Le plastiche nel mediterraneo mettono a rischio la pesca

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Ispra: “Nelle reti dei pescatori più rifiuti che pesci”. Nel mar Adriatico raccolte 194 tonnellate in 6 anni da 224 barche.

Nelle reti dei pescatori si trovano “più scarti che pesci”: sono state infatti raccolte nell’Adriatico 194 tonnellate di rifiuti in 6 anni. Lo afferma l’Ispra (l’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale) in base ai risultati di un monitoraggio sulla spazzatura marina. Sul tema è in discussione alla Camera, il così detto ddl Salvamare, che in sostanza consente ai pescatori di portare a terra i rifiuti tirati su nel corso della loro normale attività.

Tra i pescatori di San Benedetto: "Siamo noi gli unici spazzini del mare"E’ stata “fondamentale la collaborazione dei pescatori nel monitoraggio dei fondali marini condotta in Adriatico dal 2013 al 2019 – viene spiegato – sono state rinvenute nelle reti di 224 pescherecci coinvolti, in due progetti di ricerca europei Defishgear e Mlrepair, 194 tonnellate i rifiuti incastrati”.

E – avverte l’Ispra – “la situazione non migliora salendo in superficie: le quantità di macroplastiche rinvenute raggiungono una densità media che oscilla tra i 2 e i 5 oggetti flottanti per kmq, mentre la densità media delle microplastiche, ossia le particelle più piccole, è compresa tra 93mila e le 204mila microparticelle per kmq”.  Non va meglio “lungo le spiagge: i litorali nazionali ospitano dai 500 ai 1000 rifiuti ogni 100 metri di spiaggia”.

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