Un mega asteroide minaccia di cadere sulla Terra nel 2028

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Near Earth Objects: vent’anni di studi sugli asteroidi. Il dipartimento della Nasa per lo studio degli asteroidi potenzialmente pericolosi per la Terra al giro di boa dei trent’anni.

Il centro di ricerca della Nasa per lo studio degli “oggetti” che passano vicini alla Terra entra nel suo terzo decennio di vita. Era l’11 marzo 1998 quando gli astronomi che si occupano dello studio degli asteroidi ricevettero un messaggio preoccupante: dati che riguardavano l’osservazione di un asteroide scoperto pochi mesi prima, chiamato 1997 XF11, suggerivano che vi era la possibilità che l’oggetto – di quasi un chilometro di diametro! – avrebbe potuto colpire la Terra nel 2028.

Lo studio degli oggetti potenzialmente pericoli per la Terra si è esteso a quelli di dimensioni da 140 metri al chilometro, che se impattassero non sarebbero da "armageddon", ma potrebbero comunque provocare gravi danni.
Lo studio degli oggetti potenzialmente pericoli per la Terra si è esteso a quelli di dimensioni da 140 metri al chilometro, che se impattassero non sarebbero da “armageddon”, ma potrebbero comunque provocare gravi danni.

L’allarme era diramato dal Minor Planet Center, che raccoglie i dati delle osservazioni e della determinazione delle orbite degli asteroidi. Sebbene fosse destinato a mettere in allarme solo la piccola comunità astronomica che studia gli asteroidi, la notizia si diffuse rapidamente.

Nessun pericolo. Il tam tam seguito alla diffusione della notizia portò molti a concludere che la Terra aveva i giorni contati. Per fortuna servirono poche ulteriori osservazioni per scoprire che no, il nostro pianeta non era in pericolo, e che 1997 XF11 ci sarebbe sì passato relativamente vicino, ma senza rischi di impatto.

Don Yeomans, allora coordinatore del Solar System Dynamics della Nasa, e il suo collega Paul Chodas dichiararono che sulla base dei dati accertati “l’impatto del 2028 era impossibile”. Chodas, che ora è direttore del CNEOS (Center for Near Earth Object Studies), dichiarava: «Siamo più certi che non c’è alcuna possibilità che XF11 possa impattare con la Terra, non per i prossimi 200 anni almeno». I “200 anni” sono l’intervallo per il quale i dati orbitali sono ritenuti affidabile con un basso margine di incertezza.

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Il numero di asteroidi e altri oggetti mappati aumenta di giorno in giorno: qui una animazione del nostro affollato Sistema Solare (clicca sull’immagine per avviare l’animazione). | Nasa

Asteroidi e comete. I dati pubblicati dal CNEOS sono la risultanza dei calcoli elaborati dal Minor Planet Center sulla base dei dati provenienti da satelliti e, soprattutto, dagli osservatori di tutto il mondo – che giorno dopo giorno rilevano il movimento di asteroidi e comete.

Negli ultimi due decenni, i dati del CNEOS hanno permesso alla Nasa di imporsi in questo settore di informazioni, col risultato che c’è un effettivo, ottimo coordinamento per la sorveglianza degli oggetti noti, in particolare quelli che possono attraversare l’orbita terrestre. «Calcoliamo orbite ad alta precisione per tutti gli asteroidi e le comete, e mappiamo la loro posizione nel Sistema Solare, sia in avanti nel tempo per rilevare potenziali impatti, sia all’indietro per vedere da dove sono arrivati», può affermare oggi Chodas: «abbiamo redatto la migliore mappa di orbite per tutti i piccoli corpi conosciuti nel Sistema Solare.»

asteroidi, 1997 XF11, comete, asteroidi pericolosi, Minor Planet Center, Nasa
asteroidi, 1997 XF11, comete, asteroidi pericolosi, Minor Planet Center, Nasa

18.000, in aumento. Questi piccoli oggetti, asteroidi e comete che passano vicino alla Terra, chiamati NEO (Near Earth Objects), ruotano attorno al Sole su orbite che li portano nel Sistema Solare interno, entro i 195 milioni di chilometri dal Sole, e anche all’interno di 50 milioni di chilometri rispetto all’orbita terrestre.

La frenesia nata attorno alla vicenda di 1997 XF11 ha dimostrato la necessità di chiarezza e precisione nel comunicare alla comunità scientifica e al pubblico quando si scopre un nuovo oggetto potenzialmente pericoloso per la Terra.

Così da 20 anni il CNEOS è stato il centro nevralgico per la mappatura dei NEO e per predire i passaggi ravvicinati e valutare in modo affidabile il livello di pericolosità per il Pianeta. A tuttoggi sono noti circa 18.000 oggetti potenzialmente pericolosi, e ogni settimana se ne aggiungono una quarantina nuovi.

Il lavoro è ben lontano dall’essere concluso, anche perché dal 2005 si cercano e si studiano oggetti di diametro da 140 metri al chilometro (prima si cercavano solo oggetti superiori al chilometro di diametro): bolidi il cui numero sembra infinito, che non avrebbero un impatto catastrofico ma che potrebbero comunque provocare danni di vasta portata.

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