Hackers compromettono siti militari dei marines a San Diego

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Attacco ransomware al Porto di San Diego. Tutto bloccato da martedì. Il malware ha messo K.O. i sistemi informatici provocando il caos. Non solo traporti: sono in crisi anche la polizia e i servizi in tutta la baia.

Non lasciamoci ingannare dal nome: il Porto di San Diego non è un semplice porto. In realtà è un ente che gestisce un intero distretto lungo 34 miglia di costa nella baia della città. Comprende il territorio di cinque città (Chula Vista, Coronado, Imperial Beach, National City e San Diego), 22 parchi pubblici e dà lavoro a più di 23.000 persone.

Questo colosso, che comprende due terminal commerciali e turistici, da tre giorni sta affrontando le conseguenze di un attacco informatico che ha colpito numerosi servizi, tra cui quello per la compilazione dei documenti commerciali.

Porto San Diego
Porto San Diego

Tutto sarebbe cominciato martedì, quando i sistemi del porto sono stati colpiti da un ransomware che ha reso inutilizzabile buona parte dei computer collegati in rete. Il primo annuncio, però, è arrivato il giorno dopo con un comunicato ufficiale che parlava genericamente di un “incidente di cybersecurity”.

L’aggiornamento pubblicato ieri, però, è un po’ più preciso e parla apertamente dell’azione di un ransomware che ha colpito l’infrastruttura informatica dell’ente.

Nel comunicato, l’amministratore delegato Randa Coniglio ha spiegato che “il porto ha mobilitato un team di esperti e partner a livello locale, regionale, statale e federale per minimizzare l’impatto e ripristinare le funzionalità del sistema, dando priorità ai sistemi dedicati alla sicurezza pubblica”.

L’attacco infatti avrebbe colpito anche il Dipartimento di Polizia, che si troverebbe in grosse difficoltà nella gestione dell’ordine pubblico sul territorio di competenza.

Nel comunicato si specifica che gli impiegati del porto continuano ad avere “un livello di funzionalità limitata” e che questo impatterà “temporaneamente” sui servizi al pubblico, specialmente nella gestione dei permessi per il parco, le richieste al registro pubblico e i servizi commerciali.

Insomma: una vera catastrofe per un’area che, secondo quanto si legge sul sito ufficiale, avrebbe un impatto economico sul territorio di 8,3 miliardi di dollari.

Ed è proprio la questione dell’impatto economico di questo attacco che sarà interessante verificare nel prossimo futuro. Casi simili, come quello che ha preso di mira la città di Atlanta, hanno avuto come conseguenza una mazzata in termini di costi per il ripristino dei servizi.

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