La Terra comincia la sesta fase di estinzione di massa. E la colpa è nostra

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Lo rivela un articolo pubblicato su Science Advances, che cita una ricerca della Duke University pubblicata nel 2014. Gli esseri umani sarebbero la causa della loro stessa fine Tweet Cioccolato rischia estinzione. Cacao sempre più caro Un quarto degli squali a rischio di estinzione I vulcani causarono la più grande estinzione di massa della storia L’incesto causò l’estinzione dell’uomo di Neanderthal? Tartaruga gigante ritrovata a largo di Lampedusa. La biologa: “E’ un esemplare in via d’estinzione” Estinzione di massa del Permiano: furono i batteri Il mistero dell’estinzione degli animali australiani 21 giugno 2015 Cambiamento climatico, inquinamento, deforestazione ci starebbero conducendo verso una nuova fase di estinzione di massa, la sesta per il pianeta Terra. Gli umani potrebbero esser tra le prime vittime, 65 milioni di anni dopo l’evento che cancellò i dinosauri. Lo studio  Le affermazioni che lanciano l’allarme sui rischi che corre il nostro pianeta arrivano da studiosi di prestigiose università. La novità rispetto alle precedenti denunce degli scienziati sui pericoli provocato dall’inquinamento e dai cambiamenti climatici è che le cose si stanno mettendo male piuttosto in fretta. È quanto affermato in un articolo pubblicato sulla rivista Science Advances di Gerardo Caballos – della Università Nazionale Autonoma del Messico (UNAM) –  e dei suoi colleghi di Stanford, Princeton e Berkeley. Lo studio cita una ricerca della Duke University pubblicata nel 2014.  La ricerca sui vertebrati Per gli scienziati i vertebrati stanno scomparendo a un ritmo 114 volte più veloce del normale. I ricercatori – sostengono – conoscono i pericoli di gridare al lupo su un argomento di tale importanza. Per cominciare, si sono limitati al gruppo più studiato di organismi viventi, i vertebrati. E hanno studiato i loro tassi storici di estinzione esaminando i reperti fossili. Velocità dei tassi di estinzione Il risultato è allarmante: gli attuali tassi di estinzione sono più di cento volte superiori ai periodi in cui la Terra non attraversava una fase di estinzione di massa. Dal 1900, sono scomparsi oltre 400 vertebrati. Una perdita che normalmente si verifica in 10mila anni. Esempi di specie perdute includerebbero il delfino dello Yangtze e il rospo dorato Costa Rica. A seconda del gruppo studiato, i tassi di estinzione sono dalle 10 alle 100 volte superiori al normale. “Genere umano destinato presto a sparire” Di conseguenza si può dire che sta cominciando una sesta fase estinzione di massa. E “se questa fase continuerà al ritmo attuale, ci vorranno molti milioni di anni affinché la vita sulla Terra possa riprendere e il genere umano è destinato a scomparire molto presto”, dicono gli studiosi. “Morti viventi” Secondo il professore di Stanford, Paul Ehrlich: “Il mondo è pieno di specie che sono sostanzialmente morti viventi. Stiamo segando il ramo su cui siamo seduti”. Le cause Tra le cause dell’estinzione, afferma lo studio, ci sono il cambiamento climatico, l’inquinamento e la deforestazione. L’effetto valanga della distruzione degli ecosistemi comporta – ad esempio – che l’impollinazione da parte delle api potrebbe sparire nel giro di tre generazioni.  Le responsabilità degli umani In passato le estinzioni sono state spesso provocate da catastrofi naturari: enormi esplosioni vulcaniche  che hanno soffocato l’atmosfera e avvelenato i mari o l’ impatto degli asteroidi. Al momento invece le estinzioni sono causate dalle azioni di una sola singola specie, l’Homo sapiens che è diventata predatrice degli oceani e sfruttatrice della terra. Terreni iper fertilizzati Come spiega su The Guardian il professore di palaeobiologia alla Leicester University,  Jan Zalasiewizc, la produttività degli umani si traduce in grandi aree di terreno, “iper-fecondate” anche grazie al processo Haber-Bosch” ( il metodo che permette la sintesi industriale su larga scala dell’ammoniaca, principale elemento dei fertilizzanti chimici). Le colture super-alimentate sono altamente efficienti per alcuni organismi, ma sono anche alla base delle cause dell’estinzione di massa in corso di altri. Fame di energia Inoltre gli esseri umani, che ora costituiscono un terzo dei vertebrati terrestri, allevano gli animali che mangiano, spingendo quelli selvatici verso il rischio di estinzione. E ancora, l’homo sapiens ha una continua ‘fame di energia’ e per ottenerne il più possibile per le sue macchine sfrutta le risorse del pianeta. La speranza Nonostante tutto, sostengono gli scienziati, evitare una estinzione di massa è ancora possibile, ma non abbiamo molto tempo.

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