Nasce in Antartide l’area marina protetta più grande al mondo

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A 175 anni dalla scoperta, il Mare di Ross diventa area marina protetta: è la più vasta sul pianeta e la prima in acque internazionali.

1,55 milioni di chilometri quadrati, più grande di Italia, Francia e Spagna messe assieme: è l’area marina protetta più estesa del mondo, nata dall’accordo di 24 Paesi più l’Europa. L’ambiente è quello del Mare di Ross, in Antartide, definito dagli scienziati “l’ecosistema marino meno contaminato dall’uomo sul pianeta” (vedi abstract in inglese). Ci sono voluti cinque anni e parecchie negoziazioni fallite, ma alla fine la Commission for the Conservation of Antarctic Marine Living Resources (CCAMLR) garantirà la protezione del Mare di Ross per i prossimi 35 anni. E non sarà solo il più grande, ma anche il primo parco marino istituito in acque internazionali.

Sul Mare di Ross si affaccia anche la base scientifica permanente italiana, la Stazione Mario Zucchelli (vedi anche: In Antartide con le Forze Armate).

Il Mare di Ross occupa una porzione dell’Antartide, a sud-est della Nuova Zelanda, da Cape Adare alla Edward VII Peninsula. Diventerà ufficialmente area protetta dal 1 dicembre 2017, data a partire dalla quale diventerà quasi interamente una no-take zone, cioè una zona da cui non sarà possibile prelevare nessuna risorsa. Sarà perciò anche categoricamente bandita ogni attività di pesca.

Solo poche aree del parco faranno eccezione, ma la pesca sarà ammessa esclusivamente a scopo di ricerca: in quelle zone gli scienziati potranno monitorare la salute dell’ecosistema e confrontarlo con altre al di fuori della riserva, dove la pesca è invece consentita. La riserva sarà dunque un vero e proprio laboratorio a cielo aperto per studiare anche l’effetto dei cambiamenti climatici.

I NUMERI DELLA BIODIVERSITÀ. Anche se in un luogo tanto remoto, il Mare di Ross ha un ruolo ecologico cruciale per l’equilibrio del pianeta. Tre quarti dei nutrienti che sostengono la vita negli oceani provengono infatti proprio da qui.

Da sola, poi, questa regione ospita più di 16.000 specie. Qui abita il 30% della popolazione mondiale di uccelli procellariformi (ordine a cui appartengono uccelli delle tempeste e albatri) e il 50% delle orche assassine. Si contano 32.000 esemplari di foche di Weddell, 155.000 pinguini imperatore e più di 2,5 milioni di pinguini di Adelia, il 38% della popolazione mondiale. E naturalmente le balene: il Mare di Ross è uno degli habitat del berardio australe e della balenottera minore.

Con il termine di origine norvegese krill si indicano diverse specie di crostacei: nella foto, un esemplare di Meganyctiphanes norvegica, la cui dimensione è, in media, di 1-2 cm.

CATENA ALIMENTARE A RISCHIO. Oggi questo ecosistema è minacciato dalla pesca commerciale. Il tesoro più ambito è il krill, piccolissimi crostacei pescati per nutrire i salmoni d’allevamento e per produrre olio per le formulazioni di cosmetici e per integratori alimentari: ne viene pescato troppo e troppo in fretta. Sul krill si regge buona parte della catena alimentare antartica: è infatti nutrimento per balene, foche, pinguini e uccelli di mare. Con l’enorme e indiscriminato prelievo di krill si mettono in pericolo molte specie. La riserva non fermerà la pesca nell’Antartico, ma terrà le navi lontane dai luoghi ecologicamente più sensibili.

UN TUFFO PER GLI OCEANI. La fondazione del parco è un esempio senza precedenti di cooperazione internazionale per la protezione del mare. La pensa così anche Lewis Gordon Pugh, sponsor delle Nazioni Unite per gli Oceani e intrepido nuotatore, che per sensibilizzare alla protezione del Mare di Ross nelle sue acque glaciali si era tuffato più e più volte. Buone notizie per gli oceani, quindi. Ora il raggiungimento del target fissato dall’IUCN (International Union for Conservation of Nature) che prevede di rendere area marina protetta il 30% di tutti gli oceani sul pianeta appare più vicino.

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