Misterioso ed affascinante essere è la divinità dell’amore e dell’eros

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Un essere misterioso ed affascinante, divinità dell'amore e dell'eros
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Ermafrodito il Dio dal doppio sesso. Alla scoperta di un mito tra i più affascinanti ed antichi. Sviste divine o tentativo di creare l’essere perfetto? Chi è l’ermafrodito?

La mitologia affascina regalando al mondo la straordinaria figura del giovane dio dalla duplice sessualità. La sua storia ci viene raccontata da Ovidio nel IV libro delle Metamorfosi e le tracce più antiche del culto del dio, protettore dei matrimonio e della fecondità maschile, sono state ritrovate nell’isola di Cipro. Dannazione eterna o rarità affascinante, Ermafrodito (dal greco Eppotppoòttoc e dal latino Hermaphroditus) è un ragazzo dalla bellezza disarmante, introvabile in natura perché di naturale non possiede nulla. Figlio di due dei, Ermes e la dea dell’amore Afrodite (il nome è l’unione di quello dei genitori), fin dalla nascita è la concentrazione della carica erotica di mamma e papà, entrambi rappresentanti della fertilità, con sfumature cariche di sessualità… Secondo solo a Eros in quanto a carica sessuale (anche quest’ultimo figlio di Afrodite), leggenda lo vorrebbe nomade in giro per il mondo alla ricerca di avventure.

Female_Hermaphrodite_(George_Arnauld,_1750)
Female_Hermaphrodite_(George_Arnauld,_1750)

A soli 15 anni, in viaggio verso le città della Licia, giunge in Caria sulle rive di un grande lago, bello come niente e nessuno in natura, diventa subito l’oggetto privilegiato delle attenzioni di una ninfa, la giovane Salmace. L’attrazione é irrefrenabile, la fascinazione immediata. Il fuoco della passione travolgente arde così violento nell’animo e nei pensieri della ninfa, da spingerla a un tentativo di seduzione disperato. Ed è proprio per questo motivo che il quindicenne respinge le avances della donna.

Per la ninfa il rifiuto non è contemplato, e nella disperazione e nello sconforto la richiesta agli dei e una sola: fondere le due anime dando vita a qualcosa di unico, per far sì che quella luce fosse parte di sé, per sempre. Gli dei assecondano la volontà di Salmace, unendo i due corpi. Nell’intrecciarsi delle tante opzioni sessuali, il mondo ne riceve un’altra decisamente più misteriosa e intrigante. Metà uomo e metà donna, nella mitologia greco-romana l’ermafrodito è spesso raffigurato con le sembianze femminili e gli attributi maschili. Simbolo di fertilità, conserva entrambe le caratteristiche, diventando l’unico essere umano con capacità di concepire e fecondare. Straordinario.

Inutile sottolineare che esseri così rari sono sempre esistiti e hanno subito trattamenti diversi a seconda delle culture e delle epoche in cui hanno vissuto. Questa condizione è sempre stata ben nota e il mondo è costellato di numerosi resoconti storici. Ma chi sono gli ermafroditi? E perché sarebbe più corretto parlare di intersessualità? La coesistenza di apparati riproduttivi di entrambi i sessi viene comunemente identificata come intersessualità; l’ermafroditismo fa parte di questo gruppo, identificato in quelle condizioni in cui cromosomi sessuali e/o i genitali e/o i caratteri sessuali secondari non sono definibili come esclusivamente maschili o femminili. In parole povere, durante il processo di sviluppo dell’embrione (embriogenesi), avviene, per distribuzione bimodale, la combinazione XX per il sesso femminile e XY per quello maschile. Questione di cromosomi. Ma questo binario non è esente da “imperfezioni”, o meglio variazioni al tema principale. Infatti, gli scienziati dividono le combinazioni cromosomiche principalmente per importanza statistica. Ciò vuol dire che i cosiddetti “picchi” altro non sono che il maggior numero dicasi di nascite con cromosomi XX e XY.

L'Ermafrodito Borghese,copia romana del ll secolo dopo Cristo, da un originale ellenistico
L’Ermafrodito Borghese,copia romana del ll secolo dopo Cristo, da un originale ellenistico

In realtà ci muoviamo nell’ambito delle probabilità. Quando parliamo di ermafroditismo intendiamo nello specifico la rarissima condizione nella quale un soggetto presenti nel proprio DNA cellule con cromosomi XX, cioè con profilo cromosomico femminile, e XY, cioè con profilo cromosomico maschile. In un errnafrodito sono presenti sia il testicolo che l’ovaio, oppure un organo composto da una tipologia di tessuto intermedio tra i due che prende il nome di «ovotestis». Parliamo di una situazione così rara da essere definita «chimera genetica», che rende impossibile una classificazione scientifica denominata «terzo sesso».

Tuttavia esiste anche un’altra variazione, definita <<pseudoermafroditismo», ed è quella condizione in cui un organismo sviluppa un sesso genetico preciso (maschio o femmina), ma l’aspetto esteriore presenta peculiarità del sesso opposto. Tutto questo e determinato da alterazioni al sistema endocrino durante lo sviluppo del feto.

L’atleta ermafrodita sudafricana Caster Semenya
L’atleta ermafrodita sudafricana Caster Semenya

Una realtà che coinvolge moltissime specie in natura. II capolavoro avviene in alcuni organismi, in grado di autoriprodursi perché ermafroditi sufficienti: si tratta di esseri in grado di riprodursi senza l’interazione con un altro individuo della propria specie… Nelle lumache, per esempio, l’autofecondazione è una strategia riproduttiva estremamente efficace. Nell’essere umano si tratta di un evento altamente improbabile se non impossibile, come sottolineano gli esperti di medicina riproduttiva. Dopo una rapida incursione nel mondo della letteratura accademica, per nulla esaustiva e senza alcuna presunzione di esattezza scientifica (è uno degli argomenti più complessi e discussi dagli addetti ai lavori), è giusto concentrarsi sull’intersessualità e sulla sua valenza sociale nel mondo contemporanea.

Si, perché dalla leggenda di Ermafrodito alla costituzione di un movimento mirato alla tutela di questi esseri umani unici, la strada fatta e molta, ma per nulla sufficiente. Per affrontare questo argomento tanto affascinante quanto complesso partiremo dalla straordinaria storia della top model Hanne Gaby Odiele. Per molti questo nome potrebbe non evocare nulla, ma per gli addetti ai lavori è la materializzazione della modella per antonomasia, corteggiata dagli stilisti più importanti del mondo. Eppure, la top belga è stata una delle prime a rompere un tabù, rivelando al mondo la sua doppia natura. |I suo fascino androgino non e mai passato inosservato, e grazie al fisico longilineo è la candidata perfetta per diventare una delle indossatrici più apprezzate. Dopo aver conquistato l’Olimpo della moda, sfilando e posando per passerelle e copertine di tutto il mondo, conquista anche la cronaca, raccontando la sua sindrome.

La modella HANNE GABY ODIELE STYLES AND STARS IN S MODA’S OCTOBER 2012 COVER STORY
La modella HANNE GABY ODIELE STYLES AND STARS IN S MODA’S OCTOBER 2012 COVER STORY

Conosciuta come «sindrome di Morris», è una condizione rara, determinata da un diverso percorso nella differenziazione sessuale: persone con corredo cromosomico XY (che ricordiamo corrispondere a un genotipo maschile) sviluppano caratteri sessuali femminili (sviluppo di testicoli nell’addome, ma non dell’utero e delle ovaie). La domanda sorge spontanea: che cosa succede quando un medico deve comunicare ai genitori l’esito di intersessualita’? Di base il processo naturale vede la determinazione del sesso di un individuo dopo l’osservazione dei genitali: maschietto, femminuccia.

Nel caso intersessuale ciò potrebbe essere fin da subito un’attribuzione complessa, sospesa fino a ulteriori accertamenti. Qui sorge il vero problema. La metodologia di approccio a una situazione di questo tipo dipende molto dall’età in cui viene fatta la diagnosi. Qualora la diagnosi avvenga alla nascita del neonato, la scelta del sesso è sempre spettata ai genitori, in stretta relazione con le condizioni dei genitali esterni. Una scelta delicatissima e non priva di conseguenze. Alla chirurgia intersessuale seguiva quella ricostruttiva, finalizzata al miglioramento dell’apparato riproduttivo. Nella maggior parte dei rarissimi casi, la scelta ricadeva sul sesso meno complesso da ricostruire, facendo pendere lago della bilancia dalla par-te femminile. Ma a lungo termine, le conseguenze di questo gesto si sono rivelate spesso problematiche, dando vita a forme di insoddisfazione per il risultato chirurgico, e nei casi più drammatici al rifiuto del sesso di attribuzione!

il cantante Achille Lauro durante il Festival di Sanremo del 2020
il cantante Achille Lauro durante il Festival di Sanremo del 2020

In Italia non esiste una legge o normativa che tuteli o semplicemente affronti questo tema delicato. La top model Hanne Gaby Odiele si batte contro le operazioni chirurgi che cui vengono sottoposti i bambini intersessuali (per renderli maschi o femmine), senza ovviamente il loro consenso. La prima manifestazione pubblica di persone intersex si è svolta a Boston il 26 ottobre 1996; oggi la modella belga supporta l’interACT (Advocates for lntersex Youth) contro i trattamenti ”normalizzanti”, nella ferma convinzione che qualunque modifica al corpo andrebbe decisa dall’interessato una volta maggiorenne. ll coming out di Odiele è favorito da quella che è stata ribattezzata «Generazione Z»: i giovani che rivendicano la libertà di essere ciò che sono, come vogliono, sradicando gli stereotipi di genere. Siamo lontani dai travagli del percorso affrontato singolarmente da una persona intersessuale, ma crescere nell’era del gender fluid è sicuramente un aiuto alla consapevolezza e alla valorizzazione del sé.

La body inclusivity si riflette anche nel mondo fashion, che mai come in questo periodo storico sente la responsabilità di promuovere inclusività per frantumare stereotipi e categorie. Moda passeggera? Sicuramente il retrogusto della ciclicità delle tendenze e percepibile, però, come spesso accade, questi grossi movimenti generazionali passano ma contribuiscono all’inarrestabile fenomeno evolutivo della specie. L‘idea del gender fluid è quanto mai attuale, dalle esibizioni di Achille Lauro alle unghie colorate di Eedez, dall’ambiguità erotica di Damiano dei Màneskin all’abbigliamento androgino di Madame, fino ai manifesti per rivendicare l’androginita come identità di genere. I tempi sono maturi per una mescolanza di caratteristiche tradizionalmente maschili o femminili? Probabilmente no, ma tutto aiuta e la salvaguardia delle caratteristiche intersessuali fino alla maggiore età rappresenta uno stimolo importante per riflettere sulla questione “identità di genere” in senso lato. Intanto, nell’aprile 2015, Malta è diventata il primo Paese a mettere fuori legge gli interventi medici non consensuali per modificare l’anatomia del sesso, compresa quella delle persone intersessuali. Un grande passo in avanti.

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