Gestione dei Database

Gestione dei database
Vari modelli per la gestione dei databse, dal modello gerarchico a quello relazionale, analizzandoli dai loro punti di vista.
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Nati come strumenti di lavoro per i grandi elaboratori elettronici, capaci di trattare ingenti quantitativi di informazioni e dati utilizzabili simultaneamente da diversi utenti e per svariate applicazioni.


Immaginiamo un impresa che abbia tutti i suoi contenuti in un grande data base. Ciascun settore si servirà dei sottoinsiemi di informazioni, a seconda delle proprie necessità operative: l’ufficio contabilità utilizzerà i dati totali di entrate e uscite; quello del personale, parte delle uscite insieme ai dati del personale per la gestione delle buste paga. Con il passare degli anni è diventato pertanto fondamentale poter accedere facilmente a insiemi di informazioni sempre più collegati gli uni dagli altri, è ciò ha portato alla comparsa di modelli differenti di strutturazione dei dati nei data base; tra questi, i più importanti sono rappresentati dal modello gerarchico, il modello in rete ed il modello relazionale. Stiamoli a vedere, nello specifico:

MODELLO GERARCHICO

In questo modello, il primo essere sviluppato, i dati sono rappresentati fondamentalmente da strutture ad albero la cui forma varia a seconda degli obiettivi e delle necessità di lavoro. Il modello gerarchico presenta numerose difficoltà, quali:

INSERIMENTO: non possiamo inserire nuovi record, se questi non contengono un record radice;

CANCELLAZIONE: alcune delle limitazioni nella soppressione dei dati corrispondono a quelle relative all’inserimento; la cancellazione di un record radice, per esempio, comporta la scomparsa di quelli inferiori.

AGGIORNAMENTO: per aggiornare l’indirizzo di un negozio, per esempio, nel caso di un trasferimento, dovremmo cambiare il dato no dei punti in cui il record stesso appare in tutto il data base; ciò presupporrebbe una grande ridondanza informazioni nei grossi data base.

IL MODELLO IN RETE

In questo caso avremmo una combinazione di record uniti tra loro, ma con una particolarità che supererebbe i limiti del modello precedente: un record può avere un illimitato numero di record immediatamente superiori; ciò consentiva di stabilire relazioni fra i record in modo sempre più diretto e flessibile. La chiave della progettazione dei modelli in rete, consiste nell’introduzione di record connettori.

INSERIMENTO: i record in questo modello sono estrapolati dal contesto, di modo che possiamo inserire un record di un nuovo negozio per il quale non esista una corrispondenza di prodotto; nella sua rappresentazione grafica sarebbe una casella con una catena che semplicemente esce e rientra in se stessa.

CANCELLAZIONE: per eliminare la relazione si stacca il connettore che li univa, e si ricomincia la catena. AGGIORNAMENTO: anche in questo modello si evita il pericolo di inconsistenza in caso di aggiornamento, perché i record non sono ripetuti in alcun caso.

IL MODELLO RELAZIONALE

Visto queste limitazioni, era diventato sempre più evidente che ciò di cui avevano bisogno gli utenti era una struttura di dati quanto più modulare e agibile possibile, in cui idealmente tutti i dati fossero potenzialmente in rapporto con tutti gli altri. E’ stato in questo contesto che è sorto il modello relazionale, il più usato. Di fatto nel campo del computer, la progettazione dei data base si è adeguata rapidamente a questo modello, dato che un utente qualsiasi di un PC non può contare sulla presenza al suo fianco dei gestori di un data base, tecnici specializzati che lavorano nel centro di elaborazione dati di una società per definire strutture complesse e operare con grandi data base. La filosofi dei data base relazionali, consiste nel ridurre la struttura dei dati, fino a livelli molto semplici. La semplicità di questo genere di struttura, riduce gli sforzi per le interrogazioni e per la programmazione delle applicazioni, che come abbiamo visto, sono due criteri fondamentali di un data base.

INSERIMENTO: il record viene aggiunto alla tabella corrispondente.

CANCELLAZIONE: per eliminare una relazione si sopprime dalla tabella corrispondente il record che la determina. AGGIORNAMENTO: accediamo alla tabella in cui si trovano i dati che vogliamo modificare, e cosi li cambiamo .

Il modello relazionale fu concepito nel 1970 da Ted Codd, che era un ricercatore della IBM; questo modello è riuscito ad affermarsi modificando il mercato stesso dei data base, dominato dai modelli gerarchici e in rete. Codd è considerato il padre dei data base relazionali, per aver pubblicato una serie di 12 regole che questo tipo deve soddisfare per essere riconosciuto come relazionale.

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