Amazon mette in palio 2,5 milioni a chi realizza un chatbot che sappia conversare

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Il software, basato sulla sua assistente digitale Alexa, dovrà essere in grado di reggere 20 minuti di conversazione intelligente.

C’è un premio di 2,5 milioni di dollari per chi realizza un chatbot basato su Alexa, l’assistente digitale di Amazon, capace di sostenere per almeno 20 minuti una conversazione intelligente sulle ultime notizie e la cultura pop. A tanto ammonta infatti la ricompensa offerta quest’anno da Amazon per l’Alexa Prize, appuntamento annuale dedicato al crowdsourcing dell’intelligenza artificiale. Le squadre che decideranno di partecipare potranno utilizzare l’Alexa Skills Kit, ottenendo accesso a numerosi contenuti, come ad esempio il Washington Post, che potranno utilizzare per fornire una base di conoscenze al proprio bot. Questi ultimi poi saranno resi disponibili ai possessori di dispositivi basati su Alexa come Echo o Echo Dot.

Gli utenti potranno dire semplicemente “Alexa, chiacchieriamo” e quindi scegliere un argomento come lo sport, il gossip o le ultime scoperte scientifiche. Sulla base del feedback fornito dagli utenti sull’esperienza si sceglieranno poi i finalisti del concorso. Chi è interessato può già presentare domanda, mentre i vincitori saranno annunciati alla AWS re:invent il prossimo mese di novembre. ‎

“Conversare per 20 minuti è difficile per la maggior parte degli esseri umani e una sfida straordinariamente ambiziosa per i bot che stanno imparando a conversare come noi”, ha siegato Dan Jurafsky, professore di linguistica e docente di informatica presso la Stanford University. “L’Alexa Prize incoraggerà studenti e ricercatori a proporre grandi idee in grado di sfruttare le capacità delle intelligenze artificali, in modo da creare soluzioni in grado di conversare piacevolmente come esseri umani.”

Le AI dunque stanno diventando sempre più centrali nei piani delle grandi aziende, come testimonia anche il recente annuncio della creazione da parte di Microsoft di un’intera divisione formata da oltre 5000 esperti che lavoreranno proprio su questo tema. Non è un caso infatti se proprio Amazon e Microsoft, assieme a Facebook, DeepMind/Google e IBM sono parte di un gruppo non-profit per lo sviluppo dell’intelligenza artificiale‎ chiamato Partnership on AI, annunciato mercoledì scorso.

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