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I motori di ricerca ed i social media aiutino l’editoria online ed i giornali

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Editoria, De Benedetti: “Giornali pilastro democrazia. Ma social media contribuiscano a costi”. Il presidente onorario del gruppo Gedi al ‘Cortile di Francesco’ di Assisi parla del futuro del giornalismo: “Premier d’accordo: è una cosa che andrebbe fatta a livello europeo, ma l’Italia può iniziare”. “I social media devono contribuire a mantenere un pilastro della democrazia come i giornali”. Così Carlo De Benedetti, presidente onorario del gruppo Gedi (che di recente ha lasciato la presidenza al figlio), è intervenuto al ‘Cortile di Francesco‘ di Assisi per parlare del futuro del giornalismo. “Non vogliamo sussidi dallo Stato – ha aggiunto – non ne abbiamo mai avuti perché se c’è sovvenzione è poi legittimata una richiesta. Ma chi partecipa al mondo dell’informazione deve capire che il nostro lavoro, a noi editori, costa produrlo. Occorre che i soggetti che partecipano al mondo dell’informazione – come i siti, i motori di ricerca e i social media – a cui diamo enorme contributo come giornali, partecipino all’aumento dei costi che l’aumento della qualità dei giornali comporterà. Ne ho parlato con il nostro primo ministro che è d’accordo: è una cosa che andrebbe fatta a livello europeo, ma l’Italia può iniziare”.

• DE BENEDETTI: “I MOTORI DI RICERCA PARTECIPINO AI COSTI”
“Non è giusto che Google e Facebook prelevino il nostro lavoro gratuitamente e se ne approprino per avere guadagni pubblicitari – ha spiegato l’editore – il prodotto può essere buono o meno buono, ma a noi costa produrlo ed è bene che chi se ne serve, partecipi ai suoi costi”. De Benedetti ha poi sottolineato che per i motori di ricerca le news sono fondamentali: “Io non penso che Google difenda la democrazia, non è il suo mondo, però siamo noi a dare le informazioni. Siamo davanti a una svolta, avvenuta con la digitalizzazione del mondo e delle informazioni”.

• “I GIORNALI DEL FUTURO OGGETTI PREZIOSI”
“Meno copie, meno lettori, più ricchezza di contenuti. Meno notizie e più analisi”. È questo il futuro dei giornali secondo De Benedetti. “I giornali sono in crisi in tutto il mondo occidentale, ma io sono ottimista e credo che continueranno a esistere, a patto che si capisca che è inutile pensare di continuare a fare il mestiere così come è stato finora”. Il quotidiano di carta, secondo l’editore, dovrà dunque saper rispondere al mondo digitale in cui la notizia è diventata istantanea, offrendo ai lettori non i fatti, ma gli approfondimenti degli stessi, le connessioni e le loro conseguenze.

• “GIORNALI PILASTRO DELLA DEMOCRAZIA”
“È importante far sopravvivere i giornali, che sono un pilastro della democrazia, e lo dico in qualità di convinto democratico”, ha affermato De Benedetti, che si è definito un “editore in pensione” che “non dimentica di esserlo, pur non praticando più”. “Quando ancora oggi arriva un regime dittatoriale – ha proseguito – i primi a essere eliminati sono i giornali”. Per De Benedetti è quindi “un bene” che in Italia “ci siano giornali che esprimono opinioni radicalmente diverse su tanti temi, un segnale che la nostra democrazia è libera”. Perché, ha aggiunto, “solo quando ci si può informare da fonti diverse significa che c’è democrazia e libertà”. Ma è “un grande male” il fatto che i giornali “siano in crisi in tutto il mondo occidentale”. “Si vendono meno copie – ha osservato – e ci sono sempre meno giovani lettori” ma anche per questo motivo, ha sottolineato, “dobbiamo fare in modo che i giornali continuino ad esistere”.

• “IL GIORNALE LUOGO DI RIFLESSIONE”
Giornali con sempre meno spazio per la notizia, più cari, venduti a meno persone e luoghi di riflessione e analisi: per De Benedetti sarà questo il futuro “inevitabile” della carta stampata. Si è detto ottimista sul futuro del giornale che inevitabilmente “il giorno dopo non può essere quello con le notizie di oggi ma che dovrà contenere più sapere”. Sarà quindi una sorta “di risposta ragionata alla tecnologia dell’istante”. “In un mondo bombardato di notizie e con tutti quelli in possesso di un telefonino subito informati – ha affermato – il giornale del futuro non deve avere più notizie ma deve allargare il discorso chiedendosi il perché c’è stato un determinato evento e quali conseguenze ci saranno”. Tutto questo per De Benedetti “è un dato di fatto” perché le nuove tecnologie “hanno avuto un impatto dirompente nel mondo dell’informazione non dando il tempo ai giornalisti e ai giornali di aggiornarsi”.

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