Formazione della vita sulla Terra grazie alle meteoriti

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Tutta colpa delle condriti carbonacee che hanno formato la vita sulla Terra. Acqua in abbondanza, sostanze volatili e selenio. Secondo una ricerca guidata da geochimici dell’Università di Tubinga, è solo grazie agli asteroidi provenienti dal Sistema solare esterno, piovuti sul nostro pianeta fra 4.5 e 3.9 miliardi di anni fa, che possiamo dirci “vivi”. La Terra è un minestrone di ingredienti spaziali.

Con le sole sue forze, la Terra, non sarebbe andata molto lontano. Se il pianeta che abitiamo è diventato il luogo adatto allo sviluppo di miliardi di forme di vita che conosciamo oggi, ebbene tutto lo si deve all’acqua, al carbonio e alle sostanze volatili che meteoriti provenienti dalle zone più recondite del Sistema solare hanno trasportato in abbondanza sulla Terra qualche miliardo di anni fa. Questa la tesi sostenuta da María Isabel Varas-Reus, Stephan König, Aierken Yierpan e Ronny Schönberg dell’Università di Tubinga con Jean-Pierre Lorand dell’Università di Nantes, in una ricerca appena pubblicata su Nature Geoscience.

Il gruppo di geochimica isotopica dell’Università di Tubinga in laboratorio. Crediti: Università di Tubinga
Il gruppo di geochimica isotopica dell’Università di Tubinga in laboratorio. Crediti: Università di Tubinga

La misurazione degli isotopi di selenio contenuto nelle rocce che compongono il mantello terrestre, effettuata con un nuovo metodo di analisi sviluppato dal gruppo di geochimica dell’ateneo tedesco, sembra fugare ogni dubbio: coincide con la firma isotopica di alcuni tipi di meteoriti caduti in passato sulla Terra. Il selenio, assieme a grandi quantità di acqua e sostanze vitali, sarebbe letteralmente piovuto sul nostro pianeta, trasformandolo in una culla per la vita.

Perché il selenio sia così importante in questa vicenda è presto detto: a rigor di logica, semplicemente non dovrebbe trovarsi nel mantello terrestre. «Il selenio è attratto dal ferro e, di conseguenza, tutto il minerale presente sul pianeta dovrebbe essere stato inghiottito dal nucleo terrestre durante le prime fasi di formazione della Terra», spiega Varas-Reus. Ma i campioni di rocce del mantello prelevati dal gruppo di ricerca dicono il contrario. «Se il mantello custodisce ancora tracce di selenio, dunque, queste devono essere successive alla formazione del nucleo terrestre e di conseguenza successive alla formazione della Luna», prosegue Varas-Reus. Difficile dire quando, esattamente. Ma diciamo che il selenio sarebbe piovuto sulla Terra fra i 4.5 e i 3.9 miliardi di anni fa.

A lungo si è creduto che i meteoriti che hanno arricchito di sostanze il mantello terrestre provenissero dal Sistema solare interno. La firma isotopica del selenio presente nei campioni di roccia analizzati corrisponde invece alle condriti carbonacee provenienti dall’area di pianeti come Giove, Saturno, Urano e Nettuno. Ben oltre la tradizionale fascia di asteroidi.

Secondo i calcoli riportati nello studio, circa il 60% dell’acqua presente oggi sulla Terra proverrebbe dalla periferia del Sistema solare. Cosa che permetterebbe di spiegare con agio la formazione degli oceani sul nostro pianeta e la conseguente formazione della ricca atmosfera di cui è avvolta la superficie.

Per saperne di più: Leggi l’articolo pubblicato su Nature Geoscience, “Selenium isotopes as tracers of a late volatile contribution to Earth from the outer Solar System”, di María Isabel Varas-Reus, Stephan König, Aierken Yierpan, Jean-Pierre Lorand e Ronny Schoenberg.

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