Il sistema TRAPPIST-1 fotografato da Kepler

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La prima vera foto del sistema TRAPPIST-1 Le immagini catturate dal telescopio Kepler. Rifatevi gli occhi, questa è la prima vera foto, ripresa dal telescopio spaziale Kepler, del sistema TRAPPIST-1, la stella e i suoi 7 pianeti che si trovano a 40 anni luce da noi e di cui si è tanto parlato nei giorni della sua scoperta. Delusi? Effettivamente non si vede molto. Questi pochi pixel rappresentano la luce emessa in circa un’ora dalla nana bruna; sono 11 x 11 pixel in tutto e sono stati ripresi il 22 febbraio. Se però considerate che provengono da una stella molto flebile che si trova a 378.400 miliardi di km di distanza, il risultato è notevole.

Sebbene non si riesca a distinguere granché dalla immagine qui sopra e dall’animazione qui sotto (che è composta dalle 60 misurazioni migliori del telescopio spaziale), questi dati sono importanti e di solito vengono utilizzati dagli astronomi per capire se attorno a una stella ci sono dei pianeti.

Clicca sull’immagine per far partire l’animazione. | NASA AMES/G. BARENTSEN

Le immagini del sistema TRAPPIST-1 sono ancora grezze e fanno parte del set di osservazioni che Kepler ha effettuato per 74 giorni, dal 15 dicembre 2016 al 3 marzo scorso.

Trappist-1 è un astro di classe M che ha circa un decimo della massa del Sole e un millesimo della sua brillantezza. La sua massa ridotta permette ai suoi pianeti di orbitargli molto vicini, pur rimanendo nella fascia di abitabilità.

Grazie alla collaborazione di vari telescopi terrestri e spaziali è stato possibile esplorare il suo sistema solare e sono stati scoperti ben 7 esopianeti rocciosi, simili alla Terra, e almeno tre di essi potrebbero avere un’atmosfera e acqua liquida in superficie. Condizioni indispensabili per sostenere lo sviluppo della vita.

COSA VEDREMO NEL FUTURO. Il James Webb Telescope, che sarà lanciato nel 2018, sarà abbastanza sensibile da misurare la chimica dell’atmosfera di questi pianeti: trovarvi tracce di ozono, ossigeno, metano, vorrà dire avere segni più concreti dell’eventuale presenza di vita. Occorrerà soprattutto cercare tracce di vapore d’acqua. I prossimi 10 anni saranno fondamentali per la scoperta di altre forme di vita in mondi relativamente vicini.

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