GLI EFFETTI CATASTROFICI DI UNA SUPERNOVA VICINA

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Diciamo subito che tale evento astrofisico, sia pur mediamente raro, non è rarissimo, e potrebbe avvenire, secondo le stime recenti, entro un range temporale tra 100 milioni e 1 miliardo di anni. Questo nell’intervallo di distanza tra 8 e 10 parsec (1 parsec = 3,26 anni luce). Sono stati condotti diversi studi sugli effetti che potrebbero verificarsi sul pianeta Terra a seguito di una esplosione stellare entro una tale distanza, sebbene essi possono essere considerati più o meno accurati. Alcuni testi in letteratura, descrivono il primo lavoro di M.A. Ruderman [1] come un prototipo di quelli ancora oggi validi sul piano fenomenologico [2]. Gli effetti più catastrofici dell’esplosione del core di una stella iniziano con l’impatto sul nostro pianeta di radiazioni ionizzanti, raggi cosmici e raggi gamma. A seguito di questo, l’atmosfera terrestre potrebbe produrre una gran quantità di atomi di azoto liberi in uno stato eccitato, che a sua volta può ossidare e formare ossido nitrico (principalmente, NO e NO2). Una piccola concentrazione di tali ossidi, ad un livello di poche parti per miliardo (ppb) può ridurre il contenuto atmosferico di ozono (O3) di un fattore 2, portando ad una aumento della superficie irradiata da raggi UV, con conseguenze drammatiche per molte specie viventi. Il 90% dello scudo atmosferico di O3 potrebbe ridursi per un tempo variabile dai pochi anni e fino ad oltre 1 secolo. Le stime di scomparsa e ricomparsa dello scudo di ozono atmosferico, così come gli effetti sulla Biosfera terrestre, sono stati segnalati da diversi autori nei decenni recenti. Le stime attuali circa la cessione di radiazioni letali dall’esplozione di una supernova vicina hanno il range temporale più sopra riportato. Già Iosif Shklovskii e Carl Sagan nel 1966 [referenze in 3], previdero che le maggiori estinzioni di massa avvenute nel passato sul nostro pianeta potrebbero essere state causate da esplosioni di supernovae, tra gli altri tipi di eventi catastrofici di natura extraterrestre. Più di recente, una revisione dell’argomento di Shklovskii e Sagan, condotta dagli astrofisici Terry e Tucker [4] ha concluso che una apprezzabile dose di radiazioni letali, entro una distanza di circa 100 anni luce dalla Terra, potrebbe investire il nostro pianeta ogni 50 milioni di anni circa. Occorre, quindi, guardarci anche da eventi oltre la cintura degli asteroidi !

Bibliografia.

[1] M. A. Ruderman. Science, 184:1079–1081, 1974;
[2] Jordi José, in “STELLAR EXPLOSIONS – Hydrodynamics and Nucleosynthesis” (CRC Press, Taylor & Francis Group, Boca Raton, FL (USA), 2016);
[3] V. I. Krasovski and I. Shklovsky. Dokl. Akad. Nauk. SSR, 116:197–199, 1957; A. R. Loeblich and H. Tappan. Geol. Soc. Amer. Bull., 75:367–392, 1964; O. H. Schindewolf. Neues Jahrb. Geol. Paleontaol. Monatsh., 10:457–465, 1954;
[4] K. D. Terry and W. H. Tucker. Science, 159:421–423, 1968.

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