La scienza dei sogni premonitori è possibile

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Ogni giorno, a qualunque latitudine, chi lavora in ufficio si trova intrappolato in conversazioni sui sogni “incredibilmente accurati” e “veramente paranormali” dei suoi colleghi. Ascoltare storie che riguardano i sogni di altre persone in genere è una noia. Eppure, la maggior parte di noi è incuriosita all’idea che i sogni possano predire il futuro.

Il concetto di sogni preveggenti—con riferimenti ad avvenimenti che non si sono ancora verificati, ma che si verificheranno—viola la nostra comprensione elementare di tempo e relatività. Se il tempo è lineare e se impariamo, vediamo e sentiamo attraverso l’esperienza, allora i sogni preveggenti non possono essere ammessi. Tuttavia, diamo generalmente grande importanza ai nostri sogni e spesso ne consideriamo il contenuto e il significato più credibili di quelli di analoghi “pensieri diurni”. Questo discorso vale anche per i sogni preveggenti e potrebbe spiegare perché l’esperienza del déjà vu ci procura quella strana sensazione di eccitazione e tensione, perché la serie tv “Medium” è arrivata alla settima stagione e perché milioni di persone danno retta ai sogni preveggenti o divini di Salomone, Giuseppe e Maometto.

Ma è realmente possibile sognare con esattezza il futuro?

L’ho chiesto a Stanley Krippner, docente di psicologia alla Saybrook University. La sperimentazione del dottor Krippner nel campo della parapsicologia, dei sogni preveggenti e dello sciamanismo dura da più di 40 anni. Anche i componenti deiGrateful Dead sono stati coinvolti nelle sue ricerche. Krippner crede che le persone siano in grado di fare sogni preveggenti e sostiene che i suoi studi confermino quest’idea.

Mi ha illustrato uno dei suoi più importanti studi di laboratorio sul sogno preveggente, legato all’osservazione e alla documentazione dell’attività onirica di una persona. Un ruolo fondamentale è svolto dai collaboratori di Krippner, che svegliano più volte durante la notte il sognatore e prendono nota dei suoi sogni. Lo scopo è verificare se il contenuto onirico corrisponde alla realtà vissuta successivamente. Per questo motivo, nei giorni seguenti, gli stessi collaboratori scelgono a caso una situazione tra una serie di opzioni prestabilite e sottopongono il sognatore a questa situazione. A detta di Krippner non c’è modo per i partecipanti di sapere quale esperienza potrebbero vivere prima che venga selezionata.

Krippner ha fatto l’esempio di un uomo che una notte sogna continuamente uccelli: uccelli nell’aria, uccelli in una palude, uccelli che volano in cielo, uccelli dovunque. La mattina seguente, il sognatore viene sottoposto a una delle “esperienze” selezionate casualmente. “L’uomo doveva stare seduto con le cuffie alle orecchie”, ha detto il dottor Krippner. “E cosa viene riprodotto? Richiami di uccelli. È stato riprodotto anche un video. Di cosa? Immagini di uccelli”.

“Revoar.” Immagine: jeronimo sanz/Flickr

Alla fine dell’esperimento, che dura otto notti, vengono chiamati esaminatori esterni per valutare i sogni dei partecipanti a confronto con le esperienze a cui sono sottoposti e determinare se i sogni corrispondono all’esperienza del giorno successivo. Corrispondenza che—sostiene Krippner—viene riscontrata dagli esaminatori nella maggior parte dei casi. Almeno un sogno per ogni partecipante sembrerebbe essere preveggente.

“Se parlassimo di qualsiasi altro fenomeno, si direbbe che ci sono rilevanti evidenze empiriche”, afferma Patrick McNamara, professore associato di neurologia alla Boston University School of Medicine e docente di psicologia alla Northcentral University, in riferimento ai risultati degli esperimenti di Krippner. “Ma, visto che non c’è una spiegazione fisica per questo tipo di fenomeni, gli scienziati continuano a dire, ‘Non c’è una spiegazione esaustiva. Per questo motivo diffidiamo di questi esperimenti’.”

Lo scetticismo nel campo dei sogni preveggenti è così forte che Krippner ha perfino chiesto ad alcuni illusionisti di controllare il suo laboratorio e verificare eventuali falsificazioni negli esperimenti.

Ammettiamo per un attimo che i sogni preveggenti accadano; qual è la spiegazione? La risposta, in parole povere, è: nessuno lo sa.

“Gli eventi quantistici accadono secondo una scala temporale differente da quella che la maggior parte delle persone vive ed esperisce in Occidente”

Quello che sappiamo è che l’inconscio è in grado di far emergere ciò che è sepolto nel profondo della nostra mente durante la fase REM del sonno. Nel 1900 Sigmund Freudsosteneva che le persone accordano più fiducia a ciò che accade nei sogni, perché i pensieri inconsci sono apparentemente immuni dalle influenze della realtà esterna. Da allora, gli studi del sonno hanno fatto eco a quell’idea, dimostrando che durante la fase REM il cervello è libero dalle catene della coscienza e può abbandonarsi a un libero flusso di idee. Una mente in fase REM può produrre idee geniali e metterci nelle condizioni di risolvere i dilemmi quotidiani e di portare alla luce scoperte straordinarie, come nel caso delle rivelazioni di Einstein sulla teoria della relatività.

Questo ci porta a una teoria esplicativa dei sogni preveggenti. Forse, durante la fase REM il cervello è in grado anche di identificare e processare alcuni tipi di “segnali” che noi non riconosciamo coscientemente. E questi segnali contribuiscono a formare la nostra comprensione e consapevolezza del futuro. Se ci si chiede da dove arrivino questi segnali, la risposta potrebbe essere data dalla correlazione quantistica, ossia l’idea che due particelle distinte o due distinti momenti temporali possano interagire come se fossero connessi l’uno all’altro, a dispetto della loro separazione spaziale.

Krippner ha approfondito l’argomento del potenziale esplicativo della fisica quantistica in relazione ai sogni preveggenti. “Gli eventi quantistici accadono secondo una scala temporale differente da quella che la maggior parte delle persone vive ed esperisce in Occidente”, spiega. “La nostra comprensione del tempo è legata alla triade passato, presente e futuro. Ma la concezione del tempo nella fisica quantistica diverge da quella tradizionale”. Krippner afferma che gli stessi concetti sono presenti in molte culture indigene da lui studiate come parte della sua ricerca su sogni preveggenti e sciamanismo.

“Molti indigeni concepiscono il tempo in maniera circolare, come una spirale”, dice Krippner. “Gli indigeni nord americani parlano, per esempio, di ‘corpo esteso’: l’essere umano è più dei centimetri della propria pelle. Il ‘corpo esteso’ di un individuo coinvolge altri individui e altre parti della natura. Tutto accade simultaneamente. Per loro è naturale che si possa sognare il futuro”.

A quanto pare, la convinzione della non linearità del tempo rende le persone nelle società indigene più ricettive ai sogni preveggenti. Krippner ha constatato che i sogni preveggenti sono più comuni e valutati con maggiore attenzione nelle culture indigene rispetto a quelle eurocentriche.

A detta di McNamara, ci sono altri esempi che suggeriscono l’esistenza di un legame tra la dimensione onirica e il paranormale.

“Ascensão.” Immagine: jeronimo sanz/Flickr

“Prendiamo i sogni dei gemelli”, dice. “Abbiamo casi ben documentati in cui un gemello sogna che qualcosa sta per accadere all’altro gemello. E così effettivamente avviene. Allo stesso modo, ci sono numerose testimonianze di gemelli che fanno sogni molto simili, che sanno che fanno sogni simili e che sono capaci di completare il sogno dell’altra persona”.

“Il fatto che questi sogni capitino tra parenti o tra persone con profondi legami emozionali dà più valore al tutto. In questi casi ci troviamo di fronte a qualche processo cognitivo o biologico che è attualmente sconosciuto e inesplorato dalla scienza”, aggiunge.

Ma ci sono alcune teorie abbastanza plausibili che tendono a smontare il concetto di sogni preveggenti. Secondo Robert Todd Carroll, scrittore e accademico che studia la psicologia delle credenze, l’influenza del subconscio ha un ruolo preponderante nei sogni che sembrano preveggenti.

Consideriamo l’esempio di uno dei più famosi sogni preveggenti della storia, che vide protagonista nel 1865 l’allora presidente degli Stati Uniti Abraham Lincoln: nel sogno, Lincoln attraversa la Casa Bianca e sente singhiozzi e pianti. Raggiunge l’ala est e vede una bara sorvegliata da soldati. Gli viene detto che il presidente è stato assassinato. Nei giorni successivi Lincoln raccontò il sogno alla moglie e ad alcuni amici stretti. 13 giorni dopo, Lincoln fu ucciso.

“Può darsi che tutti questi studi sui sogni preveggenti siano in anticipo rispetto ai tempi”

Nel caso di Lincoln possiamo intuire un’attività del subconscio: innanzitutto, in qualità di presidente durante la guerra civile, Lincoln era probabilmente preoccupato per la sua incolumità. Inoltre, era scampato a un tentativo di omicidio meno di un anno prima.

Carroll indica nella probabilità e nella coincidenza due ulteriori chiavi di lettura per spiegare sogni che sembrano preveggenti: “Ci sono miliardi di sogni ogni notte su questo pianeta e sarebbe alquanto strano se nessuno di essi corrispondesse in modo più o meno preciso a eventi passati, presenti o futuri”.

Al di là della saggezza indigena e delle ragioni psicologiche, la ricerca di un’interpretazione scientifica dei sogni preveggenti continua. Nonostante la nostra curiosità per i sogni, questo tipo di studi non è stato una priorità nella scienza moderna. Le cose stanno cambiando, però, grazie all’avvento delle tecnologie di neuro imaging che permettono agli scienziati di osservare il cervello mentre sogna. Anche alcune tecnologie più accessibili contribuiscono, come la app Dream:ON, che offre agli scienziati un database di sogni inter-culturale.

Krippner, che ha viaggiato e trascorso anni e anni con popolazioni indigene in Asia, Africa, Nord America, Sud America e Australia per i suoi studi, è ottimista riguardo al futuro delle ricerche sui sogni preveggenti.

“Ci sono anomalie che non possiamo spiegare secondo il sistema di riferimento occidentale”, mi dice. “Può darsi che tutti questi studi sui sogni preveggenti siano in anticipo rispetto ai tempi. Chissà, forse dobbiamo attendere 50-100 anni prima di comprenderli”.

Krippner pensa che le risposte sul futuro possano essere nel passato: “Credo che le scoperte nel campo dei sogni preveggenti seguiranno il solco tracciato dalle popolazioni indigene con la loro concezione del tempo”.

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