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Lavorare per Google? Forse meglio pensarci un po’…

“Quello che odio di Google”. Le critiche dei dipendenti. Attuali o ex
“Quello che odio di Google”. Le critiche dei dipendenti. Attuali o ex
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http://scienzamagia.eu/lavorare-per-google-forse-meglio-pensarci-un-po/

Un lavoro a Google.

È un sogno, vero? Come potrebbe non esserlo lavorare nella maggiore e più ambiziosa società tecnologica al mondo?

Beh, date un’occhiata a questo thread di Quora, continuamente aggiornato da chi ha lavorato e da chi ancora lavora per Google, per sparlare del gigante dei motori di ricerca.

Si scopre che non è solo cibo gratis e pedalate per il campus.

Prendete le lamentele con le pinze. Dopotutto, si tratta degli scontenti. D’altra parte abbiamo sentito cose simili dalle nostre fonti.

“Hai tutto quello che potresti volere, ma alla fine ti costa ciò che conta veramente”

Google
 Joe Cannella, ex senior account manager: “Fondamentalmente, passi la maggior parte del tempo mangiando cibo di Google, con i colleghi di Google, indossando vestiti di Google, parlando per acronimi di Google, mandando e-mail di Google dai telefoni di Google, e alla fine perdi di vista cosa vuol dire essere indipendente dalla grande G. Ogni aspetto della tua vita è studiato in modo da rafforzare l’idea che saresti proprio pazzo a voler essere altrove”.

“La maggior parte delle persone dirà, ‘boo, povero Googler viziato’. Ma il punto è più o meno questo. Ricevi tutto ciò che puoi desiderare, ma al prezzo di quello che veramente conta”.

È difficile essere onesto con i tuoi colleghi

Non questi due in particolare, ovviamente! Google

Vlad Patryshev, ex ingegnere software: “È davvero difficile discutere qualsiasi argomento a meno che tu non stia parlando con un amico… Le discussioni oggettive sono abbastanza rare, dato che tutti sono “territoriali” e non interessati alle opinioni degli altri, a meno che non si tratti si qualche divinità aziendale”.

Nessuno ti crede se non dici che è fantastico

Ben Gilbert / Business Insider

Katy Levinson, ex ingegnere software: “Le persone si sentono giustificate a chiederti perché hai lasciato oppure, se lavori ancora lì, insistono che tutto deve essere perfetto. Non vogliono sentire nient’altro che un totale entusiasmo per la fortuna di essere in Google, e sapere quanto vuoi restare. Se hai lasciato o non dipingi un quadro idilliaco, quasi tutti, da mia madre al mio tassista, vogliono sapere perché non ti esalta lavorare a Google”.

Possono assumere i migliori — quindi “tutti” sono troppo qualificati

Glassdoor

Anonimo: “Ci sono studenti dai dieci college migliori che forniscono supporto tecnico per i prodotti pubblicitari, o annotano manualmente i contenuti segnalati da YouTube, o scrivono codici base per test A|B sul colore di un tasto su un sito”.

I quadri intermedi sono pericolosamente “politicizzati”

Pupazzi Anrdoid durante un convegno di sviluppatori Google a San Francisco. Thomson Reuters

Anonimo: “I settori in cui più si manifesta questa natura politica sono la gestione delle performance e le assunzioni. La quantità di negoziati e manipolazione che un manager deve compiere per riuscire a gestire il proprio team all’interno del sistema era (mi pare che ultimamente sia un po’ cambiato) disperante. Per sostenere qualcuno, devi iniziare a perorare la sua causa con un anno di anticipo, ciò significa che non puoi seguire le altre persone del tuo team”.

Ci sono troppo pochi “incapaci”

Rob Kim/Getty Images

“La presenza di così tante persone di talento non ti garantisce una corsia preferenziale per i progetti migliori  solo perché anche tu hai talento. Sono migliaia le persone ugualmente intelligenti in coda davanti a te e tutte ugualmente suttoutilizzate, ma ci sono anche abbastanza incompetenti  da costringerti a dimostrare che non sei uno di loro”, ha detto un ex ingegnere.

Puoi lavorare per otto anni senza essere promosso

Áine Cain

Anonimo: “Puoi passare inosservato, e passartela male. Conosco persone che sono state senior web engineer per più di otto anni e non sono mai stati promossi”.

Lo staff di Google è così eccezionale che è diventato una barzelletta aziendale

GetMyBoar

Anonimo: “Con i miei colleghi si scherzava sul fatto che Larry & Sergey (Page e Brin, i fondatori di Google ndr.) attraccassero insieme i loro yacht e, seduti sulle stesse poltrone reclinabili che sono sui loro jumbo jet, fumassero sigari e appendessero ritagli di foto di impiegati di Google ridendosela come matti: ‘questo era direttore generale in una multinazionale di telecomunicazioni, ha ottenuto un master in Busines Administration ad Harvard e adesso regala biglietti cinematografici per Orkut’, per poi brindare con i loro bicchieri di scotch. Il che, ovviamente, è molto improbabile, dato che nessuno dei due fumerebbe mai un sigaro o berrebbe un whisky. Ma il resto è plausibile”.

Google è così grande che ti può assumere per sbaglio

Hollis Johnson/Business Insider

Anonimo: “Sono stato contattato da Google per una posizione manageriale. Nello stesso periodo, un mio omonimo è stato assunto. Da qualche parte alle Risorse Umane hanno fatto una terribile confusione e quando ho iniziato ero in una posizione più bassa, più adatta al mio omonimo. Il contratto di assunzione era ambiguo e il responsabile alle risorse umane che l’aveva redatto se ne era andato da un pezzo, per cui nessuno sapeva spiegarlo”.

“In sostanza Google ha pagato il trasporto di tutte le mie cose di casa da una parte all’altra del globo e poi subito indietro per nessun altro motivo che ‘procedura non prevista, errore, errore, errore’”.

La compagnia si interessa solo di progressi misurabili

Google

Katy Levinson: “Ogni progresso non misurabile era solo una perdita di tempo”, ha detto una ex ingegnere elettronico. “Fruibilità? Quantità di bug? Non interessavano a nessuno se non erano misurabili”.

Molte startup orbitano intorno a Google perché sono contro la legge

Loco Steve / Flickr, CC

Sean Gerrish, ex ingegnere software:  “Google deve muoversi attentamente per evitare contenziosi. In generale, Google non può fare cose come violare le leggi sul diritto d’autore senza significative conseguenze immediate. Ciò è inasprito dal fatto che le leggi governative cambieranno per colpire Google stessa“.

“D’altro canto, molte startup possono restare a girare intorno a Google, non perché siano migliorabili (anche se alcune sono lo sono), ma perché spesso possono spingersi un po’ in là nel violare le regole”.

I progetti possono venire cancellati arbitrariamente in qualsiasi momento

Google Maps

Anonimo: “Per me, la cosa di gran lunga peggiore è la cancellazione apparentemente arbitraria di progetti. Per aggiungere il danno alla beffa, le persone che lavoravano ai progetti cancellati non possono fare domanda di promozione perché non hanno apportato alcun contributo”.

“Il costo della vita nella Bay Area è folle”

Shutterstock

Adrian Carballo, ex ingegnere software: “Nella Bay Area il costo della vita è folle e, a parte il campus di MTV, non c’è gran che da fare a parte lavorare e frequentare i tuoi colleghi. Una noia. Hai cibo gratis quando vuoi, un sacco di caffè, palestra, lavanderia ecc. Ma una volta iniziato a sfruttare tutti questi benefici (dato che sono davvero convenienti), col tempo stai sempre più in ufficio, fai le stesse scelte ogni giorno e frequenti sempre più le stesse persone con cui lavori”.

“Alla fine ho deciso che era il momento di avere maggiore libertà. … anche se dovevo pagarla”.

“PS. Sto anche per andarmene dalla Bay Area”.

“C’è una fascia di persone intelligenti che sono dirigenti e capi tremendi”

“The Internship”

“Le persone vengono promosse a incarichi dirigenziali o di guida non perché realmente dotate nel comandare o dirigere, ma perché sono intelligenti o perché mancano ulteriori percorsi di crescita professionale”, ha detto un ex program manager. “C’è quindi una fascia di persone intelligenti che sono dirigenti o capi tremendi”.

“Amici gelosi che ti odiano per il lavoro perché non sono stati assunti”

Doug Benc/Getty Images

Anonimo: “L’attenzione. Le domande di Quora, amici gelosi che ti odiano per il lavoro perché non sono stati assunti, articoli diffidenti sui media secondo cui ogni mossa della compagnia fa parte di un grande piano pubblicitario ecc. È stancante. Non ti lasciano fare il tuo lavoro e basta”.

“Nei miei tre anni a Google ho incontrato 100 “persone eccezionali”. Pochi di loro erano persone interessanti”

Instagram, @dinos_not_djs

“Assumono sempre la stessa persona” ha detto un commentatore anonimo. “Stesso background, stesse 10 scuole, stessa visione del mondo, stessi interessi.  Non esagero quando dico che nei miei tre anni a Google ho incontrato 100 “persone eccezionali” e solo pochi di loro erano persone interessanti”.

“La parte peggiore di lavorare per Google … [era] sentirsi sotto utilizzati”

Reuters

John L. Miller, ex staff software engineer: “Penso che la parte peggiore di lavorare per Google, come per molti altri, fosse sentirsi sotto utilizzati. Con un’esperienza di 25 anni nella programmazione, gestione e architettura, non facevo niente che un bravo neolaureato con 2 anni di esperienza non potesse fare altrettanto bene e più velocemente. Davvero deprimente”.

“Fatti mettere TUTTO per iscritto”

Adam Berry / Getty

“Se stai per essere assunto da Google, negozia caparbiamente, sii esigente, e assicurati di avere TUTTO per iscritto. Google fa un sacco di promesse vaghe che pare non mantenga”.

Non credere alla pubblicità

Flickr / Fabricio Zuardi

Jeff Nelson, inventore di Google Chrome: “Molto di quello che si dice di Google dall’esterno è spazzatura. Spesso, questa spazzatura è diffusa da chi ci lavora, perché contribuisce alla reputazione della compagnia. Succede anche che se inventi sciocchezza una davvero buona guadagni in rispetto tra gli altri ingegneri. Far sembrare Google un luogo di lavoro fantastico è considerato ‘Googley’, anche se attraverso una quantità di spazzatura”.

Non lavorare al quartier generale è un “suicidio lavorativo”

(AP Photo/Jeff Chiu)

Anonimo: “Ovviamente si può scegliere di non lavorare nella sede principale, ma a lungo termine è un suicidio dal punto di vista della carriera”.

Il tuo ufficio può essere molto piccolo

REUTERS/Arnd Wiegmann

Anne K. Halsall, product designer: “Se devi lavorare in uno dei quattro edifici del campus, probabilmente avrai sempre i crampi. Non è raro vedere 3 o 4 impiegati in un unico spazio, o molti dirigenti condividere un ufficio. Con tutti i grandi spazi per cibo, giochi, TV, incontri ecc., può essere una vera impresa trovare un posto isolato e tranquillo per pensare”.

Google è così grande che non puoi lasciare un impatto

Via Wikimedia Commons

Anonimo: “Ho lavorato a Google 3 anni ed è stato davvero difficile andarmene. Mi ha convinto il fatto che l’impatto che avrei potuto avere sull’impresa come individuo era minimo. Google è un’incredibile macchina da soldi, grazie a AdWords ma, a meno che non siate un ingegnere con un talento eccezionale che inventa qualcosa di nuovo, è molto probabile che siate semplicemente qualcuno che olia gli ingranaggi della macchina”.

I quadri intermedi sono mediocri

Queste persone nella foto non sono mediocri. Peter Würmli, Camenzind Evolution

“Sottolineerei l’implacabile mediocrità quotidiana che guida i quadri intermedi, talmente assorbiti dai calcoli da escludere qualsiasi altro fattore. Non vogliono spezzare la routine, non sanno ispirare i loro collaboratori, cosa per cui si affidano troppo alla reputazione di Google”.

Chi lavora a Google può perdersi in banalità

Shutterstock.com

“A Zurigo esiste una stanza tranquilla dove si va per rilassarsi o schiacciare un pisolino. Ci sono molti acquari davvero belli e puoi perdere un sacco di tempo ad ammirare i pesci. C’era anche un thread con oltre 100 e-mail per rimuovere le poltrone da massaggio, perché pare che non si riuscisse a dormire per il loro rumore”.

La cultura è immatura

Lucélia Ribeiro

“È come l’Isola che non c’è; le persone non crescono. Bevono, socializzano e giocano continuamente e praticamente non lavorano”.

Non puoi lavorare da fuori

Thomson Reuters

Dimitar Bojantchev, freelance: “La cosa peggiore per me era l’impossibilità di lavorare da fuori, per esempio da casa, cosa che avevo fatto benissimo nei 5/6 anni precedenti”.

Il personale è premiato per immaginare novità, anche se non necessarie

Cheap Trick

Katy Levinson: “Ciò porta a fantasiosi incubi, basati spesso su shell scartate di altre piattaforme che nessuno mantiene. Avevamo quattro JavaScript library ufficiali interne. Perché? Perché scrivere una library JavaScript innovativa può farti guadagnare una promozione!”.

“Sinceramente, ero fuori posto”

PETA

Paul Buttery, senior product analyst: “La mia prima settimana è stata più imbarazzante di quanto previsto. Sono stato preso da quella che viene definita la sindrome dell’impostore. I membri del mio nuovo team erano esageratamente intelligenti e abili. Non del tipo ‘Sono uscito dall’università a pieni voti’. Più del tipo ‘Ho creato Google Mars e registrato una dozzina di brevetti prima dei sedici anni”.

“In molti avevano lavorato con Sebastian Thrun (macchine a guida autonoma, Udacity) alla Stanford o su Maps. Come avrei potuto contribuire in qualcosa? Col senno di poi ero sinceramente un intruso”.

“Ingegneri remissivi”

Columbia Pictures

Nathan Yospe, ex ingegnere: “Gli ingegneri che Google assume rispondono al modello di persone generiche. Bravi con i concetti di algoritmi, database, di processare ecc., in generale non hanno un’esperienza nell’ambito dell’area prodotti. La cultura premia gli ingegneri che risolvono intricati problemi tecnologici e trascura quelli che si dedicano alla parte più difficile dello sviluppare un prodotto: portarlo da una versione 1 a una versione 3 davvero buona semplificandolo e aggiungendo funzionalità che si basano sul feedback dei clienti, mantenendo e facendo debug del prodotto”.

I cattivi dirigenti qui possono fare carriera

Shutterstock

Nathan Yospe: “Ho lavorato in uno dei maggiori campus fuori dal quartier generale, e l’unico stimolo intellettuale che ho avuto in quel periodo è stato il colloquio di assunzione. Non ho incontrato molte persone brillanti, ma un sacco di gente che era convinta di esserlo. E ho visto un sacco di leccapiedi. Ho lavorato per una capa che non aveva toccato un codice per due anni e non sapeva cosa fare quando ne vedeva uno, e un capo tecnico che era bravo con UX e poco altro”.

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