Nasce a Ozzano un laboratorio del Tecnopolo per le neuroscienze

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La struttura è intitolata a Rita Levi Montalcini. Inaugurazione con l’assessore regionale Palma Costi: “Una casella importante nella rete della ricerca”. La nuova struttura nasce dentro l’Iret.

Un laboratorio per le neuroscienze, dedicato al premio Nobel Rita Levi Montalcini. E’ la sede di Ozzano del Tecnopolo di Bologna, inaugurato  presso la Fondazione Iret Onlus. Dentro la sede, sarà organizzato anche un apposito laboratorio dedicato allo studio del Nerve growth factor (Ngf), il fattore scoperto dalla ricercatrice e per cui le è stato conferito il premio Nobel.

Per il taglio del nastro della struttura, che si occupa di ricerche neurologiche,   una cerimonia in due tempi: prima nell’Aula Messieri della Scuola di Agraria e Medicina-Veterinaria di via Tolara di Sopra, poi presso i laboratori Iret, sempre a Ozzano alle porte di Bologna. All’inaugurazione sono intervenuti, insieme alle fondatrici dell’ Iret le professoresse Laura Calzà e Luciana Giardino, l’assessore regionale alle Attività produttive Palma Costi, il sindaco di Ozzano Luca Lelli, il direttore del Dipartimento di scienze mediche-veterinarie dell’Università di Bologna Pier Paolo Gatta nonché, in rappresentanza del rettore dell’Alma Mater, Fabio Fava che è delegato alla ricerca industriale, cooperazione territoriale e innovazione.

IL LABORATORIO. Il laboratorio, in cui lavorano 13 ricercatori, occupa uno spazio di 550 metri quadrati (con una previsione di edificabilità fino a 1500 metri quadrati) ed è costato 1,2 milioni di euro mentre ha un valore della strumentazione operativa pari a un milione di euro (60% di proprietà Iret, 40% di proprietà Ciri-Sdv dell’Università di Bologna, condivisa nell’ambito dell’accordo quadro “Joint Research Laboratory”).

“Oggi- ha commentato l’assessore Palma Costi- si riempie una casella importante nella rete della ricerca in Emilia-Romagna. Questo laboratorio qualifica un asset strategico regionale come scienze della vita. L’intitolazione a una luminosa figura della storia della scienza come Rita Levi Montalcini fissa il punto di riferimento delle due fondatrici, a cui va il ringraziamento di tutte le istituzioni per l’impegno e la costante progressione. L’impegno scientifico e tecnologico sulla ricerca nelle neuroscienze qualifica la nostra rete della ricerca e si inserisce in una strategia complessiva per rendere l’innovazione un valore aggiunto del sistema regionale”.

IRET E CIRI. La Fondazione Iret Onlus è un laboratorio accreditato della Rete alta tecnologia, nato per gemmazione dal Ciri Scienze della vita dell’Università di Bologna e si occupa della ricerca scientifica in campo biomedico, dedicato allo studio delle malattie degenerative del sistema nervoso centrale quali sclerosi multipla, atassie, demenza di Alzheimer, demenze vascolari, malattia di Parkinson e dolore cronico. Le fondatrici di Iret, che lavora per migliorare la qualità della vita dei malati attraverso un’attività di ricerca d’avanguardia, sono attive anche nel Ciri: le attività tra le due strutture sono necessariamente integrate. La Fondazione Iret si presenta molto più agile nei rapporti con il mercato, con la gestione del personale. La struttura fisica, ormai associata come sede periferica del Tecnopolo di Bologna, è stata sostenuta in particolare, dal comune di Ozzano e da altri finanziatori.
L’intitolazione della sede del Tecnopolo a Rita Levi Montalcini sottolinea come parte dell’attività di ricerca svolta oggi dalla Fondazione Iret Onlus sia la naturale continuazione di quanto impostato dalle professoresse Calzà e Giardino nei lunghi anni di collaborazione scientifica nel settore delle neuroscienze proprio con la Montalcini premio Nobel per la medicina nel 1986. All’interno di Iret sarà organizzato un laboratorio dedicato allo studio del Nerve growth factor (Ngf), il fattore scoperto dalla Montalcini il quale le è stato conferito il premio Nobel, che sarà diretto dal dottor Luigi Aloe, lo scienziato che più a lungo di chiunque altro ha lavorato con la Montalcini prima negli Stati Uniti e poi in Italia.

TECNOPOLI IN REGIONE. Si tratta di una rete di infrastrutture, dislocate in 10 sedi nel territorio dell’Emilia-Romagna, che ospitano e organizzano attività, servizi e strutture per la ricerca industriale, lo sviluppo sperimentale e il trasferimento tecnologico. Sono promossi dalla Regione Emilia-Romagna insieme a università, enti di ricerca ed enti locali.

Nei 10 tecnopoli trovano spazio 37 laboratori di ricerca industriale collegati a 11 centri per l’innovazione, che coinvolgono circa 1.600 ricercatori, di cui 560 nuovi giovani ricercatori. Il valore complessivo degli investimenti è pari a oltre 240 milioni di euro, di cui 68 milioni per le infrastrutture, 48,8 milioni per le attrezzature scientifiche e 123,6 milioni per i contratti dei nuovi ricercatori. In totale il contributo regionale è di 141 milioni di euro, di cui 94 milioni dal Programma Fesr e 43 milioni da altre risorse regionali, mentre 90 milioni di euro provengono da università ed enti di ricerca e 14 milioni di euro dagli enti locali.

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