Fukushima, gli effetti delle radiazioni sono ancora attivi!

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Calcolati gli effetti di Fukushima. Il disastro alla centrale nucleare ha consegnato a ogni terrestre – fuori dal Giappone – una quantità di radiazioni pari a quella somministrata da una radiografia, o da… mille banane. A Fukushima le radiazioni emesse dall’edificio del reattore 2 sono ancora elevatissime.

Degli effetti del disastro di Fukushima su piante e animali, e delle difficoltà di accedere al reattore 2, abbiamo scritto più volte. Meno spesso si parla delle conseguenze non locali degli incidenti nucleari, e di questo in particolare: più blande, ma comunque misurabili.

In base a nuovi calcoli del Norwegian Institute for Air Research, chiunque abiti fuori dal Giappone ha incamerato, nel corso dei sei anni trascorsi dal disastro (marzo 2011), una quantità di radiazioni pari a quelle ricevute con una radiografia, o a quella equivalente a mille banane (avete capito bene).

UNA LUNGA STRADA. I ricercatori hanno utilizzato i dati raccolti dal Comprehensive Nuclear-Test-Ban Treaty Organisation, un gruppo di studio che monitora le radiazioni generate da esplosioni nucleari ed eventi sismici, per misurare la diffusione di due isotopi di cesio radioattivo. In particolare, il cesio-137, un elemento pesante che viaggia su lunghe distanze e si dissolve in acqua: hanno così scoperto che il 23% di questa sostanza, liberata dall’esplosione del 2011, è rimasta in Giappone, mentre il resto si è diffuso negli oceani.

CERCHI CONCENTRICI. Per gli abitanti delle aree più prossime alla centrale di Fukushima, i livelli di radiazioni si sono attestati tra 1 e 5 millisievert solo nei primi 3 mesi, mentre nel resto del Paese sono stati, in questi sei anni, di circa 0.5 millisievert, meno di quelle ricevute durante una TAC. Per il resto del mondo, si parla di meno di 0,1 millisievert dal 2011 ad oggi, in pratica una radiografia extra per ognuno. Il sievert è una misura dei danni provocati dalle radiazioni su un organismo.

INDIGESTIONE. C’è anche chi l’ha presa da un punto di vista più informale (ma spesso in uso) e ha calcolato il danno in banane-equivalenti. Ogni 100 grammi di questo frutto assumiamo infatti l’equivalente di 0,1 microsievert di potassio-40, che decade al ritmo di 15 atomi al secondo (15 Becquerel).

Fortunatamente non tratteniamo quel potassio molto a lungo: per assumerne una dose letale dovremmo mangiare 35 milioni di banane in una sola sessione (le radiazioni sarebbero a quel punto l’ultimo dei problemi). Poiché i non giapponesi hanno ricevuto meno di 0,1 millisievert di radiazioni, si tratta del “danno” inflitto da circa 1.000 banane.

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