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Le droghe attualmente più abusate da parte degli Europei

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Alcol, cannabis, tabacco ed energy drink: le sostanze ‘a rischio dipendenza’ più consumate dagli italiani. Ma non mancano cocaina, Lsd e Mdma. I dati del Global drug survey. Nel sondaggio hanno risposto quasi 3.500 persone.

Alcol, cannabis, tabacco ed energy drink. Sono queste le sostanze più consumate dagli italiani, secondo quanto emerge dall’edizione 2017 della Global Drug Survey, il più grande sondaggio sui consumi di psicotropi legali e illegali a livello mondiale. Il documento è stato realizzato dalla Gds (Global Drug Survey), un’istituzione britannica indipendente che mappa i trend del consumo di stupefacenti, con il benestare del comitato etico del King’s College di Londra. L’obiettivo è capire le nuove tendenze chiedendo direttamente a chi fa uso di sostanze – in modo rigorosamente anonimo – quantità e modalità di assunzione. All’edizione 2017, attraverso il sito di Repubblica, hanno risposto quasi 3.500 connazionali, per lo più uomini bianchi con meno di 25 anni.

Studenti o giovani lavoratori con un alto livello d’istruzione (il 41% dichiara di possedere una laurea o un titolo superiore) che hanno ammesso di aver assunto almeno una tra le sostanze della lista dei ricercatori britannici, che andavano dalla caffeina alle droghe sintetiche.

“Per lavoro ho avuto spesso a che fare con persone completamente rovinate dalle droghe. Molti di loro le utilizzavano senza alcuna informazione, aumentando la probabilità di gravi reazioni e problemi di salute – spiega Adam Winstock, psichiatra e anima della survey. – Così ho deciso di lanciare questo sondaggio, per mettere l’argomento al centro del dibattito pubblico mondiale e far circolare le informazioni”.

Nel nostro Paese, oltre il 97% degli intervistati ha ammesso di aver assunto alcol nel corso della propria vita e il 95% nell’ultimo anno. Le percentuali per la cannabis superano rispettivamente l’82 e il 70%. Nella lista delle sostanze più abusate seguono il tabacco e gli energy drink, bevande zuccherate a base di caffeina e altri ingredienti che promettono di “ricaricare le batterie” in pochissimo tempo, ma i cui effetti a medio e lungo periodo non sono ancora del tutto chiari.

Il motto della Gds, coniato in occasione della prima edizione nel 1999 “condividi, confronta e impara”, riassume gli intenti di Winstock. All’epoca il sondaggio coinvolgeva un solo stato ed era portato avanti dallo psichiatra in solitario. Oggi il team è composto da 40 ricercatori, la ricerca viene tradotta in 10 lingue e l’ideatore sogna in futuro di riuscire a scoprire le tendenze dei consumi anche nei Paesi asiatici e africani. Nel 2016 hanno risposto all’appello quasi 120 mila persone in oltre 50 nazioni del mondo.

Alcol. Vediamo le principali sostanze utilizzate nel nostro Paese.  L’alcol rimane una delle sostanze legali più abusate. Il 14% di chi ha ammesso di alzare il gomito ha avuto almeno un risveglio senza ricordarsi che cosa avesse fatto la sera prima. Il 2,9% è addirittura dovuto ricorrere al Pronto Soccorso. Percentuali importanti di chi è affetto da alcolismo e vuole liberarsi da questa dipendenza prova ad affidarsi alle App e alle terapie alternative, con queste ultime preferite addirittura dal 39% dei partecipanti al sondaggio che vogliono ridurre il numero di bicchieri.

Cannabis. Quasi un terzo degli intervistati ha ammesso di assumere cannabis quotidianamente, soprattutto sotto forma di sigarette, da fumare alla sera, dopo 12 ore dal risveglio e poco prima di andare a dormire, con un effetto che dura qualche ora. La cannabis di solito si compra da uno spacciatore di fiducia o da un amico, mentre solo il 6% degli italiani che hanno risposto al sondaggio la acquista da sconosciuti.

Cocaina. La Gds indica che anche quest’anno la cocaina è nelle top 5 delle sostanze più abusate. Si tratta perlopiù di un consumo occasionale: la maggioranza degli italiani che la usa lo fa da 2 a 10 volte in un anno. La dose tipica – dichiarata da un terzo degli utilizzatori – è di 0.5 grammi. La survey rivela che con 1 grammo, il cui costo si aggira sugli 83 euro, si preparano circa 10 righe. Come per la cannabis, la cocaina in Italia si compra da chi si conosce, soprattutto dagli amici o da uno spacciatore “di fiducia”. La droga dei ricchi fa preoccupare anche gli stessi utilizzatori: il 35% di loro si è detto allarmato per la propria salute, il 55% vorrebbe diminuirne l’uso.

Lsd.Negli anni Settanta era la droga degli hippy, assunta soprattutto per i suoi potenti effetti allucinogeni. Oggi – almeno oltreoceano – è diventata il “boost” dei work alcoholic, manager e professionisti alla ricerca di un piccolo aiutino per rimanere più concentrati sul lavoro. È l’Lsd, un potente allucinogeno che nel XXI secolo viene consumato soprattutto in microdosi, per limitare gli effetti della stanchezza e restare produttivi.
In Italia il 15% di chi ha risposto al sondaggio britannico sostiene di averne fatto uso durante la propria vita (la media dell’età del primo utilizzo è 20,5 anni), anche se appena il 4,6% dichiara di averlo consumato nell’ultimo anno.

Mdma. Tra i 3.500 italiani che hanno preso parte al sondaggio, ben 800 hanno dichiarato di aver utilizzato almeno una volta la droga sintetica, generalmente sotto forma di pasticche, sigaretti e cristalli. Si assume soprattutto in discoteca, durante i festival e i rave, spesso insieme alla cannabis e soprattutto all’alcol (così ha dichiarato di fare più della metà degli intervistati).

Drink pericolosi. L’Italia, insieme a Grecia e Portogallo, figura nella lista dei Paesi in cui si è soliti disciogliere questa sostanza nei drink. Lo studio conferma che il trend del consumo è in aumento, con una media a livello globale di 9 giorni utilizzo nell’arco di un anno, a destare preoccupazione sono anche le modalità di assunzione, praticamente a scatola chiusa. Il 38% ingerisce la pasticca senza curarsi di scoprire che cosa c’è dentro, e solo un 20% si affida a test “casalinghi” con reagenti acquistati su internet per accertarsi del contenuto. Il risultato è un numero sempre crescente di ricoveri per abuso di Mdma, con una frequenza più alta per il sesso femminile.

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