La stregoneria nell’antica Grecia

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In questo articolo cercheremo di tracciare una breve storia della stregoneria nell’antica Grecia mettendo in evidenza due fatti di grande importanza : in primo luogo l’esistenza delle streghe non è una credenza creata dalla religione cristiana ma tale credenza esisteva già nel mondo greco ; in secondo luogo vogliamo mettere in evidenza che nel mondo greco esisteva una fortissima paura nei riguardi della magia utilizzata per uccidere o quantomeno danneggiare altre persone , paura che è sempre esistita in tutte le epoche storiche a cominciare dalla preistoria .

Dobbiamo infatti mettere in evidenza il fatto che sin dai tempi della preistoria l’uomo ha creduto nell’esistenza della magia che poteva essere utilizzata sia per scopi malvagi sia per tentare di mantenere lo stato di salute delle persone ed allontanare gli spiriti malvagi. Dopo questo breve excursus sulla magia e sulla stregoneria prenderemo in esame la complessa questione della presenza della stregoneria nel mondo greco mettendo in evidenza che nella Grecia antica esisteva la convinzione che fosse possibile arrecare danni e perfino uccidere una persona utilizzando rituali magici tanto che sia il diritto greco che quello romano erano interessati a impedire che venissero arrecati danni alle persone utilizzando la stregoneria. Uno dei primi ritratti di streghe rinvenibile nella Grecia antica è quello di Circe, personaggio descritto da Omero nell’Odissea. Tutti quelli che conoscono l’Odissea sanno che Circe trasformò i compagni di Ulisse in animali somministrando loro filtri magici. Circe fece di tutto per convincere Ulisse a non partire dalla sua isola e a restare con lei dimenticandosi della sua patrai Itaca ma Ulisse riuscì a resistere al fascino di Circe, tipico esempio di strega nello stesso tempo affascinante e terribile.

Un’altra famosissima strega dell’antica Grecia venne descritta da Apollonio Rodio: trattasi della terribile Medea. Riguardo a Medea dobbiamo dire che ella è dipinta dal l’autore greco come una donna disperatamente innamorata di Giasone, disposta ad uccidere facilmente per raggiungere i propri obiettivi. Così magia, sesso e spietatezza convergono in unica donna legandosi in una combinazione che ritroveremo nei manuali tardo-medievali in cui si spiegavano quali erano le caratteristiche delle streghe durante il periodo cristiano. Esiste tuttavia una profonda differenza tra le due streghe descritte nei due poemi epici di Omero e di Apollonio Rodio. Mentre gli incantesimi di Circe sono lanciati contro le sue vittime quasi con indifferenza e comunque senza che vi siano motivi veramente importanti che la spingono ad usare la magia quali odio, desiderio di vendetta, folli passioni, al contrario Medea è spinta ad utilizzare i suoi incantesimi da passioni molto forti quali l’odio e l’amore. In estrema sintesi possiamo dire che Medea è la donna che rompe le convenzioni sociali e le regole del gruppo al quale appartiene e compie azioni molto riprovevoli senza avere il minimo senso di colpa o di vergogna. Medea è una donna che non può non suscitare paura in tutte le persone in quanto non pone nessun limite alla sua ferocia e alla sua spietatezza. Appare evidente che il comportamento di Medea è per molti aspetti simile a quello delle streghe del periodo medievale le quali a loro volta rompevano le convenzioni sociali del loro tempo ,violavano le regole del loro mondo di appartenenza , ovvero le regole della religione cristiana e del mondo medievale ed inoltre compivano azioni riprovevoli sebbene bisogna dire che molte streghe finite sul rogo furono accusate ingiustamente di praticare la stregoneria a causa della psicosi di massa che in quel periodo storico esisteva nella società sia nelle masse popolari sia nell’ elite .

Molto famose nella Grecia antica erano le donne della Tessaglia dal momento che si diceva che moltissime di esse praticassero la stregoneria. Lo scrittore latino Lucano ci ha fornito accurate descrizioni delle azioni e dei riti magici delle streghe della Tessaglia. Nell’ antica Grecia moltissimi individui erano spaventati dalle voci che correvano intorno alle donne della Tessaglia tanto che la loro fama di streghe andava ben oltre i confini del mondo greco. Lucano ci ha fornito una particolareggiata descrizione di una delle piiù malvagie streghe della Tessaglia ovvero la strega Eritto. A differenza di Circe e di Medea che erano raffigurate come donne giovani e belle Eritto viene descritta da Lucano come una donna vecchia e brutta. Dobbiamo dire che nella cultura popolare del periodo cristiano le streghe erano rappresentate in massima parte come donne brutte e vecchie anche se ci sono anche stati casi di streghe giovani e belle anche nel periodo cristiano. Eritto è dunque una donna vecchia e brutta che profanava le tombe per procurarsi materiali utili per compiere i suoi incantesimi (tale accusa venne rivolta pure alle streghe nel periodo della” caccia alle streghe “nel periodo cristiano. Infine, Eritto danneggiava i campi di grano riducendo i contadini in miseria (anche le streghe medievali erano accusate di determinare danni di questo tipo ai contadini ed inoltre venivano accusate di scatenare delle tempeste distruttive per i raccolti.

Come si vede già nell’ antica Grecia le streghe erano considerate donne malvagie e venivano loro attribuiti comportamenti e molte caratteristiche che sarebbero state poi attribuite alle streghe nell’era cristiana. Perfino l’uccisione di bambini e di neonati era un crimine che i greci inserivano tra delitti commessi dalle streghe (come tutti sanno questo crimine contro i bambini era attribuito molto spesso alle streghe nel periodo medievale cristiano. Naturalmente nell’antica Grecia le streghe non potevano essere considerate serve e adepte del diavolo in quanto il diavolo è una figura biblica che non apparteneva alla religione pagana e al mondo greco e romano. In conclusione, di tale articolo dobbiamo mettere in evidenza che in Grecia molti intellettuali e filosofi non credevano nel potere magico delle streghe.

per fare un esempio concreto il grande filosofo Platone non credeva nei poteri magici in quanto sosteneva che non era possibile che alcune donne e alcuni uomini riuscissero a convincere gli dei a mettersi a loro servizio alfine di danneggiare i loro nemici. Altri invece pensarono che le streghe riuscissero a convincere le potenze degli inferi a mettersi a loro servizio sacrificando agli dei degli inferi bambini e neonati.

Come si vede da quanto abbiamo detto nell’antica Grecia erano moltissime le persone che non solo credevano nell’esistenza delle streghe ma erano fortemente spaventate dai loro poteri. la credenza nell’esistenza delle streghe non era una caratteristica solo delle persone appartenenti alle classi meno abbienti e potenti ma era una credenza propria anche degli individui appartenenti alle classi dominanti e potenti come del resto avveniva anche nel periodo cristiano. Tuttavia, vogliamo mettere in evidenza che proprio questo terrore suscitato dalle streghe in tutti i periodi storici ha fatto sì che venissero considerate streghe donne innocenti che non avevano compiuto nessun crimine e che non praticavano la magia finalizzata a uccidere o danneggiare altre persone.

Prof. Giovanni pellegrino
Prof. Ermelinda Calabria

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