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L’ipertimesia è la proprietà della persona di ricordare tutto di se…

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Super memoria, quelli che non possono dimenticare. Nel mondo scoperte sessanta persone con ipertimesia. Otto sono italiani. “Assiema a Ramona ho vissuto 66 anni, ma ora che è morta vendo tutto, ogni oggetto che me la fa ricordare. E cambio anche casa: basta, soffro troppo”. Il famoso zoologo inglese Desmond Morris, esperto mondiale di 91 anni, è intenzionato a rimuovere dalla propria mente la morte della moglie: il peso nell’anima per la sua mancanza dopo sette mesi è diventato insostenibile.
Dopo un grave lutto, c’è chi arreda la casa come un mausoleo e chi, invece, leva la scia del ricordo e le tracce dell’altro da ogni stanza. Ma queste sono scelte.

C’è, però, anche chi non può decidere e si trova incatenato in due gabbie, due universi agli antipodi: avere una super memoria e dimenticare ogni cosa. La terza strada, la via di mezzo dell’agognato equilibrio mentale, per loro non esiste. Loro sono, da una parte, le poche decine al mondo di persone che ricordano tutto e possiedono una iper memoria autobiografica, dall’altra, le vittime di traumi affette da amnesia anterograda che perdono il passato ogni poche ore.

Jum Carrey nel film 'Se mi lasci ti cancello'
Jum Carrey nel film ‘Se mi lasci ti cancello’

L’ipertimesia è una condizione psicologica molto rara (si contano ufficialmente dai 30 ai 60 casi nel mondo e addirittura 8 in Italia), definita da una memoria episodica eccezionale. Chi ha questa sindrome non solo ricorda gli eventi privati, ma anche fatti pubblici significativi. In più, i ricordi emergono limpidamente e senza sforzi mnemonici.

Scoperta da 13 anni, la Higly superior autobiographical memory (Hsam) è stata studiata in diverse ricerche che hanno evidenziano due zone del cervello (l’ippocampo e una parte del lobo temporale) negli individui ipertimesici più grandi del normale. Il processo per stabilire la presenza della sindrome – tra test, scansioni e visite – dura anni: all’inizio gli scienziati fanno domande, registrando le risposte, e due anni dopo chiedono di ricordare esattamente cosa avevano detto.

Il primo caso al mondo è stato diagnosticato dal neurologo Usa, James McGaugh, dell’University of California Irvine (l’unico laboratorio abilitato a fare diagnosi ufficiali), fra i maggiori esperti mondiali nello studio dei processi cognitivi della memoria emozionale. La californiana Jill Price a soli 8 anni si accorge di possedere un potere (o un difetto) pazzesco: ricorda esattamente tutti i minimi particolari della sua vita e delle persone che incontra.

“È come un film che scorre ininterrottamente nel mio cervello”, descrive così la sua dote.

Nel 2000, a 42 anni, viene sottoposta a test neurologici, psicologici e a scansioni diagnostiche del cervello: supera tutti i test del prof McGaugh. “Cosa hai fatto il 19 ottobre 1979?”, lei risponde tempestivamente “sono tornata da scuola e ho mangiato della zuppa, perché era insolitamente freddo quel giorno”. Frase verissima: quel giorno a Los Angeles era nuvoloso e c’erano 19 gradi, temperatura molto al di sotto della media. E come dimenticare il 30 agosto 1978, la prima volta in cui portò l’auto a lavare? Jill esprime anche un comportamento ossessivo compulsivo che potrebbe essere correlato alla sua iper memoria.

“Una dote o una condanna?
Non so, ma non voglio essere curata – dice –. Se da un lato i ricordi sono una prigione, dall’altro non voglio abbandonarli”. Uno degli otto italiani dalla super memoria coinvolti nello studio alla Fondazione Santa Lucia Irccs di Roma, il magistrato Luca Nania sostiene:  “No, svantaggi non posso dire di averne”. Parere completamente opposto quello della farmacista Grazia Lomuscio: “Se capitano esperienze negative, difficilmente riesco a rimuoverle. Basta una sola immagine o anche un odore ed ecco che in un attimo ricompare quell’evento e ritorna la stessa emozione sgradevole. Insomma, per me c’è un passato che non passa”.

Sull’altra sponda del fiume della memoria è seduta Caitlin Little, 16 anni del North Carolina, che dopo un trauma cranico in allenamento, è stata colpita da una forma di amnesia anterograda: la sua memoria non dura più di dodici ore. Il suo cervello fa reset durante il sonno e lei non riesce a creare nuovi ricordi dopo il trauma.

Ogni mattina Caitlin si sveglia e crede sia il 13 ottobre 2017. In ogni posto della casa sono attaccati post it che le spiegano come vivere: “Apri qui per mangiare”, “Usa questo per lavarti i denti”, “Questa cosa ti piace molto”. Ogni sua azione è guidata da una legenda salvavita: la morte dei flashback comporta questo calvario.

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