Depressione: come riconoscerla e come curarla

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Le otto forme di depressione più frequenti

E’ una delle malattie più diffuse e difficili da sconfiggere. Ma si può cercare di affrontarla con un approccio multidisciplinare e un lavoro di squadra che coinvolga specialisti e medici di famiglia, pazienti e familiari.

È una condizione caratterizzata da cronica, grave e persistente irritabilità, con rilevanti e frequenti manifestazioni cliniche come l’aggressione fisica verso cose o persone. L’umore è persistentemente irritabile o arrabbiato. Secondo alcuni autori l’irritabilità grave e non episodica nei bambini è indicatore di possibile Disturbo Bipolare. 2-4% più nei maschi che nelle femmine.

Disturbo Depressivo Maggiore

Gli specificatori di gravità (lieve, moderata, grave) e di decorso, hanno specifiche caratteristiche. Infatti il paziente con DDM può essere con ansia e/o depressione con sintomi ipomanicali, melanconico, atipico, psicotico congruente con umore (deliri di colpa, rovina), non congruente con umore (persecutorio), catatonico. L’esordio può essere in peripartum o stagionale. Prevalenza: 7% (con importanti differenze per fasce di età dai 18 ai 29 anni 3 volte maggiore che negli ultra 60 o più. Femmine hanno tassi maggiori di 1.5-3 rispetto ai maschi con inizio in adolescenza).

Disturbo depressivo persistente (distimia)

L’esordio è precoce e insidioso. Il decorso è cronico, spesso associato a disturbo borderline di personalità o da uso di sostanze. La disabilità prodotta da questo disturbo è pari o superiore a quella prodotta dal Disturbo Depressivo Maggiore. Caratteristiche: ansia e miste. Il paziente con DDP è melanconico, atipico, psicotico congruente, non congruente, catatonico. L’esordio può essere in peripartum. Fondamentale è specificare la Sindrome Distimica pura con EDM (Episodio Depressivo Maggiore) persistente, con EDM intermittenti, con o senza episodio depressivo in atto. Prevalenza: 0.5% (per il disturbo depressivo maggiore cronico 1.5%)

Disturbo Disforico Premestruale

Umore marcatamente depresso, labilità, irritabilità, disforia ansia che si ripetono durante la fase premestruale del ciclo e vanno incontro a remissione all’insorgenza o poco dopo le mestruazioni Devono essere nella maggior parte dei cicli con una grave compromissione del funzionamento lavorativo e sociale. Prevalenza: 1,3-1,8% delle donne mestruate

Disturbo Depressivo indotto da sostanze/farmaci

Mostrano tutti i sintomi della depressione maggiore, tuttavia questi sono associati alla ingestione, iniezione, inalazione di una sostanza (droga, tossina, farmaco psicotropo, altro farmaco), e i sintomi depressivi persistono oltre la durata prevista degli effetti fisiologici dell’intossicazione o periodo di astinenza. Prevalenza: 0,2%

Disturbo Depressivo dovuto a condizione medica

Quadro clinico con rilevante o persistente umore depresso, conseguenza fisiopatologica diretta di un’altra condizione medica: depressione con ictus, Malattia di Huntington, traumi cerebrali, Malattia di Parkinson, ipotiroidismo, Sindrome di Cushing.

Disturbo Depressivo con altra specificazione

  1. Depressione Breve Ricorrente
  2. Episodio depressivo di breve durata
  3. Episodio depressivo con sintomatologia insufficiente.

Disturbo Depressivo senza altra specificazione

Si classifica quando i sintomi della depressione, che causano un disagio clinicamente significativo, predominano, ma non soddisfano pienamente i criteri per uno qualsiasi dei disturbi depressivi.

Quali sono gli elementi di rischio su cui intervenire:

Dolore cronico, ampiamente associato a fenomeni infiammatori. I malati presentano un maggior rischio di sviluppare la patologia depressiva, di rispondere in modo meno soddisfacente ai trattamenti usualmente proposti per tale disturbo e infine ad andare incontro a cronicizzazione della patologia psichica.

Disturbi cronici del sonno tendono a seguire un meccanismo analogo di sollecitazione delle risposte infiammatorie e del rischio depressivo.

Alimentazione inadeguata, obesità e scarso esercizio fisico sono altri fattori di rischio per l’attivazione delle specifiche vie che portano ad alterazioni infiammatorie e depressive.

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