Orche, un branco matriarcale d’intelligenti predatori marini

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Orche, un branco matriarcale d'intelligenti predatori marini
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Il video delle terrificanti orche, i superpredatori più intelligenti del mare. Sono tra i pochi animali dove a comandare è sempre un’esemplare di sesso femminile (Video).

È raro venire a contatto con le orche, per noi umani. Eppure hanno alcune caratteristiche che potrebbero interessarci. Per esempio sono tra i pochi animali ad avere una società matriarcale, dove, cioè, il ruolo dominante di capobranco è occupato esclusivamente da esemplari di sesso femminile. La società in cui vivono è anche una delle pochissime, nel regno animale, in cui si vive quasi sempre con la famiglia da cui si ha origine: né i nuovi nati maschi né quelli femmine abbandonano il gruppo famigliare della propria madre. In famiglia si fa tutto, si caccia, si migra, si approcciano nuovi gruppi familiari. La riproduzione avviene proprio così, un esemplare di un clan familiare ne approccia uno di un altro gruppo, ma dopo l’accoppiamento torna al proprio, che in questo modo cresce sempre di più.Mike Korostelev www.mkorostelev.comGetty Images

Le orche hanno un’altra caratteristica che noi umani conosciamo bene, la menopausa. Non ci sono molti animali sulla Terra per cui esiste il concetto di menopausa, quasi tutti al contrario rimangono fertili per tutta la vita (e non è vero che noi umani conosciamo la menopausa solo da quando abbiamo aumentato, qualche migliaia di anni fa, la nostra aspettativa di vita; prima di allora si presentava comunque). Gli unici animali i cui esemplari femminili “vanno” in menopausa, oltre a noi umani e le orche, sono i narvali, i beluga e i globicefali. Tutti cetacei, e tutti molto longevi. Le orche, per esempio, possono vivere fino a 80 anni, che se fosse un’aspettativa di vita sarebbe più alta di quella media di molte nazioni. Ma questa grande longevità riguarda soltanto le femmine: i maschi, più spesso, muoiono trentenni. Le femmine circa dieci o quindici di più.

La capobranco di un gruppo di orche è spesso una nonna, le sue figlie, anche adolescenti, collaborano attivamente all’accudimento dei nuovi nati. Ogni capobranco, com’è ovvio, prima di essere una nonna era un piccolo di orca, che poi ha scalato i ranghi matrilineari del suo gruppo sociale. Ciò che rende coeso un gruppo di orche è, oltre a quello che in termini molto umanocentrici potremmo definire “affetto familiare”, il sapere della capobranco. L’orca più anziana infatti, anche se non può più contribuire direttamente alla crescita del clan, può fare molto per il suo sostentamento: le orche più anziane sono quelle che guidano le battute di caccia, che ricordano i luoghi in cui la fauna di cui nutrirsi è più abbondante e quando (e in quale periodo dell’anno) questo avviene.

Di solito quando parliamo di intelligenza animale il rischio di sbagliare è alto, perché quando noi umani definiamo un animale “intelligente” lo facciamo per somiglianza con il nostro tipo di intelligenza. Insomma, com’è normale che sia applichiamo al mondo naturale il nostro personalissimo punto di vista. Accade perché noi, in quanto animali, nella natura siamo costantemente immersi.

Didier BaverelGetty ImagesMa torniamo un attimo al matriarcato delle orche: da dove viene? A circa quindici anni un’orca raggiunge la fertilità (altra somiglianza con noi umani) e può accoppiarsi con successo. La gestazione dell’orca dura circa 15 mesi, e riguarda un singolo nascituro alla volta. Dai quindici ai quarant’anni l’orca rimane fertile, dando alla luce mediamente un piccolo ogni sei anni. Ma da quell’età in poi entra in menopausa. Dai quarant’anni in poi, però, l’orca si avvia verso la leadership del gruppo, guidando la caccia e gli spostamenti del clan famigliare e condividendo fino al 90% del pesce pescato con gli esemplari più giovani.

Ma perché le orche vanno in menopausa? L’ipotesi più probabile è che la specie si sia evoluta in qualche modo proprio in relazione all’organizzazione matriarcale. Nell’ecosistema oceanico in cui le orche vivono le risorse sono molto limitate, e ogni nuovo nato è una bocca da sfamare in più. Ma la matriarca può mandare avanti il suo corredo genetico semplicemente sostenendo i suoi figli, maschi e femmine, sapendo che i loro piccoli prima o poi verranno allevati in altre famiglie. E così via. Ogni cambiamento genetico è, per dirla molto in breve, una mutazione dovuta al dover fare economia (oltre che al caso).

Queste, e mille altre cose si possono imparare da documentari come quello di Jean-François Barthod, girato in uno dei luoghi più remoti (e amati dalle orche) al mondo, le Isole Crozet. Un minuscolo arcipelago tra le coste del Sudafrica e l’Antartide.

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