L’inchiostro dei tatuaggi rilascia nano particelle nel corpo umano

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Le nano-tracce dei tatuaggi arrivano ai linfonodi. Parti infinitesimali dell’inchiostro utilizzato si allontanano dal “disegno” e circolano fino alle ghiandole linfatiche: il processo (in parte noto), riguarda anche cosmetici e creme solari. L’inchiostro dei tatuaggi, depositato sotto epidermide e nel derma, non riesce ad essere smaltito dal sistema immunitario e rimane “in loco”. Alcune particelle nanoscopiche, però, prendono altre strade.

I pigmenti e gli altri elementi che formano l’inchiostro dei tatuaggi viaggiano nel corpo umano sotto forma di nano e micro particelle, fino a raggiungere i linfonodi, dove si depositano. Il processo era in parte noto – i linfonodi di chi si è tatuato possono presentare micro tracce di colore – ma mai fino ad ora era stato osservato in una scala così infinitesimale e profonda.

Cruciali per la scoperta, pubblicata su Scientific Reports, sono stati i microscopi del più importante sincrotone europeo, l’European Synchrotron Radiation Facility di Grenoble, in Francia.

UNA LUNGA CONVIVENZA. Lo studio non vuole sollevare inutili allarmismi – l’uomo si tatua la pelle da almeno 5.000 anni – ma invitare gli addetti ai lavori a prestare attenzione alla composizione dell’inchiostro, destinato a rimanere a lungo nell’organismo.

Giustamente ci si preoccupa della sterilità degli aghi, mentre questo aspetto è spesso trascurato. L’inchiostro potrebbe contenere impurità o avere effetti ancora poco noti sul corpo umano.

«Sapevamo che i pigmenti dei tatuaggi riescono a raggiungere i linfonodi: questi presentano infatti tracce visibili del colore del “tattoo”. È il modo in cui il corpo prova a ripulire l’area che è stata decorata» spiega Bernhard Hesse, tra gli autori.

Anche la mummia Oetzi (uomo del Similaun), ritrovata nel 1991, era tatuata: ma più che una funzione decorativa, per gli studiosi, i segni trovati sul suo corpo erano dovuti ad alcune terapie "mediche" che aveva subìto. (Per saperne di più).
Anche la mummia Oetzi (uomo del Similaun), ritrovata nel 1991, era tatuata: ma più che una funzione decorativa, per gli studiosi, i segni trovati sul suo corpo erano dovuti ad alcune terapie “mediche” che aveva subìto. (Per saperne di più).
CHE COSA SI INIETTA. La maggior parte degli inchiostri adoperati sulla pelle contiene pigmenti organici, uniti a conservanti e sostanze come nichel, cromo, manganese, cobalto e biossido di titanio. Su quest’ultimo, un pigmento bianco usato per certe sfumature cromatiche e contenuto anche in additivi alimentari e creme solari, si sono concentrate le indagini del team.

VIAGGIO CAPILLARE. La luce di sincrotone, un’intensa radiazione elettromagnetica generata da un potente acceleratore, ha consentito di analizzare il trasporto passivo delle micro e nano particelle di inchiostro nelle vie linfatiche e sanguigne, attraverso la pelle e fino ai linfonodi. I ricercatori hanno trovato microparticelle nei campioni di pelle osservati, ma solo le nanoparticelle – sia di pigmenti organici, sia di biossido di titanio – sono riuscite ad arrivare ai linfonodi.

Se il comportamento delle microparticelle è noto, quello delle nanoparticelle lo è meno: potrebbero rimanere nelle ghiandole linfatiche in modo permanente – un altro esame microscopico, la spettroscopia agli infrarossi, ha rivelato cambiamenti strutturali nei tessuti che le circondavano.

TRACCE INVISIBILI. In futuro, si proverà a capire se e come queste tracce possano spingersi dai linfonodi fino ad altri organi: nel frattempo, lo studio potrà servire a spiegare come gli ingredienti non solo dei tatuaggi, ma anche di alcune creme o cosmetici, si facciano largo all’interno del nostro corpo.

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