Great Lockdown, covid-19 e recessione le stime del FMI

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Fmi, la stima sul Pil italiano precipita al -12,8%. Dal Covid un colpo da 12 mila miliardi all’economia globale. L’istituto di Washington aggiorna le previsioni: la ricchezza mondiale vista in contrazione del 4,9%. In fumo 300 milioni di posti a tempo pieno. Il debito italiano sale al 166,1%, il deficit al 12,7% del Pil. Un impatto più forte del previsto e una ripresa meno rapida delle aspettative. Con queste premesse, il Fondo monetario internazionale ha aggiornato le stime sull’economia globale in tempi di coronavirus, cancellando nel giro di poche settimane i numeri di aprile per sostituirli con altri: ben più pesanti.

Secondo l’istituto di Washington, l’economia globale si contrarrà quest’anno del 4,9 per cento, 1,9 punti percentuali più di quanto messo in conto nel mezzo della pandemia, per poi risalire del 5,4 per cento l’anno prossimo. Complessivamente, alla fine del 2021 il livello di ricchezza mondiale dovrebbe trovarsi 6 punti percentuali e mezzo sotto quel che si stimava lo scorso gennaio. Soltanto a gennaio si stimava una crescita globale del 3,3% e questo, secondo il Fmi, significa che il Covid ha scatenato una previsione di una perdita cumulata per l’economia globale di 12 mila miliardi di dollari nel corso del biennio. Il tutto mentre, sul mercato del lavoro, la perdita di ore lavorate nel secondo trimestre dell’anno equivale alla cancellazione di 300 milioni di posti di lavoro a tempo pieno rispetto all’ultimo trimestre del 2019.

L’Italia compare tra le più colpite economicamente dal virus. Nella tabella del World economic outlook, il Belpaese spicca per il -12,8% indicato quest’anno. E’ il crollo record, pareggiato dalla Spagna e non troppo lontano dal -12,5% attribuito alla Francia. Per il prossimo anno, il rimbalzo italiano dovrebbe essere del 6,3%, anche in questo caso in linea con la performance iberica. I numeri della finanza pubblica danno poi l’idea della profondità della crisi: il Fmi stima infatti che il bilancio pubblico sarà in deficit dei 12,7 punti di Pil quest’anno, per rimanere in rosso di un altro 7% nel 2021. Il debito salirebbe così al 166,1% quest’anno per scendere al 161,9% il prossimo.

Le stime della perdita dell'economia globale fra il 2020 ed il 2021 per la crisi pandemica è di circa 1,2 trilioni.
Le stime della perdita dell’economia globale fra il 2020 ed il 2021 per la crisi pandemica è di circa 1,2 trilioni.

Su tutte queste cifre grava ovviamente l’incertezza massima. Dice Gita Gopinath, capo economista del Fondo, nel suo blog di commento ai dati che ad oggi “stimiamo una recessione più forte nel 2020 e una ripresa più lenta nel 2021” rispetto alle previsioni di aprile. Il Covid ha messo le economie in un “Great Lockdown” che, dopo aver salvato molte vite, ha gettato i Paesi nella peggior recessione dalla Grande depressione. “Ora il 75% dei Paesi sta riaprendo la propria economia, mentre in molti mercati emergenti e in via di Sviluppo la pandemia si sta intensificando. Molti Paesi hanno iniziato la ripresa – concede l’economista – ma in assenza di una soluzione medica al problema la forza della ripresa resterà altamente incerta”.

Gopinath annota come il supporto fiscale alla ripresa sia senza precedenti, in particolare nelle economie avanzate, con un peso da oltre 10 mila miliardi di dollari di iniziative che si affiancano all’azione incessante delle Banche centrali, dall’acquisto di bond ai tassi ai minimi. Ma in ogni caso non siamo al di là del guado e i policymaker devono rimanere attenti all’evoluzione della situazione, coordinando la politica fiscale e monetria specialmente laddove l’inflazione è a bassi livelli.

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