”Non giocare, guida”: il vademecum per la sicurezza anti Pokémon Go

''Non giocare, guida'': il vademecum per la sicurezza anti Pokémon Go
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Guidatori e pedoni distratti dall’app Nintendo che impazza, dagli Usa all’Italia. Così la polizia spagnola (e non solo) ricorda, anche attraverso i social network, che la vita non è un gioco.
^Attento, stai giocando nel mondo reale. Non guardare solo lo schermo del telefonino, ma osserva anche ciò che sta accadendo intorno a te: passaggio dei pedoni, semafori, automobili, segnali stradali. Non provocare e non diventare vittima di incidenti”. E’ una delle regole per giocare in strada senza mettere a rischio la vita propria e quella altrui che la polizia spagnola ha condiviso via Twitter per arginare il fenomeno Pokémon Go.
La febbre da Nintendo non sembra cessare e si moltiplicano ormai da giorni i casi in cui la caccia ai mostriciattoli su smartphone sembra mettere a repentaglio la vita dei giocatori e quella di chi li circonda. E’ la distrazione il pericolo numero uno, quella che non ti fa accorgere se le auto si fermano per lasciarti attraversare sulle strisce pedonali. La stessa che può farti tamponare la macchina che hai davanti, se giochi mentre sei alla guida.
Che il fenomeno stia diventando di massa lo si è visto dai raduni improvvisati, dal Canada agli Stati Uniti. Fino all’Italia, dove il gioco è sbarcato solo pochi giorni fa, catturando subito l’attenzione di migliaia di persone che tentano di acchiappare le creature manga sovrapposte alla realtà, attraverso il sistema Gps. E la geolocalizzazione è proprio la chiave degli assembramenti che si verificano, – alcuni organizzati sui social network, altri del tutto imprevedibili, convogliando nello stesso luogo e in poco tempo un gran numero di persone apparentemente in trance. Come è accaduto lo scorso weekend a Central Park, preso d’assalto da centinaia di fan in cerca di Vaporeon, che hanno mandato il traffico in tilt. Sì, perché se tanta gente corre dietro ai mostri dipende anche da quel grado di competitività che ti spinge a conquistare i premi, in questo caso i Pokémon più rari e difficili da catturare, anche a costo di buttarsi nella mischia.
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Emblematico anche il caso del Dipartimento di Polizia di Darwin, in Australia, che si è visto costretto a bandire i giocatori attratti dal commissariato identificato sulle mappe come PokéStop, ossia la stazione di rifornimento delle PokeBall. Che le persone vengano attratte come una calamita anche nei posti proibiti, inaccessibili e ad alto rischio lo dimostra anche il caso dei due turisti giapponesi placcati dai vigili mentre andavano a caccia di mostri colorati in un tunnel di Barcellona vietato ai pedoni, incuranti delle auto che sfrecciavano intorno a loro.
”Cercavamo pupazzetti”, si sono invece giustificati così i due studenti di Padova che durante una sessione di Poémon Go all’alba hanno conquistato un record su scooter: per loro è scattata la prima multa in Italia legata a doppio filo al gioco su smartphone. In realtà, come riporta il Mattino di Padova, dovuta alla mancanza di documenti, ma pur sempre spiegata con il fatto che svegliarsi all’alba per andare a ”battere palestre” non è così facile. E la scelta non è stata affatto casuale: a quell’ora le strade sono sgombre e la caccia sicuramente più remunerativa.

E mentre la mania impazza tra giocatori (giovani e meno giovani) che inseguono l’ambito bestiario diventando ”allenatori”, la fenomenologia della distrazione rischia di vedere aumentare anche gli episodi di cronaca meno rassicuranti. A ritrovamenti macabri e rapine, si aggiunga l’allarme incidenti stradali. Non a caso, per mettere freno al girovagare senza controllo dei nuovi ”smombies” distratti dal gioco, la polizia spagnola ha postato le regole della sicurezza stradale.

”E’ assolutamente proibito giocare mentre si è alla guida di auto, moto e bici”, si legge nel vademecum in sette punti che entra persino nello specifico dell’app, allertando sul rischio malware delle versioni pirata. ”Scaricatela dagli store ufficiali”, recita l’invito nella speranza di raggiungere anche i giocatori più incalliti, senza però condannarli. Perché anche se la diffusione globale del Pokémon Go e il suo impatto sulla vita reale a momenti spaventa, è pur vero che si tratta solo di un gioco. Ma per fare arrivare il messaggio bisogna capire lo spirito della sfida. Ecco perché il Codice della strada applicato al Pokémon Go invita soprattutto a distinguere tra la realtà fisica e quella ”aumentata”.

”Se incontri Snoriax o Vaporeon (i Pokémon più rari, ndr) – si legge nel tweet della Policia Nacional – non farti prendere dall’emozione, la tua sicurezza viene prima di tutto. Non invadere la strada, rispetta i segnali del traffico, non entrare nelle proprietà private e rispetta le norme in vigore in spazi e luoghi pubblici”. Regole ormai note, che però vanno ricordate a chi perde il contatto con la realtà, proprio perché troppo preso da ciò che accade sul telefonino.

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