Si moltiplicano gli avvistamenti di UFO in Italia

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Ufo, “gli alieni ci hanno invaso”. Italia, il numero stratosferico di segnalazioni: due aree nel mirino, cosa sta succedendo? Sarà mica che tra gli effetti collaterali del covid ci siano anche le visioni? Specie nel cielo, quando si fa buio, e compaiono luci che non sono stelle. Chiarori lontani e vicini, nitidi e sfocati: oddio, sono gli ufo! Il 2020, sconvolto dal virus venuto dall’oriente, è stato l’anno per eccellenza degli avvistamenti: 380 contro i 241 del 2019, il 57 per cento in più, con un picco tra marzo (29) e aprile (75), proprio quando i decreti di Conte ci hanno tenuto incarcerati tra le mura domestiche ventiquattro ore su ventiquattro. Casualità? Coincidenze?

Chi può dirlo. L’unica certezza è che nell’anno appena passato i telefoni del centralino ufoline del Centro ufologico nazionale sono stati parecchio bollenti. Nessun alieno è sceso dal firmamento per parcheggiare la sua navicella sulla terra, eppure i dati fotografano una condizione reale: gli italiani, sfiancati dalla pandemia che gli ha tolto vita sociale e purtroppo in alcuni casi anche il lavoro, stanno avendo strane visioni. A tutto, o quasi, c’è una spiegazione. Spiegano gli ufologi che i dati sono «condizionati molto dall’attività di Space X: il 41 per cento delle segnalazioni sono infatti da attribuire al passaggio dei satelliti Starlink», ovvero i veicoli spaziali lanciati da Elon Musk per raggiungere l’internet globale.

Ufo, "gli alieni ci hanno invaso". Italia, il numero stratosferico di segnalazioni: due aree nel mirino, cosa sta succedendo?In generale, nel 50 per cento degli avvistamenti si tratta di fenomeni naturali che chi ha alzato il telefono per chiamare l’ufoline non è stato in grado riconoscere, il 25 per cento è riconducibile a foto o video di luci notturne non identificate (il 6 per cento riguarda oggetti o sfere diurne) e il 20 per cento è da riferire a riflessi di errori fotografici o di filmati. Aggiungiamoci anche che il cielo durante il lockdown era più libero e la gente aveva più tempo per osservarlo ed ecco spiegato il boom di avvistamenti. I casi più curiosi e divertenti non mancano. Scremando i 380 casi totali e considerando solo le segnalazioni più qualificate, che sono poco più della metà, oltre ai 92 satelliti Starlink c’è l’imbarazzo della scelta.

Ci sono le lanterne cinesi (16 avvistamenti) scambiate per ufo a Capodanno tra Milano e il varesotto, a luglio tra Piacenza e il Trentino, a settembre vicino a Napoli, i fari delle discoteche che a qualcuno sono sembrate luci extraterrestri, a inizio marzo prima della quarantena in provincia di Vicenza e quest’ estate durante il “liberi tutti” a Molfetta e a Ravenna, e ancora un pallone sonda per le rilevazioni meteorologiche confuso con un disco volante a Veroli, in Ciociaria, la mattina del 18 ottobre. Ma anche gli aerei e i droni, con tre segnalazioni a testa, sono finiti nei registri del Centro ufologico nazionale: a Forlì, Teramo, Roma, Lignano Sabbiadoro, Varese e Pisa. E questi sono i casi, se vogliamo, più pericolosi.

È ancora fresco il precedente del marzo del 2019, quando un mezzo non identificato è apparso sui radar di Malpensa costringendo le autorità (Enac ed Enav) a chiudere lo spazio aereo sopra lo scalo milanese. Tre aerei avevano dovuto girare in tondo prima di atterrare e altri due erano stati dirottati a Linate e a Orio al Serio. Troppi i rischi di collisione con quello che poteva essere un elicottero o un ultraleggero. Anche se qualcuno non ha mai smesso di credere che fosse un ufo. Nel calcolo delle segnalazioni principali ci sono pure le luci notturne ad alta quota (35), i pianeti e le stelle (24), gli errori fotografici (19) e le sfere diurne ad alta quota (11). In cima alla classifica delle apparizioni c’è il Lazio con ben 30 casi, seguito dalla Toscana con 27 e con la Lombardia a chiudere il podio (23 casi). È nelle grosse aree metropolitane che la gente scova nei cieli limpidi parvenze di ufo: a Roma (23), Torino (9), Napoli (9), Firenze (8), Milano (6), mentre Cosenza (5) si guadagna il primo tra i capoluoghi del sud. In fondo alla graduatoria, con meno avvistamenti, ci sono la Valle d’Aosta (appena uno), il Molise (2) e il Trentino (4). Stando ai dati dell’Aeronautica Militare, incaricata dal governo Andreotti fin dal ’78 di censire gli oggetti volanti non identificati, sono stati solo due gli avvistamenti nel corso del 2020. La notte del 18 luglio, a Cerchiate di Pero, alle porte di Milano, un signore ha visto in cielo un oggetto di forma sferica irregolare e di colore bianco intenso che prima di sparire è diventato rossastro, mentre qualche settimana più tardi, alle 5.45 di mattina del 2 agosto, a Milano Marittima un’altra persona ha notato un oggetto di forma sferica e di colore giallo spostarsi in cielo ad alta velocità. C’era il temporale e i fulmini squarciavano le nuvole.

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