Il cervello si adatta facilmente a nuove insolite situazioni

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Le strategie del cervello per superare i propri limiti. Quando un compito motorio si basa su informazioni deficitarie e poco accurate, il cervello usa una strategia semplice quanto efficace per proseguire sulla sua strada, in particolare questo organo si basa su precedenti esperienze “medie” di casi analoghi.

Informazioni incomplete, ambiguità d’interpretazione del comportamento altrui, difficoltà nel vedere o nel sentire. Per il cervello il mondo è pieno di incertezze, che deve in qualche modo compensare per poter andare avanti.ù

Uno studio pubblicato su “Nature Communications” da Mehrdad Jazayeri del Massachusetts Institute of Technology e colleghi ha ora concluso che per uscire dall’impasse delle situazioni appena citate, per esempio, il cervello usa una strategia semplice quanto efficace: si basa su precedenti esperienze “medie” di casi analoghi.

Le situazioni a cui si può applicare questa strategia sono le più varie, a seconda della complessità del compito motorio richiesto. Se per esempio siamo in una stanza buia e sconosciuta, cercheremo l’interruttore della luce vicino allo stipite della porta e a mezza altezza, perché sappiamo che di solito questa è la posizione in cui vengono collocati gli interruttori. Il nostro cervello, in altre parole, fa un calcolo che si basa su una media di comportamenti tenuti in passato.

Il disegno al computer per riprodurre una figura è un caso in cui il cervello deve mettere in atto compiti motori sulla base di dati che contengono una certa di variabilità, come quelli analizzati nello studio. (Westend61-RF / AGF)
Il disegno al computer per riprodurre una figura è un caso in cui il cervello deve mettere in atto compiti motori sulla base di dati che contengono una certa di variabilità, come quelli analizzati nello studio. (Westend61-RF / AGF)

Ci troviamo in un caso piuttosto diverso se ci viene richiesto di disegnare una figura che vediamo riflessa nello specchio. Qui in realtà le informazioni di cui dispone il cervello sono complete: se guardiamo in uno specchio vediamo benissimo i movimenti della nostra mano. Ma il cervello deve operare una notevole trasformazione di ciò che ha appreso in passato per poter arrivare a compiere le scelte motorie adeguate.

“La nostra prestazione in questo caso sarà variabile, non perché non sappiamo dove si trova la nostra mano, o perché non sappiamo dove sia l’immagine”, sottolinea Jazayeri. “È coinvolta una forma completamente diversa di incertezza, che ha che fare con l’elaborazione delle informazioni: l’atto stesso di eseguire trasformazioni mentali delle informazioni introduce chiaramente un’ulteriore variabilità”.

Per analizzare queste strategie nei loro meccanismi fondamentali, i ricercatori hanno chiesto a volontari di cimentarsi in alcuni semplici compiti, come per esempio disegnare una linea della stessa lunghezza di una linea che avevano appena mostrato loro. Un compito più complesso, che richiedeva una computazione mentale, era di disegnare una linea 1,5 volte più lunga della linea originale.

I dati raccolti hanno mostrato che in questo secondo compito, i partecipanti tendevano a tracciare linee più vicine alla lunghezza media di tutte le linee che avevano precedentemente disegnato. Ciò ha reso le loro risposte complessivamente meno variabili e anche più accurate.

“Questa regressione verso la media è una strategia molto comune per migliorare le prestazioni quando c’è incertezza”, ha aggiunto Jazayeri.

Secondo gli autori, questo fare affidamento sui valori medi già noti tende a scomparire via via che le persone diventano più brave nelle trasformazioni.

“A quel punto, il cervello può fare affidamento sul calcolo, che non avrà più lo stesso grado d’incertezza, e il ricorso alla regressione verso la media è superfluo”, ha concluso Jazayeri.

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