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I giovani sono sempre più viziati e dediti ai vizi

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Gioco d’azzardo, alcol o cannabis: come affrontare le dipendenze dei giovani. Quasi un under 20 su due fa scommesse almeno una volta all’anno e uno su cinque consuma frequentemente alcolici o ha recentemente consumato marijuana. Ma gli esperti dell’ospedale Bambino Gesù forniscono raccomandazioni su come fronteggiare i rischi.

DAL GIOCO d’azzardo a quello online, passando per il fumo (cannabis, tabacco) e l’alcol, caratterizzato dalla diffusione sempre più diffusa del binge drinking, il consumo di 6 o più bevande alcoliche in un’unica occasione. Per alcuni adolescenti può diventare una vera e propria dipendenza, un problema con ripercussioni importanti sulla salute. Nel nuovo numero magazine ‘A scuola di salute’, realizzato dall’Istituto per la Salute del Bambino Gesù gli esperti forniscono ai genitori qualche piccolo consiglio sul comportamento più appropriato da adottare in caso si presentasse una di queste realtà. Perché la loro attenzione e il loro aiuto può rivelarsi essenziale a farli uscire dall’ ‘imbuto’.

. I NUMERI DELLE DIPENDENZE
Nel nostro Paese le dipendenze giovanili riguardano circa un giovane su cinque: ad esempio il 20% dei giovani tra i 15 e i 34 anni consuma frequentemente alcolici, il 19% ha consumato cannabis nell’arco di un anno e il 16% fuma fino al compimento dei 24 anni. Più alta è invece la percentuale dei giovani tra i 14 e i 19 anni che hanno giocato d’azzardo almeno una volta all’anno (è del 49%).

. I RISCHI DELL’ALCOL IN ETÀ PRECOCE
Da recenti indagini emerge un dato importante, l’uso di alcol frequente già tra gli 11 e i 15 anni di età, nonostante se ne raccomandi il divieto almeno fino ai 16 anni. Questo perché solo a partire da questa età l’organismo è in grado di metabolizzarlo in modo corretto. Ecco allora l’importanza di genitori e insegnanti nel mettere al corrente i ragazzi sui rischi legati all’uso dell’alcol e il consiglio di rivolgersi a uno specialista nei casi più gravi.

. LA PAGHETTA INVESTITA PER LOTTERIE E GRATTA E VINCI
Secondo l’Osservatorio nazionale sulla salute dell’infanzia e dell’adolescenza, il 20% dei ragazzi tra i 10 e i 17 anni frequenta agenzie di scommesse e il 25% dei più piccoli – tra i 7 e i 9 anni di età – usa la propria ‘paghetta’ per lotterie e ‘gratta e vinci’. Il gioco d’azzardo diventa pericolo quando si perde la capacità di stabilire e rispettare un determinato limite di tempo e denaro da impiegare. “Tra i segnali indicatori da osservare troviamo l’interesse continuo per il gioco d’azzardo, disinteresse verso attività scolastiche e ricreative, frequenti assenze ingiustificate, disturbi del sonno e furti in casa. Anche in questo caso – spiegano i medici del Bambino Gesù – l’attenzione da parte della famiglia è fondamentale”.

. IL GIOCO ONLINE CHE NON È PIÙ UN GIOCO 
Esiste anche la dipendenza da videogiochi online e con essa quella riguardante l’utilizzo frenetico di internet, come ad esempio lo shopping online compulsivo oppure la tendenza a instaurare relazioni sentimentali e di amicizia sul web, oltre che navigare su siti pornografici compulsivamente. Recenti studi di neuroimaging suggeriscono che il circuito cerebrale a monte del desiderio indotto dai videogiochi, ad esempio, sia simile a quello provocato dalle sostanze di abuso. Ecco allora che chi è dipendente dai giochi online mostra i classici tre ‘sintomi’: “Il craving, il desiderio improvviso di assumere una sostanza, l’astinenza, cioè l’irrequietezza con sintomi fisici e psicologici se non si riesce a giocare, e la tolleranza, intesa come un aumento progressivo del tempo di gioco con disinteresse verso gli hobby precedenti” spiegano i medici dell’ospedale pediatrico della Santa Sede. È bene dunque che i genitori si rivolgano ai servizi psicologici dedicati, evitando di sottostimare l’entità del problema.

. L’ABUSO DI CANNABIS
“Genitori e insegnanti – continuano i medici del Bambino Gesù – debbono essere consapevoli che l’abuso di cannabis è tra i principali fattori di rischio di malattia psichiatrica e devono sapere riconoscere alcuni segnali indicatori. Tra questi troviamo modificazioni del comportamento e iperemia congiuntivale, cioè il classico arrossamento oculare. Sono inoltre chiamati a mettersi al fianco degli adolescenti e a mettere da parte toni giudicanti e atteggiamenti repressivi. È bene suggerire loro modalità più sane per rilassarsi e far passare il messaggio che per essere accettati dagli altri non sempre bisogna essere euforici o disinibiti”.

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