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Le 10 startup più strane del 2017

Le 10 startup più strane del 2017
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Hi-tech, tra flop e successi: gli indimenticabili del 2017. Droni che cadono, smartphone dai prezzi stellari, auricolari che traducono in 40 lingue e ancora visori per la ‘realtà mista’, oggetti vintage ritornati di moda, altoparlanti intelligenti. Ecco i 10 oggetti tecnologici che hanno segnato l’anno.
Super Mario l’invincibile
(Switch, Nintendo, 300 euro circa)
Il flop della Wii U, la morte dell’amministratore delegato Satoru Iwata: il tramonto della casa di Super Mario era dato per certo. E invece nel 2017 ecco la console portatile che diventa da casa e colpisce nel segno contro ogni previsione. Con alcuni mondi digitali, l’ultimo Zelda, che hanno l’eleganza delle grandi opere narrative. Vendite (e titolo in borsa) alle stelle, con buona pace delle app che sembravano aver messo una croce sopra gli eredi del GameBoy. Lo schermo tattile da 6,2 pollici della Switch sfiora il full hd. Vien da dire: solo? Nell’epoca dei display degli smartphone da 2k e di quelli dei tv da 4k (ultra hd) sembra una bestemmia. Eppure quando si usa la Switch in treno o in volo, tutte queste sigle sembrano quel che sono: sigle. Durata delle batterie limitata, questo è il vero handicap. Manca l’accesso a Netflix e Amazon Video, ma a inizio 2018 dovrebbero rimediare.Il Fallimento degli occhiali social
(Spectacles, Snapchat, 150 euro)
L’anno del lancio in borsa di Snapchat, ad oggi disastroso, e l’anno dell’arrivo (da noi) dei suoi “occhiali social”: gli Spectacles. Tutto quel che guardiamo può esser immediatamente condiviso. A voi la scelta se incubo o sogno. Gli occhiali si ricaricano nella loro custodia, si connettono allo smartphone, registrano brandelli di vita premendo un tasto sulla stanghetta. Ma sono poco compatibili con gli altri social. Errore macroscopico. Stando ad informazioni fuoriuscite da Sanpchat, che della segretezza fa un’ossessione, il 50 per cento di chi li ha comprati ha smesso di adoperarli dopo un mese. Potevano essere il gadget di Natale del 2017 e invece sono stati un mezzo fallimento.

Hi-tech, tra flop e successi: gli indimenticabili del 2017
Fallimento degli occhiali social
Hi-tech, tra flop e successi: gli indimenticabili del 2017
 La fine della maledizione di Babele

Metterci la faccia
(iPhone X, Apple, da 1189 euro)
Il sistema adottato dal Galaxy S8 e del Note 8 di Samsung funziona una volta si e quattro no. Quello del Surface Laptop di Microsoft va invece a meraviglia. Quello dell’iPhone X di Apple, che legge il volto in tre dimensioni, si inganna con una certa facilità. Ma il messaggio è chiaro: dopo l’impronta digitale, nel 2017 per sboccare i dispositivi hi-tech più esclusivi bisogna metterci la faccia. E domani chissà cos’altro. Il riconoscimento facciale arriva con altre innovazioni: gli smartphone di punta ora costano più di mille euro, hanno schermi privi di bordi in (semi) ultra hd, un’immancabile doppia fotocamera e ora sappiamo sono stati programmati per smettere di funzionare bene all’uscita del prossimo modello.

I deliri delle startup della Silicon Valley
(Juicero, Juicero, 699 dollari)
Juicero, startup che ha raccolto 120 milioni di dollari, ha chiuso nel 2017. Produceva una macchina connessa alla Rete che elargiva un concentrato di frutta venduto in buste, a sette dollari l’uno, imitando il modello della Nespresso. Sorpresa: in realtà la macchina non serviva affatto. Indimenticabile il video di Bloomberg che tagliava il fondo di una busta e versava il contenuto nel bicchiere. E poi per una spremuta o un estratto basta andare al bar senza spendere 699 dollari. E così Juicero è diventata il simbolo della follia della Silicon Valley, dove si lanciano idee imbecilli e nonostante tutto si riescono a raccogliere finanziamenti per decine di milioni di dollari. Conoscete la storia di Bodega? Anche quella un must del 2017.

Hi-tech, tra flop e successi: gli indimenticabili del 2017
I deliri delle startup della Silicon Valley

Il prezzo della nostalgia
(799 Studio Master, National Audio Company/ Music Box, 4,32 dollari)
Tutta colpa del film i Guardiani della Galassia (vol. 1 e vol. 2). Il protagonista, Peter Quill, ascolta soul sul suo walkman mentre semina guai in giro sulla sua astronave. E così è tornata la cassetta, quella audio. Dopo il vinile, le polaroids e le vecchie console, ora è la volta del nastro magnetico. Il più grosso produttore al mondo si chiama National Audio Company e si trova in Missouri. Il nastro se lo fabbrica in casa. Ma per la per la cassetta vera e propria con tutti i suoi ingranaggi si rivolgono alla Music Box che ha sede vicino Brescia. Insomma: l’ultima moda nostalgica e italo americana. Il modello 799 Studio Master è al cromo, oggi come oggi la tipologia più pregiata. Quelle di tipo IV di vecchia generazione, le “metal”, non le fa più nessuno e su eBay costano follie. Guardate in soffitta, magari ne avete ancora qualcuna.

Dove osano (e cadono) i droni
(Karma, GoPro, da 799 euro)
Volava bene il drone Karma nei suoi test estivi prima dell’uscita. Facile da usare, con un sistema di controllo “cool” stile Apple, e la possibilità di impostare delle rotte prestabilite con tanto di movimenti di camera predefiniti e di aggiungere le Hero 5 per le riprese. Peccato che in alcuni casi i rotori smettevano di girare e lui rovinava a terra. E così lo sbarco della californiana GoPro nel magico mondo dei droni è diventato virale online. Il disastro era prodotto da un errore nel software, poi corretto quando il danno di immagine era già fatto. Arrivato da noi a marzo, il Karma era il tentativo di rompere il monopolio della cinese Dji. Tentativo andato male e azioni al minimo storico. La Dji poi ha tirato fuori lo Spark (da 499 euro) togliendo ogni fantasia a tutti gli altri.

Hi-tech, tra flop e successi: gli indimenticabili del 2017
Dove osano (e cadono) i droni

L’era degli assistenti virtuali
(Echo, Amazon, 120 euro)
Alexa di Amazon, Siri di Apple, Google Assistant, Cortana di Microsoft, Bixby di Samsung. Ma soprattutto Alexa: l’assistente virtuale di Amazon quest’anno l’hanno inserita in altoparlanti intelligenti, robot, autovetture, serrature, lampade e prese smart, hub per la casa ai quali connettere tutto e tutti, aspirapolveri. Da noi Echo, il primo altoparlante smart che per l’ha ospitata, ancora non si vede, anche se avevano giurato che sarebbe arrivata entro Natale. E’ in buona compagnia: Google Home e HomePod latitano. Ma quello di Amazon si può comunque ordinare nel resto d’Europa. Lei, Alexa, non capisce tutto quel che le si dice. Anzi. Ma gestire illuminazione e brani mp3 con i comandi vocali (in inglese) dà grandi soddisfazioni. Una vera protagonista di questo 2017.

Un manipolo di sovversivi
(5T, OnePlus, da 499 euro)
Sono quattro anni che alla OnePlus sfornano smartphone di alto livello a ad un terzo o alla metà del prezzo di quelli dei marchi più noti. Il messaggio di questa startup cinese, ma con un dna in parte occidentale, è semplice: si possono offrire grandi telefoni a prezzi accettabili se ci si “accontenta” di margini di guadagno onesti. Dei rivoluzionari, anzi dei sovversivi, in un settore nel quale si considera prassi che le grandi compagnie della tecnologia eludono le tasse e accumulano miliardi di dollari rivendendo quel che producono con un ricarico del 400 per cento. Il 5T è uno smartphone elegante, potente, che del low cost non ha nulla e che ha poco da invidiare ai vai iPhone e Galaxy. Display da 6 pollici, doppia fotocamera da 16 e 20 megapixel, 6 o 8gb di ram e 64 o 128Gb di spazio per archiviare file e app. Con un processore, lo Snapdragon 835, che è ai vertici. Il sistema operativo, basato su Android, ha qualche ruvidità di troppo e lo schermo è solo full hd anche se di gran qualità. Ma son difetti marginali, alla fine.

Hi-tech, tra flop e successi: gli indimenticabili del 2017
Un manipolo di sovversivi

Il regno degli ologrammi
(Hololens, Microsoft, da 3299 euro)
L’unione del mondo del reale con quello digitale. L’hanno chiamata realtà mista, “mixed reality” in inglese. E’ quel che offre il visore-computer della Microsoft Hololens, dai primi di dicembre arrivato anche da noi. Dopo la scomparsa prematura dei Google Glass e il mezzo flop della realtà virtuale, è un assaggio di futuro prossimo. E’ un casco che contiene un computer che proietta sulle lenti le immagini che si adattano all’ambiente circostante. Il prezzo per ora ne limita l’uso: serve agli architetti (quelli ricchi) per vedere in tre dimensioni un progetto o all’ingegnere (ben avviato) per controllare in tempo reale quale sia il problema nella tubature della centrale. In attesa di vedere come sarà il visore di Magic Leap, si dice che cambierà tutto, gli Hololens sono fantascienza. Malgrado i limiti, una delle migliori fin qui prodotta.

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