Nuove forme di aggregazione: Le Sette

Nuove forme di aggregazione: le sette
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Sette di origine orientale

L’Oriente “misterioso” ha sempre affascinato la cultura occidentale che ha connotato “le terre del sole” di elementi voluttuosi e cruenti. Gli scrittori e gli intellettuali, dal Settecento in poi, hanno vagheggiato l’Oriente come luogo mentale dell’intensità emotiva, della sensualità e della magia. Il decadentismo e l’estetismo fin de siècle ha poi utilizzato l’Oriente e la sua filosofia religiosa in funzione antioccidentale e anticristiana. Già Nietzshce nell'”Anticristo” (scritto nel 1888 e pubblicato nel 1985) considera il buddhismo una religione superiore perché affronta il problema dell’uomo “igienicamente” facendosi carico dell’anatomia e della fisiologia del dolore e Hermann Hesse, ventisette anni più tardi, propone a milioni di occidentali il suo “Siddharta” che ha costituito il vademecum insostituibile della contestazione giovanile degli anni Sessanta. La presenza più o meno stabile di predicatori orientali in Occidente risale al 1897 quando Vivekananda, discepolo illustre di Ramakrishna, giunse negli Stati Uniti dove fondò varie missioni. Costui presentò in maniera entusiasmante ai suoi ascoltatori un induismo idealizzato, sottolineando frequentemente la complementarità della cultura spirituale e mistica dell’Oriente e di quella tecnicamente avanzata dell’Occidente. Si tratta di un’idea che sarà ripetuta fino ai giorni nostri da varie figure di predicatori. Ma già la propaganda della Società Teosofica (fondata a New York da Madame Blavatsky e Olcott nel 1875) aveva divulgato in Occidente nozioni annacquate e fascinose di Induismo, Yoga e Buddhismo. Il famoso Parlamento delle Religioni tenuto a Chicago nel 1893 aveva legittimato il successo di vari maestri orientali. Lo stesso Gandhi, razionalista occidentalizzato, si riconvertì all’induismo dopo l’incontro con due iniziati alla Società Teosofica di Londra che lo convinsero della superiorità della spiritualità indiana rispetto al pragmatismo occidentale.
L’orientalismo raggiunse successivamente gli esponenti della cultura underground, da Keruac ad Allan Ginsberg, per poi diffondersi tra gli hippies, i contestatori, i pacifisti, i “figli dei fiori”.
Trionfò il Buddhismo tibetano e lo Zen, la meditazione trascendentale si sposò con la psicologia del profondo (Jung scrisse la prefazione del “I Ching”, testo di divinazione cinese). Tutti recitavano mantras induisti e molti confondevano il satori (illuminazione secondo lo Zen) con le esperienze psichedeliche. Andò a ruba il “Libro tibetano dei morti”. I Maestri orientali sbarcarono in America per divulgare il suo sapere iniziatico: nel grande mare delle sette elementi religiosi e filosofici eterogenei si fusero tra loro in un sincretismo pittoresco e bizzarro.

I seguaci di Osho

Bhagwan Shree Rajneesh, che negli ultimi anni si fece chiamare Osho, cominciò ad organizzare campi di meditazione nel 1964 in India, nel Rajastan. Nel 1974 fondò un asharam a Puna in cui entrarono molti occidentali. Nel 1981 si stabilì negli Stati Uniti, nell’Oregon, dando vita ad una comunità in cui confluirono più di 7.000 persone. Le attività degli “Arancioni” erano varie e articolate: aziende agricole, case editrici, piccole fabbriche, alberghi, università.
Osho mise a punto un sincretismo assai originale fra varie dottrine orientali. Si possono identificare nella sua predicazione elementi portanti, come quelli desunti dall’Induismo, dal Tantrismo, secondo i quali tutto è sacro, compreso l’atto sessuale, anzi il sesso è un mezzo per progredire nell’ascesi spirituale, per arrivare a trascendere la sessualità senza reprimerla.
Il Buddhismo è presente nel gusto del paradosso, tanto caro ad Osho mentre le pratiche yoga hanno una parte preponderante nella prassi della meditazione e della danza. Osho attinge a piene mani nelle tradizioni di tutto il mondo dalla mistica Sufi (di cui si praticano le danze estatiche e i rituali di trance) agli scritti dello Pseudo Dionigi l’Aeropagita, dall’alchimia tardo-medioevale alla religione di Zoroastro, dagli Hassidim ebraici ad Eraclito.
Egli però si burla delle religioni e della morale tradizionale e in questo senso si ispira massicciamente a Friedrich Nietzsche delle cui opere il “maestro” propone continui elementi, sempre omettendo di citare la fonte: “Diventa ciò che sei”, “Voi guardate in alto perché cercate elevazione, io guardo in basso perché sono elevato”…
Altri autori sono riscontrabili nel messaggio “arancione”: come Freud, Jung, Adler, i saggi del Tao e persino Paolo di Tarso. La meditazione è il punto di forza di questa prassi religiosa. Esistono vari modi di meditare, ogni adepto o sanyasi può scegliere il modo che gli è più congeniale. I seguaci devono osservare tre precetti: vestire sempre con colori “caldi” che vanno dall’arancione al bordeaux, portare al collo il mala, che è una collana di perle di legno con il ritratto di Osho, e infine sottoporsi all’iniziazione durante la quale si riceve un nome nuovo. Osho affermava di aver fatto una parte del cammino interiore con il Buddha, ma poi l’illuminato gli era sembrato eccessivamente ascetico….Ha camminato con Gesù; ma non avrebbe mai condiviso il Calvario (sic!). Eppure le parole del maestro sono state linfa vitale per i suoi discepoli, anche se appaiono estremamente contraddittorie, paradossali spesso istrioniche.
Infatti il nocciolo del suo insegnamento è stato di negare ogni insegnamento. Non esiste per Osho nessun Dio né l’aldilà dopo la morte. Ognuno deve percorrere la sua strada e può farlo solo dubitando di tutto: “Dubita e dubita radicalmente, perché il dubbio è un processo di purificazione, sottrae alla mente tutto il pattume che la ottunde. Ti rende di nuovo innocente, torni ad essere il bambino che genitori, preti, educatori hanno distrutto” diceva il maestro ispirato. E ancora, “Una persona morale resta stupida e priva di intelligenza perché dipende dalla guida degli altri”. La continua affermazione che bisogna “accertarsi come si è col proprio corpo, i propri istinti, i propri desideri”.
Il successo di Osho risiede in un paradossale e superficiale sincretismo ma soprattutto in un furbesco compromesso che permette di conciliare tutte le esigenze, come la ricerca della totale libertà e del piacere, il tutto sublimato come superiore e felice conquista spirituale della propria autenticità.
Più il guru predicava: “Non seguitemi, non abbiate fede in me, siate solo voi stessi” più gli adepti lo idolatravano, lo vedevano come un semidio dotato di poteri magici. E questa divinità, vestita di seta con una settantina di Rolls-Royce accumulava una enorme fortuna.
Oggi dopo la morte di Osho nel 1990 gli Arancioni (tre milioni al mondo) si dedicano a vari tipi di “cure” alternative proponendo massaggi, ipnosi, bioenergetica, riflessologia plantare, medicina olistica e chi più ne ha, più ne metta.

Nuove religioni giapponesi

Sull’onda della secolarizzazione e del laicismo la religione tradizionale giapponese sembrava perdere terreno. Ma nella terra del Sol Levante altre forme religiose sono comparse, alcune delle quali sono state rapidamente esportate in Europa ed accettate fervidamente in Italia. Una di esse rappresenta un caso emblematico. Si tratta della religione Mahikari, fondata nel 1959 da Yoshikasu Okada che prese poi il nome di Okada Kotama “gioiello di luce”.
La principale caratteristica della dottrina Mahikari non è nell’insegnamento di teorie ma nella pratica del Okiyone ovvero la trasmissione della luce. Questo rituale fondamentale è il centro e il fulcro di tutta la religiosità del gruppo. La luce è data da un officiante ai fedeli in una situazione “mesmerica” e incantata attraverso la palma della mano che viene rivolta prima alla fronte del fedele poi al collo ed infine ai reni. Il potere e l’autorità di conferire la luce viene data attraverso l’Omitama un amuleto che si riceve dopo la cerimonia di iniziazione che conclude i tre giorni del corso elementare delle dottrine di questa fede.
Oggi in Italia esistono strutture organizzate della religione Mahikari con una ventina di centri per la trasmissione della luce, fondamentalmente a Genova, Milano e Roma, ma la religione si sta rapidamente espandendo. Gli iniziati trasmettono la luce con entusiasmo, nelle loro stesse case e adesso anche in locali che vengono presi in affitto. Infatti quando un gruppo di almeno venti persone si riunisce intorno ad un ufficiante, si fa richiesta per ricevere gli oggetti consacrati che consistono nel Goshintai ovvero il rotolo di pergamena consacrato dove è scritto in giapponese la parola Mahikari e il Kuon che è il simbolo della divinità chiamata Su dal quale in realtà emana luce divina.
Ma l’oggetto di culto più importante è la statua di Izu Nomesama il dio che rappresenta la materializzazione dell’energia spirituale che è venerata e dal quale si ricevono i benefici materiali. Il possesso di questi oggetti di culto permette di fondare un gruppo consacrato da cui si può operare sia in senso terapeutico sia in senso di trasmissione della luce. Il punto di forza della religione è infatti rappresentato dalla capacità terapeutica. La religione Mahikari (letteralmente “luce di verità”) vuole collocarsi al di sopra delle parti; infatti nel testo diffuso a cura del movimento si legge: “Mahikari non costituisce una religione nuova nel senso comune del termine, ma impartisce insegnamenti che si collocano al di là degli insegnamenti abituali delle religioni o delle sette, e che sono destinate a tutti gli uomini”.
Il 3 novembre 1984 è stato inaugurato in Giappone a Takayama un grande tempio dedicato al dio Su, per permettere così agli uomini di tutte le razze e di tutte le religioni di unirsi al fine di venerare il creatore dell’universo e dell’umanità; identificato con una divinità preesistente del pantheon giapponese.
Il Giappone è considerato comunque la terra delle origini e il cuore del continente MU che fu il centro del mondo. Nel tempio di Suza, a Takayama chiamato il “centro del mondo” gli adepti sono ricevuti con queste parole: “Benvenuti in patria” parole che vengono anzi ripetute ogni volta che si entra in ogni tempio Mahikari. La pratica rituale fondamentale che è quella dell’emanazione della luce è vissuta come un rito di purificazione. La luce infatti fondamentalmente non serve tanto ad illuminare quanto a purificare sia il corpo fisico dell’adepto che il corpo astrale. La luce espelle gli spiriti malvagi, si mescola con le tossine del corpo e le getta via purificando e facendo guarire l’adepto da ogni male.
Le pratiche rituali legate all’amuleto sacro, il famoso Omitama, sono circondate da numerosi tabù che riguardano la purezza; è necessario avvolgere l’amuleto in varie coperture che devono essere di seta, occorre purificare la scatola dove deve essere riposto e appenderlo con un chiodo che è stato a sua volta oggetto di purificazione. Se uno di questi tabù viene trasgredito e se per esempio l’amuleto cade a terra o in luogo non purificato, si devono compiere numerosissimi riti di espiazione che sono al limite della paranoia.

Le psicosette

Si tratta di un vasto gruppo di movimenti che si rifanno al cosiddetto incremento del potenziale umano ovvero dello sviluppo personale. E’ una congerie di aggregazioni o di singoli operatori che sviluppano idee e posizioni teoriche variamente articolate e spesso assai differenti. La frammentarietà e la eterogeneità di questi gruppi porta a definire piuttosto che la loro struttura la loro “mentalità”, che consiste in un nuovo modo di intendere e pensare l’essere umano, il cosmo, i rapporti interpersonali, la salute e la malattia. Inoltre sulle teorie dei cosiddetti gruppi di potenziale umano si è sovrapposta la nuova ideologia della New Age. Tali gruppi o psicosette si presentano sotto forme diverse: centri di psicoterapie, associazioni culturali, gruppi orientalisti che volgarizzano tecniche Yoga e addirittura scuole per manager che erano già attive negli Stati Uniti fin dagli anni ’60. Se si vogliono esaminare le varie strutture di questi gruppi salta agli occhi uno strano dosaggio di elementi di training autogeno, Yoga, Zen, varie forme di psicoterapia, nuovi dettami di dietologia o di alimentazione integrata, forme di ginnastica e di concentrazione, meditazione, medicina tradizionale e non ufficiale….
Le psicosette si fanno propaganda proponendo dei corsi (tutti a pagamento) che vengono proposti o per potenziare le proprie capacità ovvero per risolvere i propri problemi di malessere. Si tratta come si è detto di una congerie di tecniche e di idee che intervengono su vari piani dell’essere.
Su un piano fisico si propaganda una maggiore efficienza corporea basata su tecniche che vengono affiancate da un nuovo regime alimentare. Sul piano emozionale si fa appello a un miglioramento nella sfera della socialità, un aumento della comunicazione interpersonale, maggiori capacità di ascolto dell’altro, empatìa spesso di tipo emotivo-sessuale. Sul piano mentale si assicura un grandioso sviluppo della memoria e delle capacità di concentrazione, un aumento del quoziente di intelligenza, un controllo del pensiero che, se negativo, è ritenuto origine e causa di tutte le malattie psicosomatiche. Si afferma anche di insegnare a privilegiare la mente intuitiva e creativa piuttosto della razionalità. Sul piano spirituale si assicura uno sviluppo e un ampliamento della propria coscienza, una autorealizzazione e consapevolezza profonda per cui l’adepto viene stimolato a compiere esperienze particolari quali i famosi viaggi astrali già propagandati dalla Teosofia, il “chanelling” o altre esperienze paranormali. Spiccata è quindi in questi gruppi la dimensione magica che si appoggia a uno sfondo esoterico con meccanismi di trasmissione attraverso precisi corsi di iniziazione in cui l’adepto viene a conoscenza di verità segrete. Esiste infatti la proibizione di parlare di ciò che avviene in questi corsi così come era presente l’antico divieto di divulgare le segrete cose dei Misteri Eleusini! L’obiettivo reclamizzato da questi gruppi è visto come affrancamento dell’individuo dai condizionamenti socio-culturali, dalle paure, dalle esperienze negative. Sommessamente viene anche insinuata la speranza di raggiungere potenzialità più particolari come la chiaroveggenza, la trasmissione e la lettura del pensiero, la preveggenza e lo sviluppo di capacità miracolose. Nelle psicosette il contributo della psicologia umanistica o dell’autorealizzazione è determinante. Per psicologia umanistica si intende non tanto una particolare scuola quanto una mentalità o un “modo di sentire” nei riguardo dell’essere umano. Pur nella differenza delle posizioni teoriche e delle ideologie, si può ritrovare nella psicologia umanistica un tema comune: l’accento posto sulla positività della natura umana e l’importanza data a grandi mete che sono riservate a chi sviluppa il proprio potenziale. All’interno di questo tema comune si possono comunque distinguere due versioni: la prima riguarda l’attualizzazione cioè la tendenza ad esprimere sempre meglio le capacità e le potenzialità che l’individuo già possiede e che la frustrante società occidentale ha messo in parentesi. L’altra versione è quella della perfezione in cui l’accento è posto sulla tendenza a lottare e a combattere per realizzare ciò che può rendere la vita armonica, eccellente, completa. E’ chiaro che le due tendenze spesso si incrociano e si fondono. Resta il fatto che la psicologia umanistica identifica nel proprio Sé il fulcro di ogni devozione e di ogni culto. Le esperienze personali e l’interiorità sono il valore sommo e l’oggetto di tutte le proprie attenzioni. I metodi delle tecniche più reclamizzati fanno ricorso a varissime forme in cui campeggia lo psicodramma, il training autogeno, il rilassamento, oltre a tecniche Yoga di meditazione e di concentrazione completamente avulse però dalle tematiche filosofiche e teologiche che in ambito religioso le sostanziavano. Il principio fondamentale più o meno identificabile in tutte le psicosette è quello che propone di intervenire sull’anima, (o sullo spirito o sulla mente) per guarire il corpo. Molti movimenti nati come forme religiose si stanno oggi orientando verso la terapia o la cura dell’anima. Le modalità di queste terapie sono altrettanto stupefacenti. Basta scorrere il programma del gruppo degli Arancioni legati a Osho-Rajneesh. Vengono proposti gruppi di bioenergetica in cui “respiro ed espressione corporea ci forniscono mezzi efficaci per liberare il corpo e sciogliere le tensioni in un vivido flusso di energia che ridà al corpo la sua naturale grazia e bellezza”. Oppure gruppi di Gelstat (espressione e consapevolezza) nei quali “si può capire il mondo in una disciplina di autosviluppo che ci insegna ad assumere la responsabilità della nostra esistenza”. “Attraverso l’esperienza emozionale-corporea di questo contatto col prossimo possiamo rivivere i nostri comportamenti spesso ripetitivi e inadeguati per ritrovare fantasia e stimoli per soluzioni creative e soddisfacenti”. Ma non basta, esistono: corsi di riflessologia plantare nei quali si stimolano le aree di riflesso nella pianta dei piedi, connesse ciascuno con un organo, una ghiandola, e una certa parte del corpo; si tratta di identificare le possibilità terapeutiche e le tecniche per stimolare tutte le aree del corpo. Così si possono impostare diagnosi ed eseguire trattamenti specifici. C’è poi il gruppo di lavoro sull’ipnosi (che attraverso il rilassamento fa esplorare spazi interiori nuovi) corsi di massaggi cranio-sacrale, gruppi di sciamanesimo, esperienze di rinascita (cioè della vita prenatale e del parto). Pur nella diversità ed estrema varietà delle tecniche e delle impostazioni, le psicosette o quelle forme che ad esse si richiamano usano per il proselitismo due forze fondamentali: la prima consiste nel far prendere coscienza al neofita che gli manca qualcosa: per esempio la padronanza di doti o di qualità esistenti ma nascoste che devono essere valorizzate, oppure l’equilibrio, oppure l’armonia, oppure un buon rapporto con gli altri. La seconda leva consiste nel sottolineare le limitazioni e i condizionamenti che la società ha pesantemente imposto al soggetto il quale ora risulta incapace di essere se stesso. Quando l’ignaro adepto entra in uno di questi gruppi (vuoi che sia una tecnica Sufi volta a prendere contatto con la divinità che è in noi , vuoi che sia un corso di controllo della mente o di autorealizzazione) viene sconvolto da una tempesta emozionale provocata dall’uso di tecniche molto particolari che allentano le difese del soggetto mediante esercizi di vario genere che vanno dalla danza che dura ore ed ore fino alla respirazione programmata, tecniche di rilassamento profondo o di posizioni Yoga. Particolare ed interessante è l’esperienza est inventata da Werner Erhard che propone benefici strabilianti; e procede con forti manipolazioni emotive.
Nella prassi attiva di tali corsi, incontri, ed iniziazioni (che ho conosciuto di prima mano attraverso la tecnica della osservazione partecipante) si crea inevitabilmente un rapporto di dominanza-sottomissione tra i vari aspiranti al corso e gli istruttori. La legittimazione dei direttori o istruttori di questi vari gruppi è determinata da una mitica “professionalità” che si appoggia ad un senso molto particolare di scientificità. Prendiamo come esempio il personaggio Maha Yoga Sudha che dirige un processo intensivo chiamato Primal. Tale processo ci aiuta “a riconoscere i nostri condizionamenti profondi e a non identificarci più con essi. Per sopravvivere in un mondo che non dà spazio né all’amore né all’autenticità fin da bambini impariamo a sviluppare negatività e diffidenza.” Le tecniche proposte e gli stratagemmi per “risvegliare il rispetto di noi stessi e del nostro lavoro, per ritrovare quella fiducia che abbiamo perso a causa dei condizionamenti infantili” sono tutti esposti nel corso. Il gruppo si svolgerà in silenzio e in isolamento. L’organizzatrice è così legittimata: “Maha Yoga Sudha ha svolto un ruolo preminente nel movimento del potenziale umano per oltre 18 anni, si è formata in bioenergetica e sul lavoro sul corpo neo-reichiano, ha lavorato sul sé. E’ specialista in respiro, lavoro sul corpo, tecniche di regressione, arte della meditazione”. Vedremo ora in maniera più dettagliata alcune di queste psicosette
Prendiamo ad esempio il Silva Mind Control. Si tratta di gruppi che attuano tecniche inventate da Josè Silva nato nel Texas nel 1914, elettrotecnico autodidatta, che nella sua giovinezza aveva esteso i suoi interessi alla psicologia e all’ipnosi. Aveva letto Freud, Jung e Adler in testi divulgativi, ma ciò che lo colpì fu una corrente psicologica che tentava di studiare il funzionamento del cervello a partire da omologie con l’elettromagnetismo mettendo in connessione i vari stati della mente con la frequenza di onde cerebrali misurabili in laboratorio. Silva in questo ambito identificò la possibilità di accedere attraverso l’ipnosi e l’autoipnosi a stati mentali caratterizzati da frequenze cerebrali diverse da quelle ordinarie di veglia chiamate onde Beta, senza però perdere la lucidità e l’efficienza del pensiero. Accedere a queste frequenze profonde, chiamate onde Alfa, permette di migliorare le potenzialità del cervello e di espandere in tale stato quelle facoltà mentali sopite che a loro volta permettono di raggiungere fenomeni di tipo extrasensoriale. Il successo scolastico dei figli di Silva avrebbe dato pubblicità al metodo, che dal 1966 si diffuse rapidamente in tutti gli Stati Uniti. Coloro che frequentavano i corsi di Silva Mind Control venivano ben presto a conoscenza della possibilità di attivare capacità paranormali, come la lettura del pensiero altrui e attività taumaturgiche capaci di curare disturbi anche organici in virtù del controllo mentale. Proseguendo nel corso, si poteva anche apprendere ad entrare in contatto con spiriti consiglieri o spiriti-guida che aiutano l’apprendista a prendere coscienza dei poteri latenti della propria mente. Queste entità non escono dal piano mentale ed elettromagnetico e scaturiscono spesso dalla stessa psiche del soggetto. Punto focale di tutta la prassi è l’affermazione dei poteri indefinitamente espansibili della mente umana. Il metodo Silva Mind Control arrivò in Italia nel 1976 ed entrò a far parte del bagaglio ormai consolidato di tutte le forme di medicina alternativa o di gruppi che sviluppano le capacità extrasensoriali ovvero del potenziale umano.
In Italia tal Carolina Zalce, messicana, ha aperto un Centro denominato “Evo Cris” basato su tecniche simili a quelle di Silva.

Il caso di Scientologia

La Scientologia è uno dei movimenti più controversi e di difficile classificazione anche se adotta stili da psicosetta Nonostante le polemiche, la sua attività di propaganda resta intensa in diversi paesi. I suoi insegnamenti rimangono decisamente segreti e mescolano insieme gnosticismo e fantascienza. La Scientologia ha spesso avviato azioni giudiziarie contro coloro che hanno percepito come avversari o peggio “stranieri interni”, “il che ha senza dubbio contribuito a rendere prudenti alcuni potenziali ricercatori”…
Il fondatore di questa “chiesa” fu Ron Hubbard (1911-1986), scrittore di fantascienza. Agli inizi degli anni Cinquanta Hubbard presentò la Dianetica, sistema complesso che in certi punti ricorda la psicoanalisi. Secondo la teoria dianetica, gli “engrammi” (cioè i ricordi inconsci di esperienze passate dolorose o angosciose) ci impediscono di godere del nostro pieno potenziale. Attraverso una pratica originale, queste esperienze passate sono riportate alla memoria e in qualche modo cancellate. Con le sue tecniche lo Hubbard entrò subito in polemica con la psichiatria e la psicanalisi ufficiali, dando origine a controversie non ancora quietate. Il maestro con un colpo di genio fondò una religione, La Chiesa di Scientologia, per usufruire della libertà di culto che è il fiore all’occhiello della democrazia USA. Hubbard elaborò così una vera e propria cosmologia e una antropologia alternative. L’uomo è uno spirito che ha un corpo: alla morte fisica l’uomo abbandona questo corpo, ma quello che si perpetua attraverso incarnazioni successive è il thetan (lo spirito che viene a unirsi al corpo qualche minuto dopo il parto).
Per la Scientologia l’uomo è dirty, cioè sporco, in quanto infettato dagli engrammi negativi. Tutto il processo di costruzione e di evoluzione consiste nel diventare clear attraverso le tecniche della dianetica. Il “clear” è una persona che ha raggiunto uno stato così evoluto da godere di poteri telepatici, conservare il ricordo di tutte le percezioni passate e acquistare una memoria straordinaria, per cui può liberarsi dai mali del corpo, dai dolori e da ogni tipo di reumatismi. In effetti non si tratta soltanto per il “clear” di essere capace di perseguire i suoi fini nell’esistenza, ma anche di acquisire una formazione scientologica con la quale egli può raggiungere in seguito tutta una scala di stati ulteriori, cioè quelli di “thetan operante”, come dice la sigla O.T. Dopo essersi sbarazzati del mentale reattivo che impedisce di godere del loro pieno potenziale, gli Scientologi passeranno successivamente ai diversi livelli di OT che permetteranno loro di sviluppare ancora di più le loro capacità, soprattutto quella di esteriorizzazione. E’ importante precisare che tutto questo processo costa una piccola fortuna. Nell’itinerario scientologico di gratuito c’è solo il test di personalità iniziale che serve per adescare il futuro membro. In base a duecento risposte a domande molto diverse, i reclutatori della Scientologia suggeriranno alla persona avvicinata di seguire un corso per potenziare la comunicazione, a un prezzo ragionevole e con effetti sicuramente positivi. Solo alla fine di questo corso, il discepolo sarà oggetto di richieste insistenti perché si impegni di più. I nuovi corsi avranno un prezzo sempre più elevato. Le successive operazioni riguardano il cosiddetto “auditing”, nel corso del quale avvengono i ritorni nel passato, nelle vite anteriori, per cancellare gli engrammi. Se qualcuno decide di impegnarsi ancora di più, entrerà nella “Sea Organization”. Si tratta di una organizzazione di fraternità in seno alla struttura della chiesa di Scientology. I suoi membri sono persone estremamente devote che “hanno fatto voto di servire in eterno la chiesa stessa”. La “Sea Organization” vive in comunità come gli ordini religiosi tradizionali. Si chiama così, Sea, “mare”, perché tra il 1966 e il 1975 parecchi battelli servivano come luoghi di ritiro religioso. L’equipaggio era composto da membri dell’organizzazione, che avrà adottato anche l’uniforme della Marina. I membri di tale organizzazione servono “in eterno” Scientology, in quanto firmano un impegno per il prossimo… miliardo di anni.

La nebulosa esoterica e l’occultismo

Nel mondo delle sette si mescolano realtà diverse che vanno dalle società occultiste di tradizione ottocentesca come la Teosofia ( che conta decine di migliaia di adepti in Italia e un paio di milioni nel mondo), fino a gruppetti di dimensioni ridottissime. In questo mondo dagli incerti confini le tipologie sfumano le une nelle altre: gruppi satanici si configurano come vie di salvezza, sette neo-orientali praticano la magia, confraternite religiose come i Templari praticano l’ esoterismo e l’occultismo. Su questi gruppi poi si sovrappone una serie di tematiche legate alla New Age, che rende il tutto apparentemente più nuovo e propone un linguaggio al passo con i tempi. Malgrado le differenze, sia numeriche che di impostazione teorica e soprattutto di linguaggio, questi gruppi propongono una antropologia alternativa, una immagine dell’uomo del tutto originale. L’uomo è visto come un essere privilegiato che ha un potenziale enorme di energia psichica che può usare a scopi magici, cioè atti a cambiare il corso naturale degli eventi. I testi in circolazione per gli adepti insistono tutti su tale punto. Basta considerare i titoli: “Il potere della mente” (del gruppo “Carolina”), “Bio-psico-energetica”, “I corpi sottili dell’uomo”, ecc.
L’altro elemento che si affianca a questo è la creazione di una cosmogonia alternativa: dai Teosofi ai Martinisti, dagli Gnostici alla Scuola Scientifica Basilio, tutti i gruppi hanno un’idea universalmente diffusa che è quella dell’emanazione: un’energia primitiva (spesso di natura divina) ha originato la materia per emanazione. Essendo l’anima umana parte dell’energia del cosmo, dopo la morte o meglio la disincarnazione, l’anima è 99 volte su 100 costretta a reincarnarsi. Tutto questo fa da supporto ad una aperta polemica antiscientifica in nome dell’uomo, del suo destino e della difesa dell’ambiente. In realtà i fatti maggiormente esecrati dalla maggior parte dei gruppi sono: la scienza e la tecnologia moderna, Tommaso d’Aquino e/o Aristotele, la carne bovina e quella suina, le comunicazioni di massa (soprattutto la TV, espressamente vietata per i Rosacroce e ai Cenacolisti di Prometeo), il sesso praticato con i non adepti (mentre tra gli adepti sono ammesse varie specie di perversioni). La vis polemica più spinta è nei riguardi della Chiesa Cattolica che è critica su due versanti: sia perché è gerarchizzata ed è stata colpevole dei roghi dell’Inquisizione, sia perché è al corrente delle verità segrete ma si guarda bene dal divulgarle. Infatti il suo messaggio è di tipo exoterico, aperto, comprensibile mentre l’aspetto esoterico, realmente salvifico è tenuto nascosto. Solo i capi carismatici delle singole sette (come poniamo il signor Claudio C.), hanno capito il vero messaggio biblico e lo rivelano agli adepti attraverso segrete iniziazioni.
I capi e gli adepti hanno una cultura di base medio-bassa, non hanno rispetto per la filologia dei testi religiosi né per la storia della filosofia e per la storia politico-sociale tout-court. Le dottrine esoteriche presentano così aspetti sincretici a dir poco arditi, sintesi di dottrine arcaiche a cui si mescolano innovazioni recentissime. Le dottrine e gli autores più saccheggiati e mai citati sono sicuramente quelli della Teosofia: le opere di Madame Blavatski e di Annie Besant fanno da sfondo a quasi tutte le teorie dei gruppi magico-mistico-esoterici. Ma non mancano riferimenti a Platone e ai neoplatonici, allo gnosticismo (che, già complesso da parte sua fornisce ulteriori elementi di confusione) alla Kabbalà ebraica (mistica di cui ben pochi “esoterici” conoscono i testi) l’alchimia, l’astrologia, la mitologia di tutto il mondo. E ovviamente le religioni orientali.
Un altro elemento comune ai gruppi esoterici è un rituale di iniziazione per i nuovi adepti, rituale che può essere appena accennato come la recitazione di una formula, o elaborato e complesso come quello dell’Ordo Templis Orientis o quello segretissimo del gruppo di Carolina.

Sette sataniche, stregoneria, neopaganesimo, magia

I gruppi ed i gruppetti che si riuniscono nel nome di Satana hanno come loro caratteristica di sfuggire alle indagini e agli inventari. Si tratta in Italia di un fenomeno clandestino, composto da persone che si riuniscono, fondano una congrega, celebrano riti, restano per lo più segreti. Eppure tali insignificanti frange demoniache vengono legittimate dalle comunicazioni di massa che amplificano incredibilmente il fenomeno. Il gruppo dei Bambini di Satana, attivo nella città di Bologna viene sistematicamente intervistato e coccolato da giornalisti in cerca di emozioni. Ma tale gruppo, lungi dall’essere un caso isolato di folklore urbano bolognese, si riconnette ad uno stile di vita trasgressivo che viene ad essere sempre più legittimato. Siamo arrivati al punto che ben tre ditte specializzate inviano contrassegno l’occorrente per “messe nere”: cappucci, mantelli, candele, messale con la liturgia in un assai discutibile latino, calici, stole e coltelli rituali. Il tutto costa 380.000, la vergine nuda per l’altare e le ostie consacrate da profanare non sono comprese nel prezzo. A parte questi casi folkloristici, va detto che il satanismo puro dovrebbe essere quello che pone il Principe delle Tenebre nella più alta sfera della adorazione e lo sostituisce a Dio. Forme di questo tipo sono rarissime in Italia mentre ne abbiamo esempi nella Chiesa di Satana e nel tempio di Set, entrambe in California. Il satanismo doc dovrebbe essere quello che crede nelle stesse configurazioni religiose del cristianesimo ma le rovescia, trasformando le preghiere in bestemmie e procedendo au rebours nel rituale in tutte le azioni cerimoniali. Anche la “messa nera” dei satanisti ortodossi non dovrebbe presentare elementi di orge sessuali ma esclusivamente forme cerimoniali al rovescio. In realtà nel pantano satanista tutto si mescola e si confonde ed ogni capo o sacerdote inventa per così dire il proprio rituale e la propria ideologia. In Italia oltre le cosiddette chiese di Torino (la cui realtà è stata notevolmente gonfiata dalla stampa e dalla TV) abbiamo delle chiese luciferine nelle quali la visione del Principe delle Tenebre è sostanzialmente positiva. Lucifero non è visto come il male bensì come principio di ribellione verso Dio e come erede delle divinità pagane . In questo senso, forme di satanismo sfumano sia nella stregoneria che nel neopaganesimo il quale sottolinea (forse a ragion veduta almeno per quanto riguarda l’iconologia) che i diavoli dell’inferno cristiano altro non sono che le antiche divinità pagane degradate. Va inoltre detto che non tutti quelli che invocano il diavolo sono satanisti, anzi si ricorre al Principe delle Tenebre per potenziare incantesimi di magia nera contro i propri nemici, per realizzare azioni considerate impossibili, per assicurarsi il potere magico. Ecco quindi che il satanismo sconfina nella stregoneria in quanto il demonio è considerato il più grande depositario di potere e di dominio magico. La presenza del diavolo quindi è portatrice di forme rituali assai eterogenee e differenziate. In alcuni casi viene mescolata all’occultismo satanista l’assunzione di droghe o di enormi quantità di alcol che danno luogo a cocktail esplosivi e a comportamenti autolesionisti. E’ noto inoltre che sono stati raccolti dati inquietanti sui messaggi satanici contenuti nella musica rock, messaggi del tipo: “Satana è Dio”, “vivi per Satana”. Autori come Ozzy Osburn, gli Ac-Dc, i Led Zeppelin, i Judas Priests si ispirano all’occultismo demoniaco e amano Aliester Crowley il grande mago nero della tradizione anglosassone. In Brasile sono recentemente scomparsi più di dieci bambini probabilmente sacrificati nei rituali della setta chiamata Lineamento Universal Superior su cui la polizia federale è già intervenuta. In Messico furono arrestati nel 1991 i capi di una congrega che coltivava marijuana e sacrificava a un demonio, in forma di scimmia, bambini e animali per assicurarsi magicamente la buona resa delle coltivazioni stesse. Infatti i narcotrafficanti mescolano elementi satanici al loro stile di vita: un paio di anni fa esplose il caso del padrino di Matamaros (un altro paese messicano al confine con gli Stati Uniti) responsabile insieme alla sua compagna, la strega Villareal di aver sacrificato ritualmente una ventina di esseri umani per ottenere la protezione di Satana sul suo gruppo di spacciatori. In Italia non siamo ancora a tali livelli di pericolosità sociale ma il corteggiamento delle forze occulte è persistente e inquietante. Sette sataniche selvagge crescono un po’ ovunque come funghi si aggregano per brevi periodi e poi scompaiono.
La neo-stregoneria si configura come un insieme di piccoli gruppi altrettanto instabili, i quali presentano un curioso sfondo intellettualistico-spirituale che si rifà a studi “antropologici”. Nel 1933 la studiosa inglese Margareth A. Murray pubblicò un testo “Il dio delle streghe” nel quale sosteneva che la stregoneria europea altro non era che un residuo di antichi culti pre-cristiani che mettevano in scena cerimonialmente un misterioso “dio delle corna” e una sacerdotessa legata ad una dea di cui Diana sarebbe una tardiva manifestazione. I riti, segreti e notturni, trassero in inganno l’Inquisizione che bollò come “demoniaco” questo culto. Tali idee si mescolarono al revival celtico e druidico, al neo-paganesimo, alla magia cerimoniale che in Inghilterra si espresse nell’Ordine Ermetico della Golden Dawn o Alba Dorata, che vide nel suo interno intellettuali , artisti e scrittori, compreso il grande poeta simbolista W.B. Yeats. Nella Golden Dawn era presente anche Aleister Crowley il più importante e colto mago del Novecento.
Da questi apporti eterogenei trassero e traggono tuttora ispirazione gruppetti di neo-stregoneria come l’anglosassone Wicca o le associazioni statunitensi che, a detta della presidentessa Laurie Cabot, contano un milione di simpatizzanti. Tali gruppi sono altresì influenzati dall’attività di G.B. Gardner che pubblicò nel 1954 una sorta di vangelo dal titolo “La stregoneria oggi”, nonché il misterioso “Book of Shadows” o Libro delle Ombre.
La magia di Aleister Crowley (di cui si vedono spesso ricostruzioni televisive della famosa “messa gnostica” a forte contenuto sessuale e una parafrenalia di gusto Kitch) vive in Italia in vari rami dell’Ordo Templis Orientis, a Bologna, a Milano, a Trieste, a Novara.
Il neo-paganesimo è più fiorente: oltre allo storico Centro neo-ellenico di religiosità politeista del ragioniere e commercialista Antonio De Bono di Milano e il Cenacolo dei Sacri Lari di Roma, è sorto nel 1993 sempre a Roma il gruppo segretissimo denominato Eliopolis che si prefigge come scopo la rinascita degli antichi dèi pagani, depositari della magia. Va ricordato che la importante comunità magica d’Italia, chiamata Damanhur, si trova in Piemonte, presso Baldissero Canavese.

L’ideologia delle nuove sette

Nel complesso, pur nella loro diversità, le sette attaccano l’universo simbolico della cultura occidentale. Il passato tradizionale europeo (con una serie di valori legati alla storia in cui è predominante la teologia giudaico-cristiana e la razionalità moderna) viene sistematicamente attaccato e con esso l’etica condivisa. Si accettano in maniera a-critica e notevolmente ingenua valori, sciami di immagini, costruzioni simboliche “esoteriche” che non hanno nessun riscontro nella cultura occidentale e che appaiono senza radici. Ciò è rafforzato dalla generale crisi della post-modernità: viviamo in un’epoca in cui si esalta il pensiero “debole”, incapace di rendere comprensibile il mondo la cui sola certezza sembra esse il dinamismo ed il disordine, in cui il reale sembra schermarsi in molteplici metamorfosi e simulazioni, sottraendosi ad ogni tentativo di indagine.
La post-modernità è movimento più incertezza. Siamo in un tempo in cui nulla è sicuramente acquisito, né il sapere né il sostegno affettivo e sociale. L’uomo attuale può sentirsi estraneo nel suo stesso ambiente familiare. Di fronte alla privazione di significato, le sette rispondono con un pensiero “forte”, denso di promesse, ricco di soluzioni esistenziali consolatorie (anche se illusorie). Le sette, pur assemblando riferimenti dottrinali, temi, valori, simboli e modelli di vita, si configurano come comunità consacrate in grado di risolvere i problemi del singolo. Inoltre, sette e gruppi propongono una nuova definizione dell’uomo, una formulazione del suo destino post-mortem (caratterizzato dalla reincarnazione) e una rivalutazione dei poteri “magico-taumaturgici” degli iniziati.
Contemporaneamente al disprezzo per la religione cattolica (considerata l’artefice di ogni negatività, dai roghi contro le streghe alla perdita di potere magico), emerge la necessità di rincantare il mondo, di organizzare una mitologia alternativa, spesso di tipo gnostico, e soprattutto di creare spazi psicologici comunitari in cui fare esperienze collettive, sull’onda di vere e proprie liturgie.
Le sette si configurano come spazi “consacrati” capaci di rispondere alla domanda di senso dei singoli individui dispersi nella solitudine urbana.
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