Molte centrali elettriche a carbone sono ancora molto inquinanti

Amicizia ed Incontri in Web Cam

Molte centrali elettriche a carbone sono ancora molto inquinanti
Molte centrali elettriche a carbone sono ancora molto inquinanti
Condividi l'Articolo
RSS
Facebook
Facebook
Twitter
Visit Us

Inquinamento: gli effetti sulla salute di 8.000 centrali a carbone nel mondo. Tra carbone di bassa qualità e impianti vecchi, molte centrali elettriche dei Paesi a più alto tasso di sviluppo dovrebbero essere chiuse subito. Ma come farebbero poi i Paesi ricchi ad avere gadget per tutti?

Le centrali elettriche a carbone influiscono (negativamente) sull’ambiente e sulla salute con molto più della “semplice” anidride carbonica: bruciando, il carbone rilascia altri gas a effetto serra, particolato (come quelle particelle finissime che chiamiamo “fuliggine”), anidride solforosa, un nutrito catalogo di ossidi

Per capire dove sia più urgente un’azione di contenimento degli inquinanti, il gruppo di ricerca coordinato da Stefanie Hellweg (Istituto di ingegneria ambientale di Zurigo, Svizzera) ha realizzato un modello di calcolo molto sofisticato per stimare gli effetti collaterali indesiderati prodotti dal carbone per ciascuna delle 7.861 centrali elettriche a carbone operative nel mondo.

Neve nera (di carbone) in Siberia. | Vesti-KUzbass TV
Neve nera (di carbone) in Siberia. | Vesti-KUzbass TV

Panorama variegato. Lo studio, pubblicato su Nature Sustainability, mette in evidenza che Cina e Stati Uniti sono i due maggiori produttori di energia da carbone, e che le centrali elettriche in India producono il più alto tasso di inquinamento al mondo. Gli impianti dell’Europa centrale, degli Usa e della Cina sono (quasi) tutti relativamente moderni, mentre quelli di Russia, est europeo e India sono vecchi e inefficienti.

Le centrali più inquinanti probabilmente bruciano anche (o solo) carbone di bassa qualità e sono inadeguate sotto il profilo del trattamento dei fumi.

Per Christopher Oberschelp, uno dei ricercatori, «oltre la metà degli effetti sulla salute può essere ricondotta a un decimo delle centrali elettriche, che dovrebbero essere aggiornate o fermate il prima possibile».

Veleni di cattiva qualità. Il quadro globale della produzione di energia dal carbone mostra che, a livello globale, il divario tra regioni privilegiate e regioni svantaggiate si sta allargando.

La mappa del diossido d’azoto nei cieli in Europa

Tra i Paesi ricchi, dove è maggiore la sensibilità ambientale si sono fatte scelte più oculate sul fronte del carbone usando combustibile di alta qualità, con un alto potere calorifico (che a parità di massa produce più energia) e buone tecnologie di trattamento e abbattimento dei fumi. Per contro, i Paesi meno sviluppati (o meno sensibili), e che spesso sono grandi esportatori di carbone (come l’Indonesia, la Colombia, il Sudafrica), usano o trattengono per l’industria nazionale carbone di bassa qualità, che bruciano in centrali obsolete e inadeguate nel trattamento dei fumi e nel sequestro dell’anidride solforosa. Tuttavia, questo quadro non risparmia né assolve l’Occidente sensibile.

Infografica: elaborazione di Greenpeace (In Europa il carbone fa due morti all'ora) su dati di uno studio del 2013 dell'Università di Stoccarda (clicca per la versione ad alta risoluzione). | Elab. Greenpeace
Infografica: elaborazione di Greenpeace (In Europa il carbone fa due morti all’ora) su dati di uno studio del 2013 dell’Università di Stoccarda (clicca per la versione ad alta risoluzione). | Elab. Greenpeace

«In Europa contribuiamo di meno all’inquinamento diretto, ma la maggior parte delle emissioni inquinanti e dei danni alla salute si verifica soprattutto in Asia, dove l’energia elettrica da carbone è usata per produrre buona parte dei nostri prodotti di consumo», afferma Christopher Oberschelp.

Il potere del carbone. Le risorse globali di carbone sembrano molto abbondanti e probabilmente dureranno per diverse centinaia di anni, quindi le emissioni nocive dovrebbero essere limitate per decisione politica.

«È importante, in particolare, abbandonare subito il carbone ad alto contenuto di mercurio e di zolfo, e chiudere le centrali più inquinanti», afferma Oberschelp. Ridurre gli effetti negativi sulla salute dovrebbe essere una priorità globale, «ma il processo di industrializzazione spinta, in atto specialmente in Cina e in India, rischia di aggravare la situazione. Il gas naturale dovrebbe progressivamente sostituire il cabone, e a lungo termine dovremmo puntare verso fonti energetiche rinnovabili.»

Non c’è alternativa, per interrompere il trend in crescita dei morti perché respirano…

Condividi l'Articolo
RSS
Facebook
Facebook
Twitter
Visit Us

Ricerca in Scienza @ Magia

Generic selectors
Exact matches only
Search in title
Search in content
Search in posts
Search in pages
Inviami gli Articoli in Email:

Be the first to comment

Leave a Reply

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*


Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.