero a stringere amicizia con molti più soggetti dello stesso sesso, per facilitare in futuro la cooperazione e aumentare la probabilità di avere alleati con cui vincere le loro battaglie.

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