I mari Italiani sono sempre più inquinati

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Goletta verde: inquinata metà delle spiagge italiane sottoposte al test. “Il 48% dei campioni prelevati dai nostri mari risulta fuori legge, peggiorata dell’8 % rispetto al 2017. I risultati negativi dovuti alla cattiva depurazione”. Un punto ogni 59 km.Il nostro mare è sempre più inquinato, nonostante allarmi, denunce, segnalazioni la situazione peggiora di anno in anno. Il 48% dei campioni prelevati dai nostri mari risulta “fortemente inquinato” (39%) e “inquinato” (9%). E’ un bilancio critico, 8 per cento delle acque più inquinate rispetto all’anno scorso racconta il bilancio di Goletta Verde di Legambiente (qui la mappa dei bollini rossi e verdi), rientrata in porto ieri da un viaggio iniziato il 22 giugno dalla Liguria e terminato in Friuli Venezia Giulia.

Il 52% dei 261 punti campionati dai tecnici nelle 15 regioni costiere italiane è risultato entro i limiti di legge. Il 48% dei campioni rappresentano, in pratica, un punto ogni 59 chilometri. I risultati negativi sono sicuramente da attribuire, afferma l’associazione, alla mala depurazione di cui ancora soffrono vaste aree del nostro Paese e per la quale l’Unione europea ci ha presentato un conto salatissimo. Sulla depurazione, l’Italia è oggetto di due condanne e di una terza procedura d’infrazione, che riguardano complessivamente 909 agglomerati urbani, di cui il 25% in Sicilia (231 agglomerati), 143 in Calabria (16%), e 122 in Campania (13%).

Quest’anno, sottolinea Serena Carpentieri, vice direttrice generale di Legambiente, “abbiamo già presentato esposti alle diverse Capitanerie di porto nelle regioni interessate segnalando 45 località fortemente inquinate”. La denuncia dell’associazione fa leva sulla legge 68/2015, che ha inserito i reati ambientali nel codice penale.

L’anno scorso la regione più inquinata di italia era il Lazio. E i litorali di Lazio, Calabria, Campania e Sicilia, dopo 5 anni di segnalazioni non avevano migliorato la loro situazione.

Nelle analisi 2018 foci dei fiumi, dei canali, dei corsi d’acqua e di scarichi sospetti e di altri punti critici rappresentano il 57% dei punti campionati dai tecnici di Goletta Verde e sono i luoghi dove si concentrano le maggiori criticità: su 149 foci monitorate, 106 (il 71%) sono risultate “fortemente inquinate” (il 61%) e “inquinate” (il 10%). Il 43% dei punti campionati sono, invece, spiagge.

Il tutto, segnalano gli esperti, è dovuto al fatto che in gran parte del paese non c’è una rete fognaria perfettamente funzionante.

“La grande opera pubblica di cui non si parla mai nel nostro Paese è il completamento della rete fognaria e di depurazione delle acque reflue – dichiara infatti il direttore generale di Legambiente Giorgio Zampetti – La mala depurazione è, infatti, un’emergenza ambientale che va affrontata con urgenza visto che siamo anche stati condannati a pagare all’Ue una multa da 25 milioni di euro, più 30 milioni ogni sei mesi finché non ci metteremo in regola”.

Su 78 spiagge monitorate sono stati trovati in media 620 rifiuti ogni 100 metri. Nonostante dall’inizio dell’anno a oggi, i volontari di Legambiente hanno pulito almeno 500 spiagge italiane rimuovendo circa 180mila tra tappi e bottiglie, 96mila cotton fioc e circa 52mila tra piatti, bicchieri, posate e cannucce di plastica.

Partiamo dalla depurazione, per la quale l’Italia è oggetto di due condanne e di una terza procedura d’infrazione, che riguardano complessivamente 909 agglomerati urbani, di cui il 25% in Sicilia (231 agglomerati), 143 in Calabria (16%), e 122 in Campania (13%).

La Sicilia è anche in testa per numero di campionamenti risultati oltre i limiti in questa edizione di Goletta: 21 punti ‘fuori legge’ sui 26 campionamenti totali effettuati lungo le coste della regione (17 “fortemente inquinati”, 4 “inquinati”). Seguono la Campania con 20 punti oltre i limiti (19 “fortemente inquinati”) su 31 campionamenti effettuati; il Lazio con 17 punti oltre i limiti sui 24 monitorati (12 sono “fortemente inquinati”), e la Calabria con 15 su 22 (12 “fortemente inquinati”).

Nonostante la cartellonistica informativa sia obbligatoria ormai da anni per i comuni, la carenza di informazione ai cittadini riguarda anche i punti ufficialmente interdetti alla balneazione. I tecnici di Goletta Verde hanno trovato un unico punto con un cartello che segnala la criticità dell’area, sugli 8 punti ufficialmente interdetti alla balneazione che sono coincisi con i luoghi di prelievo.

Negligenze che si traducono in “alta presenza di bagnanti” in 3 degli 8 punti campionati ufficialmente interdetti alla balneazione e “media presenza” in altri 3. Nelle aree balneabili è previsto, inoltre, per legge, un cartello informativo sulla qualità delle acque: su 132 punti campionati da Goletta verde in acque definite “balneabili”, nell’89% dei casi (118 punti) questo cartello non c’era.

“Con la goletta verde 2018, noi chiediamo al ministro di maio di fermare la deriva petrolifera nel mare italiano dicendo stop a tutte le nuove attività di ricerca e alle nuove richieste per estrarre petrolio dal mare italiano”. A dirlo è stato il direttore generale di legambiente, giorgio zampetti, a margine della conferenza di presentazione dei dati di goletta verde 2018. “Negli anni scorsi la croazia e il governo croato- ha spiegato- hanno fermato l’attività di ricerca e di prospezioni di nuove attività di estrazione di idrocarburi nel mare di sua competenza, chiediamo che in Italia venga fatta la stessa cosa”.

Goletta Verde è stata realizzata grazie al sostegno di Conou, Consorzio nazionale per la gestione, raccolta e trattamento degli oli minerali usati, e dei partner Novamont e Ricrea, il Consorzio nazionale per il riciclo e il recupero degli imballaggi in acciaio, con la media partnership di La Nuova Ecologia e rinnovabili.it.

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