Conosci bene la tua menopausa? Alcuni consigli…

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Le 6 cose che (forse) non sai sulla menopausa. È una fase critica della vita di una donna, da sempre, eppure presenta ancora tante incognite per scienza e medicina. La definizione medica di menopausa è (almeno quella) abbastanza chiara: la fase biologica nella vita di una donna caratterizzata dalla fine delle mestruazioni a causa della riduzione della funzionalità delle ovaie.

Per convenzione, la menopausa viene dichiarata dopo almeno dodici mesi di scomparsa del ciclo. Si verifica, come si afferma in un recente studio apparso su Nature, “per un complesso e ancora in gran parte sconosciuto insieme di fattori genetici, ormonali e ambientali“. Facciamo il punto sul poco che sappiamo, iniziando da una curiosità.

1. C’È SOLO DALL’800… La parola, non la menopausa: il termine ménopause appare la prima volta nel 1821, coniato dal medico francese Charles Pierre Louis de Gardenne, che lo inserì nel titolo del suo libro: “Della menopausa, o dell’età critica delle donne”.

2. È UNA RARITÀ (IN NATURA). Con l’avvicinarsi della menopausa le ovaie iniziano a secernere meno estrogeni, l’ovulazione diventa più rara e la riproduzione difficile, finché cessa del tutto.

Questo fenomeno quasi non si trova in natura: le femmine della specie umana la condividono con solo altre due specie: l’orca e il globicefalo (noto anche come balena pilota). Le femmine di questi mammiferi, come quelle della specie umana, vivono a lungo dopo la fine dell’età riproduttiva e contribuiscono alla cura della discendenza. I biologi evoluzionisti hanno avanzato l’ipotesi della nonna per spiegare quale vantaggio evolutivo possa spiegare la stranezza della menopausa: il fatto che le femmine vivano ben oltre l’età in cui sono capaci di riprodursi costituirebbe un beneficio per figli e nipoti. C’è però anche chi sostiene che sia colpa dei maschi

3. AMPIA VARIABILITÀ. L’età in cui compare è assai variabile. Il range considerato normale va dai 45 ai 55 anni: negli studi più recenti l’età media è risultata 48,8 anni (50,5 in Europa, 47,2 in America Latina, 51,3 in Australia). Viene invece considerata menopausa precoce quella cui vanno incontro le donne prima dei quarant’anni.

Di solito è preceduta da un periodo, che può durare da pochi mesi a diversi anni (4 in media), in cui gli ormoni riproduttivi, estrogeno e progesterone, cominciano a calare, e il ciclo mestruale diventa imprevedibile. Le mestruazioni possono “saltare”, oppure presentarsi ravvicinate; il ciclo essere molto leggero oppure più abbondante del solito. Questo è il periodo della perimenopausa: alcune donne, a causa dell’alterazione dei livelli ormonali, possono già presentare in questa fase alcuni dei sintomi considerati più tipici, come le vampate di calore, sbalzi d’umore, aumento di peso… Ma non è detto: da persona a persona può cambiare tutto.

4. PREVISIONI DIFFICILI. Non ci sono test diagnostici che possano stabilire con certezza lo stato di menopausa. L’analisi del sangue che misura i valori di un ormone chiamato FSH (ormone follicolo stimolante), presente a livelli più elevati con l’avvicinarsi del periodo non più fertile, può dare indicazioni. Ma i valori di questo ormone tendono a fluttuare molto.

Può aiutare il fatto che ci sia anche una componente ereditaria, sia per la menopausa precoce sia per quella tardiva (oltre i 55 anni): se la madre è andata molto presto o tardi in menopausa, è più probabile che lo stesso capiti alla figlia.

5. NATURA & CULTURA. Gli estrogeni sono coinvolti in molte funzioni fisiologiche, e molti tipi di cellule e tessuti presentano i recettori per gli estrogeni. Per questo i sintomi possono essere molto diversi e colpire quasi tutti gli apparati dell’organismo: il più famigerato sono le vampate di calore (un sintomo vasomotorio), sperimentato da un’alta percentuale di donne. Poi ci sono i cambiamenti d’umore, i disturbi del sonnocalo del desiderioaumento di peso. Più avanti, possono manifestarsi osteoporosi e perdita di elasticità della pelle.

Per alcune donne l’insieme dei sintomi può essere debilitante e difficile da sopportare; per altre non particolarmente fastidioso. Le reazioni e l’impatto sulla vita sembrano variare di molto anche a seconda del paese e della cultura. In Gran Bretagna 6 donne su 10 dicono di sperimentare le vampate di calore, in Giappone 1 su 10: non le hanno o non ne parlano?

6. ORMONI SOSTITUTIVI. Fino a una quindicina di anni fa, la somministrazione di ormoni (estrogeni, progesterone o una loro combinazione) per ovviare ai disturbi della menopausa e come forma di prevenzione di possibili effetti sulla salute, in particolare dei rischi per il cuore, era diventata quasi di routine. Poi i risultati di un importante studio (Women’s Health Initiative) fecero suonare un campanello d’allarme: la terapia ormonale sostitutiva non solo non preveniva le malattie cardiovascolari nelle donne in menopausa, ma anzi ne aumentava il rischio, oltre a aumentare quello di tumore al seno e all’ovaio.

Studi più recenti hanno ridimensionato l’allarme, ma tra i medici, oggi, l’opinione prevalente è che la terapia ormonale sia indicata soprattutto per le donne che hanno disturbi che influiscono molto sulla qualità della vita, all’inizio della menopausa, e quando non ci sono particolari fattori di rischio oncologici. Non viene più consigliata come terapia preventiva di lunga durata.

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