Cimici asiatiche stanno infestando tutto il nord Italia

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Dopo le cavallette, le cimici asiatiche. Allarme anche nei centri abitati. È un insetto pericoloso per l’agricoltura perché prolifica con il deposito delle uova almeno due volte l’anno e attacca con le punture meli, peri, kiwi, ma anche su peschi, ciliegi, albicocchi e piante da vivai. Il ruolo del caldo improvviso.

Dopo le cavallette nelle campagne di Nuoro in Sardegna, con il caldo improvviso si sta verificando un’invasione di sciami di cimici nel nord Italia. È l’allarme lanciato dalla Coldiretti per l’arrivo in Italia della “cimice marmorata asiatica”. È un insetto pericoloso per l’agricoltura perché prolifica con il deposito delle uova almeno due volte l’anno e attacca con le punture meli, peri, kiwi, ma anche su peschi, ciliegi, albicocchi e piante da vivai con danni che possono arrivare fino al 40% dei raccolti nei terreni colpiti.

 Wikimedia -Halyomorpha halys o Cimice Asiatica
Wikimedia -Halyomorpha halys o Cimice Asiatica

La cimice arriva fino ai centri abitati e costringe i cittadini a barricarsi in casa con porte e finestre chiuse. La situazione – sottolinea la Coldiretti – è difficile in tutto il Nord dal Friuli al Veneto, dalla Lombardia all’ Emilia Romagna fino in Piemonte. La diffusione improvvisa di questi insetti che non hanno nemici naturali – spiega la Coldiretti – è stata favorita dalle alte temperature.

La lotta in campagna per ora può avvenire solo attraverso protezioni fisiche come le reti a difesa delle colture. Per contrastare la proliferazione dell’insetto, secondo la Coldiretti, è importante proseguire speditamente con la ricerca per interventi a basso impatto ambientale, attività già avviata con importanti centri universitari.

La Commissione Agricoltura del Senato ha approvato all’unanimità ad aprile una risoluzione contro l’invasione della cimice asiatica che impegna il governo ad approvare rapidamente il decreto ministeriale per l’immissione di specie e popolazioni non autoctone di organismi antagonisti di insetti alieni nel territorio italiano e ad accelerare le altre fasi dell’iter per autorizzare l’uso della vespa samurai (Trissolcus japonicus), antagonista naturale della cimice.

L’associazione chiede che sia data la massima priorità ad accelerare quanto più possibile le fasi dell’iter di autorizzazione in modo da consentire l’azione in campo contro la cimice asiatica già durante la campagna agricola 2019.

La situazione delle cavallette in Sardegna

Le campagne abbandonate e i cambiamenti climatici, con improvvise abbondanti piogge seguite da lunghi periodi di siccità, hanno favorito l’invasione dei cavallette nel Nuorese. Un allarme destinato a rientrare a breve, spiega il professor Ignazio Floris, entomologo dell’università di Sassari: “Le cavallette che hanno invaso le campagne di alcune zone del Nuorese sono adulte e ormai si è raggiunto il picco del fenomeno: in ogni caso, è da escludere che possano verificarsi invasioni come quelle di prima degli anni ’40 che interessavano centinaia di migliaia di ettari”.

Proprio dalla metà degli anni ’40 gli entomologi dell’Osservatorio delle malattie della piante introdussero la lotta biologica con insetti antagonisti che si nutrivano delle uova delle cavallette. “Insetti molto diffusi ancora oggi”, rassicura il professor Floris ricordando inoltre “i progressi con la meccanizzazione dell’agricoltura” per cui sono del tutto infondati i timori di invasioni di biblica memoria. I danni subiti dalle circa venti aziende del Nuorese colpite – nelle campagne tra Ottana, Oniferi, Sarule e Orotelli – sono comunque notevoli. Circa 2.000 ettari di pascolo rasi al suolo.

“Un danno economico rilevante soprattutto per gli allevatori”, sottolinea il direttore della Coldiretti di Nuoro, Alessandro Serra, “che ora dovranno sopportare maggiori costi per l’acquisto e il trasporto del mangime per il bestiame”. Serra non nasconde il timore che l’invasione possa proseguire anche in altre zone limitrofe nei mesi estivi. “In ogni caso si dovrà intervenire per una aratura straordinaria dei terreni dove sono state deposte le uova”, rimarca il dirigente della Coldiretti, “con in intervento che implica ulteriori costi non preventivati”.

L’associazione punta su un intervento pubblico per aiutare la aziende colpite mentre l’entomologo Ignazio Floris sottolinea la necessità di interventi di prevenzione. In particolare occorre intervenire nei terreni abbandonati con una aratura, anche leggera in quanto le uova non vengono deposte in profondità. Oltre a questo, in primavera, bisogna subito individuare gli stormi di cavallette quando sono ancora piccolissime in modo da debellarle subito con insetticida leggeri, efficaci, ma a basso impatto ambientale.

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