La Cina decide di creare un proprio sistema operativo

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L’esercito cinese punta ad abbandonare Windows. Troppo alto il rischio di attacchi da parte dei servizi segreti USA. In preparazione un sistema operativo completamente “Made in China”.

Dopo Huawei, che ha lasciato intendere di avere in cantiere un sistema operativo per smartphone in grado di rimpiazzare Android, è il turno dell’Esercito Popolare di Liberazione, che sembra voler abbandonare Windows per sviluppare un proprio sistema “sganciato” dalle aziende statunitensi.

La guerra commerciale tra Washington e Pechino, questa volta, c’entra fino a un certo punto. Certo, il fatto che le tensioni tra i due paesi siano aumentate ha certamente il suo peso, ma a determinare i vertici militari a seguire questa strada sarebbero ragionamenti molto più pratici.

Nel dettaglio, dalle parti di Pechino sono perfettamente consapevoli del fatto che i servizi segreti USA hanno a disposizione un formidabile arsenale per lo spionaggio informatico.La Cina decide di creare un proprio sistema operativo

Le rivelazioni di Edward Snowden, così come la vicenda legata ai tool pubblicati dagli Shadow Brokers, hanno chiarito al mondo che NSA e CIA hanno la possibilità di violare qualsiasi dispositivo. Che si tratti di Windows, Linux, sistemi mobile o smart TV, gli 007 statunitensi hanno sempre lo strumento giusto per portare attacchi devastanti.

Di qui la nuova strategia, che prevederebbe una migrazione verso un sistema operativo “fatto in casa” che sarebbe inattaccabile anche dagli esperti hacker al servizio di Washington.

Secondo quanto riporta in un articolo Epoch Times, l’operazione sarebbe stata affidata a un Internet Security Information Leadership Group, che avrebbe il compito di guidare la transizione.

Il nuovo soggetto risponderebbe direttamente al Comitato Centrale del Partito Comunista Cinese e non è escluso, si legge nell’articolo, che il progetto non vada a coprire anche altri ambiti, come i sistemi di controllo a livello industriale che oggi sono affidati a SCADA.

Tornando al sistema operativo “militare”, secondo quanto è trapelato non sarebbe nemmeno basato su Unix, che i militari cinesi considerano vulnerabile quanto Windows. L’ipotesi, quindi, è quella di qualche cosa di completamente nuovo e diverso, che metterebbe i rivali statunitensi nella situazione di dover affrontare un sistema ignoto.

Insomma, sembra proprio che la geopolitica e le tensioni internazionali stiano portando a una frammentazione a livello tecnologico, come già segnalato quando è emersa la notizia che la Russia di Vladimir Putin starebbe lavorando a una “Internet locale” in grado di funzionare anche in caso di isolamento dalle infrastrutture internazionali.

Per il momento tutto questo sembra interessare livelli militari e governativi. Se la tendenza dovesse contagiare anche il settore consumer, però, potremmo trovarci di fronte a una situazione inedita. Con quali ripercussioni, lo capiremo col tempo.

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