Il Plutoverso – Il pianeta delle terre esiliate

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Questo pianeta ha la forma ellittica della terra.

I mari e le terra hanni colori allo stesso posto, gli elementi sono sempre quelli, i sensi anche.

Gli uomini hanno due di tutto, tranne alcuni organi e la bocca e il naso, il resto è tutto duplo, occhi, orecchie, braccia, gambe, piedi, un cervello diviso in due e due cuori, come sulla terra.

Madre natura è una parente della vostra, e la vita segue lo stesso procedimento, si nasce e si muore. Punto.

Su questo pianeta vivono le civiltá che da voi non hanno trovato spazio, da cui sono state spodestate. Maya, Indiani d’America, Atlantide, Libertalia e Utopia e altre isole e nazioni.

Proprio su Utopia sono stato di recente e per questo volevo sfatare il mito. È cambiata molto infatti con gli anni, dopo una dopo due rivoluzioni e una tentata rivolta, ora ha ripreso le sembianze della societa che tutti conoscono e che ha giá raccontato Moro.

La prima rivoluzione è stata scaturita della scoperta di corruzione degli organi interni del governo. Sanguinosa rivolta durata pochi giorni, seguita un secolo dopo da un altro tentativo di rivoluzione, per noia. Un gruppo di ribelli, che si era rotto di quella vita cosí tranquilla, aveva deciso di prendere il controllo sull’isola, e cosí hanno fatto o almeno hanno tentato. I ribelli, una volta sul trono, peró si sono ritrovati come un gruppo di bambini che ha vinto al gioco della guerra, soli tra l’indifferenza generale del resto del popolo che ha proseguito con la vita di sempre.

Cosí la vita ha proceduto tranquilla, fino a che Felipe, un mercante di Atlantide non è arrivato sull’isola. Era il suo primo viaggio in quei mari, nonostante l’esperienza decennale in rotte per tutto il globo. Sapeva della difficoltá di trovare l’isola, tanto che dubitava della sua stessa esistenza, e solo quando ce lo hanno portato ha potuto constatare il vero di quanto gli avevano detto.

Felipe era un uomo un po’ in carne, con il naso e le guance cicciottelle colorate tipiche di chi viene da dalle sue parti. Era un mercante furbo, e di buon occhio, che trasportava cibi, erbe e spezie.

Dopo la prima visita gli era parso un paese triste e noioso, anche se tutti gli avevano sorriso, gli pareva che quello spicchio di luna luminosa che gli mostravano nascondeva una parte più oscura.  Nel viaggio seguente, nel tentativo di rendere il suo viaggio e le vite spente degli abitanti più interessanti, aveva portato con se un’alga particolare delle sue parti. Con questa ne fece una bevanda calda che offri agli amici dell’osteria in cui si fermava quando era sull’isola.

Si divertirono tutti quella sera, lui, i baristi, gli ospiti, i passanti, tutti, tanto che Felipe promise ai compagni di bevuta che al suo ritorno ne avrebbe portato altra.

Durante il viaggio di ritorno a casa, Felipe pensó molto. Aveva riflettuto sul fatto che in fondo gli utopiani erano solo degli ingenui, fortunati, ma ingenui e che se avesse giocato bene le sue carte avrebbe potuto diventare ricco e avere un porto tutto suo.

Qualche mese piú tardi, quando fece ritorno sull’isola aveva con sé un baule pieno di alghe, scatoloni pieni di televisori presi da bertalia, botti di distillati birre e vini, e una cassa piena di giornali e video porno.

Quello è stato l’inizio della seconda rivoluzione, da quel giorno l’isola non è stata più la stessa.

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