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Per il 2025 l’accensione della prima centrale termonucleare

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Installato il primo componente di ITER, il reattore a fusione nucleare più grande del mondo. Con l’installazione della base del gigantesco criostato, è ufficialmente iniziato l’assemblaggio di ITER, il reattore a fusione nucleare sperimentale frutto della collaborazione di 35 paesi. Produrrà 10 volte l’energia consumata in ingresso. Accensione prevista nel 2025.

Il progetto ITER, l’International Thermonuclear Experimental Reactor, ha annunciato il raggiungimento di un’importante pietra miliare: l’installazione del primo componente del reattore nucleare a fusione, la base del criostato. Stiamo parlando di un cilindro d’acciaio da 1250 tonnellate di peso, con diametro di 30 metri e altezza di 30 metri. Il blocco è stato spostato da un gigantesco carroponte che l’ha trasportato per 110 metri prima di calarlo in posizione nello stabilimento di Cadarache nel sud-est della Francia.

Con l’installazione della base del criostato è ufficialmente iniziato l’assemblaggio del reattore Tokamak più grande del mondo, frutto della collaborazione internazionale di 35 paesi, che secondo la tabella di marcia del progetto dovrebbe venire acceso nel corso del 2025, per arrivare alla produzione del primo plasma entro la fine di quell’anno. Da quel momento ci vorranno altri 10 anni per riscaldare il plasma confinato da campi magnetici e vedere nel 2035 le prime reazioni di fusione nucleare tra gli isotopi di idrogeno deuterio e trizio. ITER è progettato per essere il primo reattore a fusione in grado di avere un bilancio energetico positivo: a regime produrrà 500 Megawatt di energia a fronte di 50 Megawatt in ingresso, con la capacità di auto sostenere le reazioni di fusione. ITER non produrrà energia elettrica, ma getterà le basi per sviluppare le tecnologie necessarie alla realizzazione di reattori commerciali.

Il criostato è uno dei componenti più importanti dell’intero progetto, una gigantesca gabbia in acciaio in cui risiederanno la camera a vuoto, in cui avverrà la fusione, e il sistema di magneti a superconduttori necessari per il confinamento del plasma, che dovranno lavorare a una temperatura di appena 4°K (-269,15 gradi centigradi). La produzione della sola base del criostato ha richiesto 10 anni di lavoro.

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