Marte, ecco l’immagine Nasa della sonda Schiaparelli: “Si è schiantata sul pianeta rosso a 300km/h”

Marte, ecco l'immagine Nasa della sonda Schiaparelli: "Si è schiantata sul pianeta rosso a 300km/h"
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L’immagine a bassa risoluzione da Mro. Individuato anche il punto di impatto. Sonda “probabilmente esplosa”, Battiston: arrivato il 95% dei dati attesi.

Due giorni dopo la missione ExoMars, terminata con la perdita del segnale dal lander Schiaparelli, arriva la conferma: la sonda si è schiantata su Marte a 300 chilometri all’ora ed è probabilmente esplosa. E arriva anche l’immagine Nasa in cui si individua la zona d’impatto del dispositivo. L’immagine è stata scattata dal Mars Reconnaissance Orbiter (Mro), che ha “visto” il sito di atterraggio Schiaparelli. Rispetto all’ultimo passaggio di Mro su quella zona di suolo marziano, ci sono due nuovi segni, riconducibili all’impatto del mezzo. L’immagine mostra due macchie scure: una, più luminosa e definita, è il paracadute; l’altra, più scura e confusa, è il cratere generato dall’impatto e si trova a poco più di 5 chilometri a ovest del punto in cui Schiaparelli avrebbe dovuto toccare il suolo. “Quando i retrorazzi sono stati spenti ed è precipitato al suolo, il lander stava eseguendo una manovra corretta”, ha detto Paolo Ferri, responsabile delle operazioni di volo delle missioni dell’Esa.

Schiaparelli è entrata nell’atmosfera marziana per una discesa di 6 minuti verso la superficie, ma il contatto è stato perso poco prima del touchdown. I dati registrati dall’altro componente veicolare, il Trace Gas Orbiter, sono attualmente in fase di analisi per capire cosa è accaduto durante la discesa. Nel frattempo, la fotocamera a bassa risoluzione CTX dell’Mro ha catturato le immagini del sito previsto per il touchdown, il Planum Meridiani. La cattura delle immagini della zona era un’operazione pianificata.

L’immagine rilasciata oggi ha una risoluzione di 6 metri per pixel e mostra due nuovi oggetti sulla superficie rispetto a un’immagine dalla medesima fotocamera scattata nel maggio di quest’anno. Uno dei due è il paracadute che avrebbe dovuto frenare Schiaparelli. L’oggetto appare luminoso e, misurandolo sulla risoluzione dell’immagine, può essere associato a un diametro di 12 metri. L’altra novità è una macchia scura sfocata di circa 15×40 metri a circa 1 km a nord del paracadute. Secondo l’interpretazione, è derivante dall’impatto del modulo Schiaparelli stesso, a seguito della caduta in cui i retrorazzi sono stati spenti dal computer per motivi ancora da chiarire.

Uno sguardo più da vicino a queste caratteristiche arriverà la prossima settimana con HiRISE, la fotocamera a più alta risoluzione a bordo dell’ Mro. Le due nuove caratteristiche fotografate si trovano a 353.79 gradi di longitudine est, 2.07 gradi di latitudine sud su Marte. La posizione del segno scuro mostra che Schiaparelli ha deviato di circa 5,4 km a ovest del suo previsto punto di atterraggio. Nel frattempo, si continua a decodificare i dati estratti dalla registrazione dei segnali dalla discesa del lander registrati dal Tgo, per stabilire correlazioni con le misure effettuate con il GMRT, un telescopio sperimentale situato in India, e con il Mars Express dell’Esa. La traiettoria di discesa del modulo è stato osservata da tre diverse località, il personale al lavoro potrebbe essere in grado di ricostruire la catena di eventi con grande precisione.

Battiston: “Ricevuto il 95% dei dati attesi”. “Da Schiaparelli abbiamo avuto il 95% dei dati attesi e la tecnologia pianificata per l’ingresso nell’orbita di Marte ha funzionato: lo ha detto il presidente dell’Asi, Roberto Battiston, commentando le immagini. “La foto – ha osservato Battiston – ci mostra che Schiaparelli è caduto esattamente dove avrebbe dovuto atterrare. Se il computer non avesse fatto un errore avremmo avuto la ciliegina sulla torta, ma la torta l’abbiamo”. Da Schiaparelli, ha proseguito il presidente dell’Asi, “abbiamo avuto il 95%-96% dei dati, l’ingresso nell’atmosfera marziana è stato perfetto e il paracadute ha funzionato a dovere. Come sempre – ha aggiunto – le cose nello spazio riservano delle incognite. In questo caso ha sbagliato il computer, ma non c’è stato qualcosa di sbagliato dal punto di vista tecnico”. La tecnica messa a punto per questa prima fase della missione ExoMars, ha rilevato, “è quella che ci permette di affrontare la seconda fase della missione, nel 2020”. Guardando le immagini riprese dalla sonda Mro, ha detto ancora “Schiaparelli ha quasi centrato l’area a forma di ellisse nella quale era previsto l’atterraggio: si è comportato in modo eccellente, sembra quasi un tiro al bersaglio. Certamente – ha concluso – senza l’errore fatto dal computer tutto avrebbe potuto essere perfetto, ma penso che possiamo davvero essere contenti”.

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