I Big del Credito aumentano il canone del conto corrente online

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Banche: stangata in arrivo per chi ha il conto online. Dal confronto con il 2013 i costi per le famiglie con operatività media sono aumentati del 22% da 115 a 140 euro.

Un’inchiesta del Corriere della Sera ha reso noto come negli ultimi cinque mesi i costi dei conti correnti siano aumentati in media del 4% prendendo a riferimento i prodotti di 10 banche: Bnl, Credem, Cariparma, Unicredit, Intesa Sanpaolo, Ubi, Mps, Banco Bpm, Carige più Poste. Dal confronto con il 2013 i costi per le famiglie con operatività media sono aumentati del 22% da 115 a 140 euro.

Per chi ha cercato di risparmiare sui costi del conto corrente le banche online hanno rappresentato un’opportunità, ma anche in questo ambito occorre tenere gli occhi bene aperti. Chi ha un conto on line presto dovrà pagare per prelievi al bancomat di altre banche. Così Websella offre gratuitamente le prime 4 operazioni e poi dalla quinta si paga una commissione di 1,81 euro per i prelievi agli sportelli automatici di altre banche della zona euro. Dal 1° ottobre inoltre Iwbank applicherà una commissione di 1,90 euro sui prelievi effettuati allo sportello automatico di altre banche e poi sarà la volta di Fineco che dal 10 ottobre, farà pagare 80 centesimi per ogni prelievo inferiore ai 100 euro.

Infine da segnalare una novità decisa da una sentenza della Corte di Cassazione: anche il funzionario di banca ha diritto a chiedere al cliente chiarimenti sull’origine e sulla destinazione dei soldi che quest’ultimo versa e preleva dal proprio deposito. E se nota anomalie informa chi di dovere.

Come scrive Laleggepertutti, la banca ha infatti facoltà di controllare i movimenti su un conto corrente.

“Tutte le volte in cui vi è un’evidente sproporzione tra le movimentazioni effettuate dal correntista e la sua attività professionale, e pertanto vi è un indice di anomalia, l’impiegato di banca deve segnalare tali attività alla direzione. Si parla a riguardo di segnalazione di operazioni sospette, anche note con l’acronimo Sos. La direzione poi valuta se inviare la segnalazione alla Uif, l’Unità per l’informazione finanziaria. (…) La Uif, a sua volta, decide se informare la Procura della Repubblica o meno e, quindi, avviare il procedimento penale nei confronti del correntista.

Basta il semplice sospetto di anomalia a far scattare la segnalazione di operazione sospetta (…) La Sos non è una facoltà ma un vero e proprio obbligo per l’impiegato allo sportello che, in caso, contrario, ne risponde personalmente, potendo essere sanzionato dalla banca datrice di lavoro”.

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