La Cina iscrive in lista nera debitori la Tesla cinese

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Il fondatore di LeEco rifiuta di rientrare in Cina e raccoglie fondi per un’auto elettrica. Jia Yueting, co-fondatore e CEO di Le Holdings Co, è stato richiamato in patria per risolvere i problemi causati dai debiti accumulati dalla sua compagnia.

LeEco è uno dei più importanti colossi cinesi, attivo non solamente nel settore degli smartphone, delle TV (prima era conosciuta come LeTV) e dell’entertainment, ma anche nello sviluppo e nella produzione di veicoli elettrici al punto da essere considerata come “la Tesla cinese”. Qualche anno fa, infatti, presentava in pompa magna, seppure in forma di concept, LeSEE, un veicolo a guida autonoma completamente elettrico. Intrattiene, inoltre, rapporti commerciali e di partnership tecnologica con Faraday Future e Aston Martin.

La compagnia, che ha sede a Pechino, è stata fondata nel 2011 da Jia Yueting, un visionario imprenditore che ha il pallino delle auto elettriche (vi ricorda per caso qualcun altro?). La filiale di Pechino della China Securities Regulatory Commission (CSRC) la scorsa settimana ha emesso un avviso nei confronti di Jia Yueting ordinando al CEO di LeEco di rientrare immediatamente in patria allo scopo di porre rimedio alla crescente mole di debiti che la compagnia ha accumulato negli ultimi anni e rispondere ai dubbi degli investitori.

Faraday Future FF91

“Sono profondamente dispiaciuto e mi assumo tutte le responsabilità della crisi di debiti di LeEco”, ha scritto Jia Yueting in una dichiarazione veicolata tramite il suo account ufficiale di WeChat. “La raccolta di fondi di Faraday Future negli Stati Uniti sta facendo progressi significativi e ci sono delle attività che mi tengono impegnato qui al fine di garantire che le consegne della FF91 siano puntuali”.

Svelata al CES dello scorso anno, la Faraday Future FF91 è un’auto sportiva completamente elettrica sovvenzionata con i capitali cinesi di LeEco. Ma adesso da più parti emerge il sospetto che LeEco si sia spinta troppo oltre, soprattutto dopo aver ritirato il sostegno alla britannica Aston Martin per un altro progetto nel campo EV conosciuto come RapidE.

LeEco, infatti, ha iniziato a faticare a onorare i suoi debiti dopo una rapida espansione in più settori a cui è seguita una crisi in termini di liquidità di cassa che ha portato a un collasso del valore delle azioni e a più di un default. All’apice della crisi LeEco ha dovuto riconoscere ai suoi creditori 10 miliardi di yuan (circa un miliardo e mezzo di euro).

Nei mesi scorsi Jia Yueting ha cercato di affrontare la crisi economica adottando misure come il taglio di parte del personale o la vendita di asset di proprietà dell’azienda. Pare abbia chiesto al fratello e alla moglie di curare queste operazioni in Cina, mentre lui portava avanti i suoi progetti negli Stati Uniti. Sostiene, inoltre, che il ritardo con cui è avvenuto un importante pagamento nella scorsa estate è il principale responsabile del congelamento di parte dei beni dell’azienda.

Le autorità cinesi, però, hanno inserito Jia Yueting nella lista nera ufficiale dei debitori morosi: si tratta di una procedura dei tribunali cinesi volta a fare pressione ai debitori circa l’urgenza al rientrare dai loro debiti.

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